“Dai dati forniti dalla Camera di commercio è emblematico sapere che circa 500 aziende lucane hanno chiuso i battenti nei primi mesi del 2012 così il consigliere comunale del gruppo ‘Con Santarsiero per Potenza, Filippo Gesualdi – perché impossibilitate a far fronte anche alle minime spese giornaliere per sopravvivere, rischiando sequestri e pignoramenti, anche l’artigianato (che in Basilicata conta circa 13.000 imprese), da sempre considerato settore trainante dell’intera economia nazionale e regionale, ha subito una fase di stagnazione. Sono molti gli artigiani, soprattutto nei piccoli comuni, che decidono di chiudere bottega, a causa dei tanti ostacoli che quotidianamente incontrano, sia dal lato fiscale che previdenziale e creditizio. Purtroppo l’artigiano di un piccolo paese della Basilicata versa gli stessi contributi di quello di Potenza, pur avendo un volume di lavoro ed un bacino di utenza oggettivamente inferiori. Vi sono dunque tutte le ragioni per chiedere e ottenere attenzione adeguata ai problemi che attanagliano il settore, particolarmente in termini di incentivazione e di sostegno al credito agevolato, anche alla luce delle delicate prospettive aperte dall’attuazione degli accordi di Basilea 3 che prevedono norme molto più stringenti sui criteri per ottenere credito, soprattutto per le imprese di piccole dimensioni. L’accesso al credito, qui da noi, purtroppo, continua ad essere, l’ostacolo principale per qualsiasi neo-imprenditore, viste le difficoltà che si incontrano a causa delle eccessive garanzie che vengono richieste dagli Istituti di Credito (soprattutto da quelli che dovrebbero essere più vicino alle esigenze delle imprese come Artigiancassa Basilicata) senza riservare la necessaria importanza al progetto dell’investimento. Molto spesso avviene che un artigiano o un aspirante imprenditore si rivolga alla sua associazione di categoria, e quindi al Confidi a essa associato, per poter accedere al credito d’esercizio o ad altre forme di finanziamento e, nonostante la pratica sia assistita dalla garanzia dei Confidi, una volta completato tutto l’iter burocratico, quando arriva alla Banca convenzionata per l’erogazione definitiva del finanziamento, la stessa subisce un forte rallentamento o, addirittura, un diniego (per definire una richiesta di credito presso Artigiancassa di un’imprenditrice di Genzano di Lucania, che chiedeva un prestito di 15.000 euro per investimenti, garantito per l’80% dal Confidi, la banca ha impiegato 2 mesi per valutare la pratica che alla fine ha ricevuto peraltro esito negativo) perché venivano richieste ulteriori garanzie in relazione al merito creditizio: ipoteche su proprietà immobiliari, disponibilità finanziaria dell’impresa, garanzie di qualche componente del nucleo familiare e quant’altro. La garanzia offerta dal Confidi si presenta, quindi, come una condizione necessaria ma non sufficiente a garantire il successo dell’istruttoria. Ecco perché, è ammirevole l’iniziativa dell’Ente Camerale di Potenza di prevedere lo stanziamento di 1 milione di euro per rispondere all’emergenza creditizia delle piccole e medie imprese che si trovano in difficoltà così come è lodevole la nascita di nuovi istituti di credito, non può che giovare al mercato creditizio ma certamente non risolve il problema in quanto non viene superata la fase della garanzia al credito, dal momento che ad operare è pur sempre un istituto di credito che deve concedere risorse finanziarie a seguito delle garanzie offerte. Pertanto, se si vuole agevolare l’accesso al credito anche alle piccole imprese che non godono di sufficienti garanzie, bisogna pensare a una vera e propria Banca di Garanzia Regionale, in cui la Regione Basilicata e il sistema finanziario presente sul territorio regionale si uniscano per creare uno strumento in grado di agevolare l’accesso al credito da parte di una categoria di imprese che può crescere e diventare l’ossatura forte del sistema Basilicata. Occorre pensare, quindi, ad una Banca di garanzia presente sul territorio, ed il cui punto di riferimento come intermediari finanziari dovrebbero individuarsi nei Consorzi Fidi. Il credito agevolato mantiene, ancora oggi, una funzione economica e sociale importantissima, consentendo alle piccole imprese l’accesso al credito, che in ambito regionale si configura come “via di sviluppo”. Bisogna continuare con le politiche volte all’abbattimento del costo del denaro che nella nostra Regione costa quasi il doppio rispetto ad altre Regioni del Centro-Nord. La difficoltà che caratterizza l’attuale momento economico non lascia spazio ad un eventuale “immobilismo”. I tempi dell’impresa e del mercato non coincidono con i tempi della politica, ma sono i tempi della politica, del governo e della pubblica amministrazione che devono assolutamente coincidere con i tempi dell’impresa. In Economia non c’è mai contemporaneità tra causa ed effetto, pertanto le scelte dell’oggi produrranno i loro effetti domani, quel domani in cui i giovani di oggi coglieranno le opportunità o ne subiranno i vincoli” conclude il consigliere del gruppo Con Santarsiero per Potenza.