Una separazione – 10 maggio 2012

Una separazione

L’oro del cinema 4a edizione
Cineteatro Don Bosco, Potenza
il 10/5/12 

 doppia proiezione ore 19.15 e 21.30

Orso d’Oro a Berlino nel 2011; Oscar 2012 come Miglior Film Straniero
Regia di Asghar Farhadi.
Con Sareh Bayat, Sarina Farhadi, Peyman Moadi, Babak Karimi,
Ali-Asghar Shahbazi.

Genere: Drammatico – Durata 123 min. – Iran 2011 – Sacher Film

Una separazione narra la storia di Nader e di sua moglie Simin, che stanno per divorziare. Hanno ottenuto il permesso di espatrio ma Nader non vuole partire. Suo padre è affetto dal morbo di Alzheimer e lui vuole restare ad aiutarlo. Simin lascia la casa e va a vivere con i suoi genitori. Nader deve assumere qualcuno che si occupi del padre mentre lui è al lavoro e dà l’incarico ad una donna incinta…Faradhi conferma con questo film le doti di narratore già manifestate con About Elly. Non è facile fare cinema oggi in Iran, soprattutto se ci si è espressi in favore di Panahi, condannato per attività contrarie al regime. Ma Faradhi sa, come i veri autori, aggirare lo sguardo della censura proponendoci una storia che innesca una serie di domande sotto l’apparente facciata di un conflitto familiare (Giancarlo Zappoli). Immaginate un giallo girato come un film neorealista. Un film in cui tutti mentono almeno una volta, in tutti i modi possibili (per omissione, per convenienza, per necessità, per pietà). E soprattutto mentono in ogni possibile combinazione: al marito, alla moglie, al giudice, al figlio, ai genitori, in qualche caso anche a se stessi. Adesso immaginate che questo film, in cui (quasi) tutto è sotto i nostri occhi, ma l’essenziale avviene nelle coscienze dei personaggi, venga da uno dei paesi più segreti del mondo: l’Iran (Fabio Ferzetti, Il Messaggero). Andate a vedere Una separazione: è un film di grande umanità, di mirabile scrittura, di altissima godibilità. Un film «divertente» nel senso più alto del termine, a condizione di essere spettatori adulti, capaci di divertirsi non solo a suon di rutti e flatulenze varie, ma osservando sullo schermo il dipanarsi dell’umana commedia. (Alberto Crespi, L’Unità)