La Regione Basilicata lo scorso anno con la legge regionale n. 17 del 4 agosto 2011 ha proceduto alla volontà di insediare un Comitato Etico Regionale, per rendere omogeneo in tutta la Lucania “l’approfondimento e la diffusione delle tematiche connesse alle attività volte alla tutela della salute pubblica e al progresso delle scienze mediche e biologiche” e con importanti funzioni in campi quali la bioetica, la sperimentazione clinica, donazione e trapianto organi. Una scelta da elogiare se non il fatto che i componenti del Comitato Etico Regionale dovevano essere nominato a 60 giorni dall’entrata in vigore della normativa. Così non è stato e per quanto riguarda la competenza regionale è già intervenuto il consigliere regionale Gianni Rosa. Oltre alla mancata applicazione di una civilissima legge – capita spesso qui in Basilicata – il non nato Comitato Etico Regionale ha portato, di fatto, all’”Eutanasia” di quello del San Carlo, il quale funzionava ed anche bene. Si diceva per evitare duplicati e sperperi, proprio in un settore quale la Sanità Lucana piena di triplicazioni e famosa per le esponenziali perdite di danaro pubblico. In ogni caso, aspettando la nascita di quello regionale, non si comprendono le reali ragioni dello scioglimento di quello del San Carlo, considerando che anche al Crob di Rionero in Vulture il Comitato Etico continua – per fortuna- ad operare.
Quale cittadino lucano e consigliere comunale della Città di Potenza ho scritto un ordine del giorno al Sindaco Santarsiero sulla questione, sottolineando che poiché l’Ospedale San Carlo è privo di Comitato Etico si sta determinando il blocco delle attività scientifiche del centro, mettendo fortemente a repentaglio le attività di ricerca ed aggiornamento culturale. La città di Potenza e il diritto alla salute non possono permettere questo e ne valgono le futili argomentazioni favore dello scioglimento quali: che alcuni suoi membri non potevano essere riconfermati essendo stati in carica per più mandati oppure che ad oggi non è stato individuato alcun membro che possa farne parte e sembra che la soluzione non sia affatto prossima. Per inciso la Regione aveva già in precedenza comunicato che è comunque possibile ricostituire il C.E. utilizzando la procedura informatica solita e nota alla Direzione Sanitaria per accreditarsi presso il sito del Ministero (OSSC Agenzia del Farmaco).
Ora al Sindaco Santarsiero rivolgo l’invito ad interessarsi alla questione e di intercedere con la Direzione Sanitaria e l’amministrazione dell’Ospedale San Carlo affinché si solleciti la nomina di un nuovo C.E. con designazione dei relativi componenti e trasmissione della relativa nota alla Regione. Inoltre anche di convocare un incontro presso l’Ospedale San Carlo con la Direzione sanitaria, il personale, il Sindaco e una delegazione dell’amministrazione comunale affinché si apra un tavolo di confronto e si forniscano le dovute delucidazione ed i dovuti chiarimenti sulla mancanza ad oggi di tale scelta, pianificando le decisioni future. Un invito che rivolgo a tutti i colleghi consiglieri di Potenza dato che non è possibile eliminare senza lacuna ragione plausibile un organismo quale il Comitato Etico che in altre aziende ospedaliere italiane è considerato un fior all’occhiello del senso civico e dell’etica pubblica. Non facciamo ricordare il San Carlo solo per le meteore alla Des Dorides, quello sì che è stato un anti etico sperpero di danaro pubblico.