La vicenda della vendita del Tribunale di Potenza di cui si discuterà domani dinanzi al TAR Basilicata ha solo vinti ma non vincitori e mi chiedo per quale motivo si insista. Il ricorso, 207/2012, proposto dal Ministero vede la costituzione, quale resistente del Comune di Potenza e della Maya Immobiliare e l’intervento ad adiuvandum, nei confronti del Ministero, dell’Associazione Autonomia Forense.Non entro nel merito delle questioni giuridiche ma in questioni pratiche che pure dovrebbero avere il loro peso. La vendita viene approvata a 52 milioni di € e per mancanza di offerte ridotta poi a 32, senza che il Consiglio Comunale di esprimesse. Viene venduto il Tribunale sul presupposto di larghe intese con l’Amministrazione Statale, accordi che i fatti hanno dimostrato non sussistere. Il canone di locazione nonostante la riduzione di prezzo non si riduce proporzionalmente ma addirittura viene adeguato. Per una vendita di 32 milioni di € si versa una caparra penitenziale di 100.000,00 €i. Il termine del 13.1.2012 per la stipula dell’atto viene prorogato sine die perché il Comune non ha la necessaria documentazione tecnica e l’acquirente non ha la necessaria diligenze bancaria.Chi vincerà in questa inutile battaglia non lo so, certo che una visione diversa avrebbe coinvolto tutti i gruppi politici ed insieme spinto perché il contributo concesso dal Ministero si aumentasse in misura congrua avvicinandosi al fitto ipotizzato, contestualmente evitando la “tentata^ vendita. Visioni cittadine……. anche questa è cultura, cultura della cosa pubblica.