Parole in transito

IV Edizione del “Festival Città delle 100 scale”

mar. 3 luglio / ore 17.30

Potenza, Ridotto Teatro Francesco Stabile

Isabella Pezzini: spazio 1 Nuovi musei paesaggi urbani

Claudio Bertorelli: spazio 2 La città del vuoto

Franco Zagari: spazio 3 Paesaggi di città non città

 

 

ISABELLA PEZZINI

Dall’analisi del discorso alla semiotica dello spazio e dell’architettura della città. Isabella Pezzini ha mutato e ampliato con il tempo i campi di interesse e di studio. Nella sua ricerca ha sempre cercato di sviluppare lo studio della narratività e l’analisi del discorso estendendone poi la portata alla sociosemiotica e alla semiotica della cultura. Solo di recente ha rivolto lo sguardo “al mondo urbano” con particolare interesse per i luoghi di consumo e i musei. Si è formata a Bologna (con Umberto Eco, Paolo Fabbri) e Parigi (con Algirdas Julien Greimas). È responsabile di una unità di ricerca nel progetto Cofin sull “Scrittura e riscrittura della città”. Tra i suoi libri “Scene dal consumo. Dallo shopping al museo” e “Immagini quotidiane. Sociosemiotica visuale”.

 

CLAUDIO BERTORELLI

Da anni affronta un percorso di ricerca operativa finalizzato alla costituzione di nuovi modelli nel campo dell’analisi urbana, del design e della progettazione architettonica. Interessato allo sviluppo di start-up innovativi, nel 2002 ha fondato il centro studi “Usine. Tra le varie attività promosse, la mostra d’esordio “Luigi Snozzi, Silvia Gmur e Livio Vacchini a confronto”, il corto “Dialoghi

Aperti con Luigi Snozzi e Livio Vacchini”. Con Sergio Ornella, ha realizzato “Piani e Vuoti”.

E ancora il progetto di un “Nuovo sistema di visita della città di Vittorio Veneto”.

Nel 2007 ha ideato il festival “Comoda_mente”, di cui è oggi direttore artistico. Ha poi partecipato alla Biennale di Architettura di Venezia con “NexTrieste”. L’anno successivo è stata la volta di “Last”, laboratorio Master dell’Università di Trieste, di cui è responsabile operativo. Nel 2005 ha ideato e fondato “Aspro” assieme a Nicola Mattarolo.

 

FRANCO ZAGARI

Riqualificare il paesaggio urbano. Che muta assieme alla materia con lo scorrere del tempo. È questa la mission di Franco Zagari, in una realtà come quella italiana che vanta un patrimonio architettonico stratificatosi in oltre due millenni, in cui anche le aree isolate sono segnate dall’insediamento umano e in cui la progettazione del paesaggio ha come aspetto centrale la costruibilità in funzione e al servizio dell’uomo. Le sue opere testimoniano un approccio al progetto basato sull’ibridazione tra elementi fisici e immateriali, sulla interpretazione e anticipazione di comportamenti, sull’interattività. Fra le realizzazioni più rappresentative Villa Leopardi a Roma, piazza Matteotti a Catanzaro, il centro di accoglienza delle Grotte preistoriche di Niaux, in Francia, piazza Amedeo di Savoia a Cisterna di Latina. E ancora piazza Montecitorio e l’Auditorium Parco della Musica a Roma in qualità di consulente di Renzo Piano, il sistema delle piazze centrali di Saint-Denis, Parigi. Tra i suoi saggi ricordiamo “Giardini. Manuale di progettazione” e “Paesaggi di città non città”.