Consiglio comunale dell’11 maggio 2012

RESOCONTO DELLA SEDUTA:

Il Consiglio comunale ha inizio alle 9,35 con il presidente Vincenzo Santangelo che dopo aver effettuato l’appello procede spiegando lo svolgimento dei lavori del Consiglio comunale aperto sui Pisus, che riprende una precedente seduta. Il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza, interviene affermando che nel “corso della riunione dei presidenti dei gruppi consiliari, non si è discusso degli inviti formulati, e dal presidente dell’ordine degli architetti, ho appreso che non sono stati invitati gli ordini professionali”. Il presidente Santangelo spiega che “essendo già stati invitati alla precedente seduta, tranne l’ordine dei geologi, che abbiamo provveduto a invitare nella assise odierna, non abbiamo ritenuto di re invitarli”. Il consigliere Potenza chiede una sospensione per “attendere l’arrivo di due dirigenti regionali”. Il consiglio riprende i lavori alle 10,10 con l’intervento del dirigente dell’ufficio Aiuti del dipartimento Attività produttive della Regione Vito Marsico “Abbiamo già effettuato più incontri con la Quinta commissione sulle misure ‘521A’ e 5.2.1B’ per 8 milioni di euro complessivi, aiuti al sistema produttivo, per le quali si registravano criticità che derivavano già dall’origine del Por, che non definiva con precisione i parametri applicativi. Le criticità sono state superate e al termine di questo dibattito potremmo avere un’idea più chiara su come e dove finanziare imprese per 3,274 milioni di euro col bando che si ispirerà essenzialmente al bando ‘Innovazione’ già conosciuto e sperimentato dalla Regione Basilicata, per il quale non è previsto il tetto massimo dei 200.000 euro per l’investimento. La platea dei destinatari è abbastanza ampia. Valuteremo anche un’eventuale ampliamento. Sul metodo di valutazione del progetto bisognerà decidere se da effettuarsi a sportello o sul merito del progetto che sarà presentato.  Potranno essere ammessi ai finanziamenti gli imprenditori potentini e quanti candideranno un progetto da svolgersi nella città di Potenza. Sulla seconda misura 4.912.350 euro, una linea d’intervento da dividersi in una destinata alla ricerca per 2 milioni di euro e il resto per lo start up e lo spin-off. Il primo andrebbe a sommarsi con un altro bando che la Regione sta licenziando, sempre sulla ricerca per 4 milioni di euro, dei quali 2 per la sola città di Potenza, ai quali è possibile che vadano a sommarsi ulteriori cinquecentomila euro. Con il bando ‘ricerca’ saranno finanziabili imprese che utilizzano personale qualificato. Si potrebbe puntare in questo caso poco su opere murarie o sull’acquisto di software e più sull’utilizzo di cervelli giovani e meno giovani da utilizzarsi in quest’attività di ricerca. La seconda linea del secondo finanziamento, per 2,9 milioni di euro, andrebbe utilizzata con i limiti del ‘de minimis’ dei duecentomila euro. In tutti questi casi il contributo massimo concedibile è nella  misura del 50%. Start up e spin-off sono destinati a coloro che vogliono aprire un’attività imprenditoriale, al contrario dei primi 5 milioni e rotti che andranno a quanti hanno già un’impresa in essere. Start up e spin-off mirano a creare nuova economia esaltando le possibilità offerte anche dal mondo della formazione, penso tra le altre, all’università. I progetti pervenuti sino a oggi in una trentina di casi non sono finanziabili per i limiti imposti dalla dotazione finanziaria, pur essendo così come la maggior parte di quelli ricevuti, fondati su idee davvero originali e di grandi prospettive”. Per l’ordine dei geologi Raffaele Nardone “è importante, prima di chiudere una pianificazione così importante, il coinvolgimento dell’ordine dei geologi va considerato nell’insediamento di un tavolo tecnico per mettere a sistema le conoscenze del nostro come quelle degli altri ordini professionali. Bisogna passare dal sistema delle consulenze a quello degli incarichi professionali. Il rappresentante della Confesercenti Antonio Palumbo giudica “corretta la direzione intrapresa dall’impianto complessivo dei Pisus. Potenzialmente il nostro territorio per non risultare marginale rispetto agli obiettivi comunitari, con il contestuale minor utilizzo delle risorse  europee, deve saper porre in risalto il protagonismo delle città all’interno dei territori appunto. Importante il voler puntare sul far rete tra le imprese, anche se bisognava crearne una in grado di interagire in maniera stabile con la pubblica amministrazione. I comitati di quartiere dovrebbero affiancare gli ordinari strumenti di controllo dei progetti che si vanno a realizzare. Chiediamo che si cominci veramente a pensare all’insieme degli interventi”. Per l’Ance Vincenzo Auletta auspica “che la realizzazione degli interventi previsti porti al settore edile un’immissione di risorse. Non riteniamo di dare indicazioni sui progetti che saranno certamente valutati da persone competenti. Chiediamo che l’attuazione dei progetti avvenga in tempi ristretti, evitando procedure legate al massimo ribasso e verificare che l’utilizzo dei fondi rientri o meno nel ‘patto di stabilità’ per far sì che l’edilizia non subisca ulteriori penalizzazioni”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta spiega “che il Pisus nasce anche grazie all’apporto dell’opposizione. Seri, sensati e da apprezzare i suggerimenti ottenuti da quanti sono intervenuti stamane. I Pisus sono un’occasione per non possiamo perdere, acceleriamo ancora di più nella massima trasparenza”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra chiede al presidente della Quinta commissione “di mettere a fuoco tutte le criticità che sono state evidenziate. Il dottor Nardone ha posto in risalto la differenza tra incarico professionale e consulenza. Va riconosciuta all’ ‘Intellighenzia’ di Potenza la capacità progettuale e professionale. La consulenza è quasi un porre le proprie competenze a servizio di progetti di altri. Sull’utilizzo delle risorse per la città di Potenza, città che non ha ancora oggi una zona Paip, una zona artigianale, che ha mortificato al capacità edificatoria attraverso l’aumento degli oneri a favore dei Comuni limitrofi, non è corretto pensare a che vengano utilizzate solo per i pontini e quanti vivono in questa città? Secondo quanto suggerito dalla Confesecenti, dobbiamo far sì che i progetti possano vedere la conclusione il prima e il meglio possibile. L’ingegnerizzazione delle capacità, della quale la città di Potenza è oltremodo ricca: perché non pensare a valorizzare i beni che ha l’Amministrazione comunale? L’innovazione non può essere indirizzata alla valorizzazione della Pallareta? Perché non fare un bando sull’innovazione che preveda lo smaltimento totale dei rifiuti?”. Il coordinatore del gruppo delle opposizioni Giuseppe Molinari ricorda che il percorso dei Pisus è cominciato nel 2009, siamo al 2012, tante cose sono cambiate. Quando si investono 40 milioni di euro si creano tante aspettative. A Potenza si sta quasi smantellando il sistema delle imprese. Aspettavamo la dottoressa Minardi della Regione per ricevere rassicurazioni rispetto alle perplessità suscitate dalla possibilità di perdere questi finanziamenti. Non so se ci saranno ulteriori finanziamenti di questa portata, quindi alcuni dubbi sull’entità degli interventi viene e bisognava pensare anche a una rimodulazione. Non essendo possibile, per evitare il rischio di perderli per ragioni di rispetto dei tempi, dobbiamo perlomeno evitare che l’impatto delle opere sul territorio risulti oltremodo forte. Credo che la Torraca vada data all’Amministrazione provinciale per far sì, per esempio, il liceo scientifico possa essere ospitata nel centro cittadino. Sull’eliminazione dei sottopassi le Fal non hanno mai brillato, anche negli ultimi tempi, considerando la Basilicata come un ‘binario a scartamento ridottissimo’. Chiediamo tutte le garanzie possibili da chi sarà gestore di quest’appalto”. Il presidente della Terza commissione il consigliere del Pd Beniamino Straziuso sottolinea che “l’amministrazione ha una visione complessiva della città e sta portando avanti il programma pensato e voluto fina dalla campagna elettorale. I Pisus passano per la riqualificazione delle aree urbane, Parco Aurora per esempio. L’adozione del regolamento urbanistico non ha bloccato l’edilizia in città in un contesto comunque di crisi economica. Insediamenti già realizzati a oggi restano invenduti e non a causa del regolamento urbanistico. Riguardo all’area ex cip zoo si sta procedendo verso la potestà pianificatoria, il primo atto utile per procedere all’utilizzo dell’area”. Per il gruppo Con Santarsiero per Potenza Roberto Logiudice “la città per 50 anni è stata una città merlata, che ha guardato solo al suo interno. Oggi l’Europa non ci chiede e non consente più questo. Fino al 2008 la Basilicata aveva uno sviluppo a ciambella, con un buco al suo interno, Potenza è l’unica realtà al suo interno che può promuovere lo sviluppo suo e dell’intera regione. Potenza va considerata traino per tutta la Basilicata, dunque. Il Pisus: 40 milioni di euro sono una cifra in questo momento favolosa soprattutto se pensiamo che ne può attrarre altri. Potenza ha il suo progetto di sviluppo. Ognuno di noi 40 consiglieri avrebbe una lista diversa di lavori da fare. Anch’io ho perplessità su quanto si prospetta a Lavangone, constatate altre emergenza della città, ma in democrazia una volta giunti a sintesi, si deve procedere. I Pisus offrono buone speranze per i giovani penso ai bandi che promuoveranno l’innovazione. Pur non condividendo i toni e i termini usati dall’architetto Graziadei, i concetti espressi richiedono comunque la nostra attenzione. L’apparato amministravo non è sempre in grado di coprire le esigenze che la progettazione richiede. Sollecito l’Amministrazione a tenere in grande considerazione i suggerimenti giunti da Confesercenti e Ance”. Per il Pdl Michele Napoli “e’ giusto che l’Amministrazione comunale si faccia trovare preparata alle sfide europee, a cominciare dal rispetto delle indicazioni per ottenere i finanziamenti che l’Unione stanzia. Qualcosa si è fatto rispetto all’avvio del programma anche se i ritardi che si registrano sull’ ‘asse 5’ ci sono e vanno visti come monito riguardo a chi si è assunto l’onere e l’onore di dimostrare la propria capacità di spesa. Il sistema produttivo cittadino è in grande sofferenza. Diamo prova di cogliere l’opportunità offerta dai Pisus, anche in tema di mobilità laddove si registrano difficoltà da decenni, stessa cosa dicasi per i rifiuti”. Il consigliere del Pd Sebastiano Papa ricorda che “alcune zone del nord Italia qualcuno ritiene ‘diseducativo’ dare incentivi alle imprese, un discorso non applicabile alla nostra realtà economicamente oggi fortemente depressa, è necessario far presto. Come presidente della Quinta commissione assicuro che insieme ai commissari svolgeremo al meglio il nostro ruolo”. Il consigliere del Pdl Antonino Imbesi, neo vicepresidente del Consiglio spiega “che pur in presenza di un possibile rinvio dei termini di scadenza della rendicontazione delle opere, si rischia comunque che alcune  opere non vengano ultimate e si debbano restituire i rispettivi finanziamenti. Riguardo all’ex caserma dei vigili del fuoco di San Rocco chiediamo che venga individuato come residenze per i giovani, un ostello giovanile. Rispetto a ‘start up’ e ‘spin-off’ mi sento di dire che non siamo la ‘Silicon valley’ del sud, mi sembra che vada valutata la possibilità di non finanziare esclusivamente le imprese che si muovono nell’ambito dell’innovazione tecnologica. Penso che le maglie dei bandi vadano allargate. Non è sufficiente poi che le aziende per ottenere finanziamenti abbiano una loro sede nel presente o nel futuro a Potenza, è importante che vivano imprenditorialmente parlando e producano nel capoluogo di regione”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta “va mantenuta alta l’attenzione sul rispetto della tempistica. I due anni e mezzo della consiliatura vanno utilizzati per aprire un confronto permanente con la nostra comunità. Il Pisus si aggancia strutturalmente a Potenza 2020. Attengono alla strategia dello sviluppo della città. Potenza non esiste senza la Basilicata e viceversa. Non esiste una contrapposizione territoriale con Matera. C’è la necessità di uno sviluppo auto propulsivo, Potenza ha una vocazione di città di servizi e i Pisus sono l’opportunità di innalzamento della qualità di quegli stessi servizi. Completamento infrastrutturale e nuova occupazione: questa le sfide che si aprono dinanzi alla classe dirigente che si è candidata e governa questa comunità”. Il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza asserisce che “questo Consiglio comunale fa il punto della situazione su quanto fatto finora con un’Amministrazione che in questa occasione ha dimostrato di avere idee e programmi sulla città, a differenza di altri. Il Pisus costituisce una grande opportunità per la città di Potenza, con una strategia che vuole migliorare le condizioni di vita di un tessuto cittadino in evoluzione. Siamo al 64° posto con 7 metri quadri di verde per abitante, e stiamo operando per invertire questa tendenza. Mi vanto di sostenere questa Amministrazione con la presenza concreta di tre assessori che giornalmente lavorano per costruire il bene di questa città. I dati di partenza erano oggettivamente difficili, ma abbiamo le capacità e la volontà di proseguire il percorso intrapreso. Dobbiamo aprirci alla cittadinanza e assumerci le nostre responsabilità”. Ancora un intervento dagli scranni, quello del consigliere del gruppo misto Rocco Coviello: “noi volevamo conoscere lo stato dell’arte dei Pisus, conoscere come le diverse forze del territorio sono coinvolte nell’attuazione dei Pisus. Poco e male sono stati coinvolti gli ordini professionali della città. A che punto siamo rispetto al crono programma dei Pisus? Mi sembra in ritardo come città e come regione e l’assessore Campagna ci ha preannunciato che si rischia di perdere il 10% dei finanziamenti. Spero che ci attivi affinché siano utilizzate al meglio le risorse e soprattutto nen le si perdano”. Il capogruppo del Pdl Fernando Picerno torna a evidenziare “l’esigenza di sapere a che punto sono i Pisus e, per la seconda volta la dottoressa Minardi non si è presentata in questo consesso. A che punto siamo con il Piano strutturale metropolitano?  Pensiamo alle piccole e medie imprese di questa città. Evitiamo che i commercianti continuino ad andare via, se va bene nei paesi vicini. Il progetto del trasporto urbano ha delle criticità: riteniamo che un terminal fatto bene vada realizzato a Lavangone. Per far ciò va tenuta nella giusta considerazione di un unico binario tra Potenza e la stazione di ‘Avigliano Lucania’. Riguardo al terminal Gallitello, che si intende prolungare verso Pignola, a oggi sembra che sussistano problemi proprio per questo prolungamento. I trasporti a Potenza non funzionano e con il raddoppio dei binari dovremmo progettare ulteriori fermate in città, penso a Macchia Romana e via Torraca”. Il Sindaco del capoluogo Vito Santarsiero conclude gli interventi: “Positivo il dibattito sviluppatosi. Siamo nel pieno rispetto del crono programma stabilito con la Regione riguardo ai Pisus. Il contesto entro cui si è collocato il dibattito nel nuovo ruolo delle aree urbane, che finalmente l’Europa comincia a riconoscere, così come non aveva fatto nella programmazione del settennio 2007-2013. Un ruolo centrale per i processi di crescita dei territori, così come definito dalla ‘Carta di Copenaghen’. Abbiamo ritardi poderosi nelle politiche nazionali sul tema. Rispetto a questo ruolo dobbiamo avere una visione di tipo territoriale dello sviluppo. Nella scorsa consiliatura siamo riusciti a portare avanti l’idea dell’area metropolitana. Abbiamo colto lo straordinario obiettivo che attraverso il percorso metropolitano di aver compreso l’importante ruolo che svolgiamo nell’ambito dello sviluppo della nostra città, dell’area urbana, dell’intera regione, quindi di svolgere al meglio il ruolo di città capoluogo perché sede di elaborazione di sviluppo del territorio. Nessuna competizione con Matera, ma insieme aree impegnate nello sviluppo del territorio lucano. Al netto del ruolo di capoluogo che rivendichiamo con forza, sarà la capacità di far sentire le emergenze di un territorio e di portare avanti progetti che riusciremo a rafforzare ruolo. Potenza 2020 nasce con le sue linee di azione e di sviluppo per dare alla città una sua identità nei percorsi di sviluppo. Noi l’abbiamo questa idea che ci consente di anticipare percorsi e presentare proposte. Abbiamo una idea territoriale dello sviluppo. Dobbiamo superare una vecchia narrazione della città chiusa, marginalizzata, incapace di favorire sviluppo innovativo, che cresce senza fornire spazi pubblici. Cominciamo tutti ad avere idea diversa della città. Tutti insieme abbiamo l’obbligo di dire che abbiamo una idea della città con un suo modello di crescita e di sviluppo. Il Pisus è un primo passo. E’ una nuova sfida che abbiamo lanciato anche alla nostra macchina burocratica e alla nostra stessa città. Dobbiamo allargare ancora di più la nostra capacità di confronto con la città e con le sue componenti a cominciare dagli ordini professionali, con i quali, in questa fase, pure ci siamo incontrati due volte sui 15 avuti sul tema. Per la progettazione va valorizzata la competenza dei nostri giovani. C’è un problema di cultura, di norme e di indirizzi. La norme ci obbligano a un rispetto della tempistica, un problema di cultura che implica la capacità di svolgere il proprio ruolo, che vede i nostri uffici individuati come coloro che sono chiamati a governare i processi. Ma quando ci troviamo in una situazione che consente solo di ricorrere alla consulenze, riteniamo comunque che si sia fatto il possibile seguendo la procedura aperta degli appalti concorso. Il collegamento tra piazza Bonaventura e via Acerenza è un’opera che consente al nostro centro storico di poter recuperare una delle sue parti più importanti, il parco Guevara che noi immaginiamo e vogliamo pedonalizzare. Mancava un pezzo nei ragionamenti del Pisus, quello illustrato oggi dal dirigente regionale Marsico. Le proposte illustrate maturano all’interno dei vincoli imposti dall’Europa. Fondi che non possono essere utilizzati per iniziative commerciali, per i quali Potenza e Matera hanno ottenuto 1 milione di euro. Non siamo un’economia basata sulla conoscenza. Andiamo a collocarci nella nuova fase di sviluppo. Dobbiamo dare risposte sulle soglie minime, sul metodo di valutazione: sono risposte che vanno date in Commissione celermente. Chiederò alla Regione un’ulteriore sforzo rispetto al bando spin-off start up per ottenere ulteriori 300.000 euro per fare una riserva che possa essere utilizzata dall’intera area metropolitana che deve poter e saper crescere insieme. Già entro fine anno avremo i primi risultati. Nelle prossime settimane faremo il punto della situazione sull’attuazione del Por, anche se i primi rilevanti risultati li potremo rilevare tra qualche mese”. Il vicepresidente Imbesi dichiara chiusa la seduta alle 14,05.