Scuola Media Giacomo Leopardi danneggiata dai vandali, attività didattica sospesa lunedì 23

Ancora una volta scuole del capoluogo prese di mira dai vandali. Questa volta a farne le spese la scuola media di Rione Lucania, la Giacomo Leopardi, che nella notte tra venerdì 20 e sabato 21 aprile è stata letteralmente devastata da autentici delinquenti che, tra l’altro, hanno anche ritenuto di strappare una bandiera tricolore appesa all’ingresso della scuola, buttandola in terra. Gli assessori all’Istruzione e alla Protezione Civile, rispettivamente Giuseppe Messina e Nicola Lovallo si sono recati sul posto per verificare lo stato dei luoghi e gli interventi da porre in atto affinché potesse essere ristabilita la fruibilità dell’istituto. Gli amministratori esprimono “forte rammarico per questa ennesima manifestazione di ‘sottocultura’ e di disprezzo violento per le istituzioni”. Gli stessi rivolgono “un forte appello alle forze di polizia e alla Prefettura, perché possa essere rafforzato il controllo del territorio, constatato il ripetersi di episodi tanto gravi, che pare abbiamo preso di mira il mondo dell’istruzione potentina”. L’assessore Messina nel rendicontare i danni subiti evidenzia come siano “stati sfondati diversi vetri di porte e finestre, distrutti l’impianto telefonico e i relativi apparecchi. Sfondate anche le porte delle aule musicali, dalle quali sono stati rubati chitarre e violini, anche se il personale della scuola sta proseguendo l’inventario per verificare altri eventuali danni e altri eventuali furti. Armadi buttati in terra, libri e registri sparsi ovunque e muri e pavimenti imbrattati con la schiuma degli estintori, particolare quest’ultimo che comporterà una pulizia più approfondita dei locali, che sarà curata dalla ditta Ariete e dall’Acta, con ulteriori costi a carico della collettività”. E’ stata quindi disposta la sospensione delle attività didattiche nella stessa scuola per la giornata di lunedì 23 aprile, così da consentire di ultimare le operazioni di bonifica e rendere nuovamente agibili i locali.