Santarsiero: “la città di Potenza è ben altro di quanto oggi pubblicato su Repubblica”

“Una visione di città che non meritiamo, lontana dalle vere sensibilità di una comunità che, come tutte, vive i tanti problemi e le tante contraddizioni del nostro tempo ma che mai è venuta meno sui valori fondanti dei principi di legalità e di condanna di ogni reato. Tutt’altro che omertosi e chiusi a coprire omicidi  abbiamo sempre espresso condanna senza appello nei riguardi di qualsiasi colpevole come abbiamo sempre e solo chiesto alla Magistratura la verità, anche la più scomoda, e la giustizia, la più esemplare. Ecco perché oggi siamo indignati e non accettiamo giudizi frettolosi e scorciatoie mediatiche di ogni tipo che alimentano solo odi, divisioni, immagini distorte.
Consideriamo essenziale il ruolo dei mass media nelle vicende delittuose di ogni tipo e nei processi di crescita delle sensibilità civili, soprattutto nel nostro Mezzogiorno; ecco perché rivendichiamo giudizi e letture equilibrate e giuste. Servono inchieste vere e non già scoop ad orologeria o, peggio ancora, a richiesta.  Su ogni evento citato da Repubblica, ivi compresi quelli estranei alla comunità potentina, la nostra posizione senza tentennamenti e senza protagonismi è stata quella della ferma condanna del reato e della richiesta alla Magistratura di conoscere la verità. Chiediamo anzi che anche laddove vengono espressi dubbi sull’azione della stessa Magistratura, vi sia chiarezza, perché noi vogliamo verità e certezza di Istituzioni e di diritto. Il tema del femminicidio è stato trattato a Potenza, quasi in solitudine, come in nessuna parte d’Italia, così come la condanna di ogni atto di violenza a minori o al bene pubblico. Invitiamo a Potenza, ospite del Sindaco, il giornalista di Repubblica che ha redatto l’articolo, Attilio Bolzoni per conoscerci meglio,  parlare con tutti per avere ogni cognizione di causa, e per comprendere che quell’altitudine e quella collocazione geografica sono per noi motivi di orgoglio, come motivo di orgoglio è la nostra storia, millenaria, centrata sulla lotta per la libertà e democrazia, purtroppo poco conosciuta in un Paese dalle storie ufficiali e non reali. Umilmente vorremmo far conoscere ciò al nostro Paese.
La città che ha saputo risorgere dopo l’ennesimo terremoto con la sua forza e la sua dignità non si lascerà intimidire da quanti, per motivi che non appartengono alla costruzione del nostro futuro e del bene comune, anche essi tutti da chiarire, puntualmente avvalorano la tesi di una Città e di una Basilicata in noir ad ogni costo. Nel contempo abbiamo piena consapevolezza di dover continuare un percorso di crescita civile e del capitale sociale e di chiara condanna di ogni forma di reato e di abuso che possa interessare qualsiasi contesto, dalla scuola alla pubblica amministrazione.  Potenza  ha bisogno sì di riscatto ma di riscatto dalla marginalità, dalla mancanza di un disegno strategico per il Mezzogiorno, da una storia del Paese troppo squilibrata, dalla mancanza di occupazione e prospettive per i suoi giovani.”