Il Consiglio comunale ha inizio alle 18,40 con il presidente Vincenzo Santangelo che pone in votazione i verbali della seduta precedente, approvati all’unanimità. L’assessore all’Urbanistica Pietro campagna spiega come “la delibera in approvazione riguarda la riqualificazione dell’area all’ingresso di via Lamarmora, un ambito da tempo degradato, in completo stato di abbandono. I lavori consentiranno, nei limiti del possibile, un miglioramento complessivo della viabilità, sia veicolare che pedonale”. Si tratta della costruzione di un fabbricato adibito a civile abitazione (ex mulino) e, segnatamente dell’approvazione del progetto plano volumetrico. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta parla di una pratica che “evidenzia le difficoltà che hanno cittadini e imprese nell’utilizzare lo strumento urbanistico licenziato da questa assise. Ritengo che quel medesimo strumento debba essere rivisto per subire quegli adeguamenti che la situazione di crisi che stiamo vivendo fondamentali per andare incontro alle esigenze dei cittadini”. “Ho votato contro il provvedimento in Commissione voterò contro in Consiglio comunale. A distanza da due anni e mezzo dall’inizio di questa consiliatura – prosegue il coordinatore dei gruppi di opposizione Giuseppe Molinari – si prosegue a cementificare la città e detrimento del verde pubblico. L’intervento non mi convince”. Il consigliere del Mpa Salvatore Lacerra sostiene che “questa pratica è giunta in Commissione con l’annotazione del fatto che si trattasse di un unico edificio, nonostante ci fossero più fabbricati. Una visione palesemente in disaccordo con una circolare ministeriale del 1960 che definisce in modo puntuale il termine ‘fabbricato’. Non si tratta dunque di un’approvazione planovolumetrica ma di un qualcosa che va oltre. Ritengo che questa pratica meriti una più attenta analisi in Commissione, il mio voto altrimenti sarà negativo”. In sede di replica l’assessore Campagna afferma che “uno strumento così innovativo come il Regolamento urbanistico è lapalissiano che sconti alcune difficoltà, riferite però alla comprensione delle opportunità che il medesimo strumento offre. Rispetto ai ritardi che pure si registrano rispetto al Piano strutturale metropolitano si sta lavorando affinché si possa porre rimedio agli stessi. Il ‘Pisus territorio’ di qui a breve sarà illustrato nella competente Commissione. Il progetto è perfettamente rispondente alla normativa compresa nel Regolamento urbanistico. Rispetto all’intervento progettato inizialmente, l’impatto è stato notevolmente ridotto. Si tratta di un unico corpo di fabbrica, non c’è differente fondazione, la piattaforma è unica. La strada, infine, è la soluzione migliore possibile constatata la presenza di edifici in zona”. Il sindaco Vito Santarsiero evidenzia ulteriormente come “l’intervento sia previsto nel Ru, è un intervento Prusst, uno strumento importante, utile. Fu fatta una scelta condivisa da tutti, di tenere dentro i progetti avviati. Originariamente la superficie lorda era di 2.100 metri quadri, l’ufficio aveva previsto 1.200 metri quadri, la Commissione portò il tutto a 1.800 metri quadri. Scegliemmo all’inizio con Campos Venuti, il modello di sviluppo di ‘Città compatta’, così come tutta Europa si è mossa, per evitare modelli espansivi che tra l’altro creano periferie degradate e rincorsa continua all’urbanizzazione. Prevista una sistemazione urbanistica dell’area oggi degradata, oltre alla realizzazione previa delle opere di urbanizzazione vanno considerate anche le entrate che vanno a determinarsi per l’Amministrazione comunale. Nel momento in cui il Ru comincia a funzionare è sbagliato parlare di un qualcosa che aiuta la cementificazione, e non di un intervento edificatorio in grado di calmierare i costi, con la realizzazione di 600 alloggi popolari, una casa domotica, il tutto per una città che vuole crescere in maniera ordinata e ‘Compatta’ che si può cogliere con una visione più complessiva di Potenza”. Il consigliere del Pdl Michele Napoli: “Capisco che un’opera prevista dai Prusst, originatasi dunque per favorire anche l’economia locale. Se però i cittadini fanno osservare la possibilità di soffermarsi sulla realizzazione di un opera, così impattante, perché non dar loro ascolto? E’ un ambito che merita la dovuta attenzione. Raccogliamo l’invito giunto da più parti di riportare la pratica in Terza commissione per apportare i correttivi richiesti e che si riterranno possibili e idonei. Il mio voto è contrario al provvedimento”. Il consigliere del Pd Rocco Liccione chiede un intervento chiarificatore del segretario generale riguardo alla legittimità del provvedimento. Il consigliere Laieta accetta il fatto “che il Ru abbia risvolti positivi, il fatto che ci siano delle criticità che vadano smussate, anzi eliminate. Rispetto alla pratica dichiariamo il nostro voto di astensione”. Nel Pd il consigliere Roberto Logiudice spiega che “la procedura per arrivare a licenziare un regolamento urbanistico è la più democratica possibile, con una fase di adozione che garantisce anche gli interessi dei singoli cittadini, non solo, come ovvio, dell’intera comunità. La delibera di approvazione del Ru ha seguito la procedura indicata dalla normativa vigente. Non si può porre in discussione una pratica sulla quale la Commissione si è già espressa compiutamente. Il Consiglio non può pronunciarsi sul merito edilizio. La pratica va votata ognuno secondo le proprie convinzioni, il nostro voto sarà positivo”. Il consigliere Lacerra sostiene che “non è nei miei pensieri danneggiare l’imprenditore privato. Via Lamarmora è a pochi metri da quella che dovrebbe essere la fermata della metropolitana di superficie a servizio della sottostante università e della sovrastante casa dello studente che si andrà a realizzare. Il non voler sistemare il tutto per non rendere maggiormente agevole il transito in zona mi pare errato. La sede stradale andrebbe allargata. Il mio voto sarà contrario”. Il consigliere Molinari torna sulla sua considerazione politica già fatta dicendo che “per evitare gli errori del passato chiedo che si operi in maniera diversa”. Il segretario generale facente funzioni, Giuseppe Pace, citando il Testo unico (267 2000), spiega che “il provvedimento è legittimo perché regolare dal punto di vista amministrativo, ricordo che la circolare ministeriale citata ha minor forza rispetto alla legge”. All’appello che precede il voto risultano presenti 16 consiglieri. La seduta viene sospesa per 15 minuti. Alla ripresa, i consiglieri presenti sono 16, dunque il presidente Santangelo dichiara la seduta deserta alle 20,33.