Le fatiche di Ercole

Mefitis a teatro fra i magici luoghi della storia

Le fatiche di Ercole

17 luglio 2012, ore 21.00

Virginio Gazzolo

Testi: Plauto, Sofocle, Euripide, Teocrito, Ovidio, Diodoro Siculo

Messa in scena: Fausto Costantini

Musiche: Michele Paulicelli

Con la partecipazione di Barbara Bovoli

Produzione: BBtheatre & Teatroper.

Servizio navetta da Potenza, piazza Zara – ore 19.30 previo prenotazione almeno 2 giorni prima.

Brochure Mefitis 2012

 

Attraverso le parole dei tragici greci e latini (Sofocle, Euripide, Seneca), i mitografi (Esiodo, Apollodoro, Diodoro Siculo),  i poeti (Omero, Teocrito, Ovidio) e Plauto  (l’aurore di farse per antonomasia) Virginio Gazzolo mette in scena il mito di Ercole.

Ercole il mito salvifico che ha attraversato leggende di innumerevoli città, culture e mondi, è allo specchio in questo spettacolo.  Il suo mito l’eroe semi-dio, che ha consentito all’uomo, in cruenta competizione con altre specie animali, di imporre la sua egemonia nel regno della natura. E il suo antimito: l’uomo di Ercole, forse solo un robusto ragazzo buon guardiano del suo pollaio minacciato dalle faine. Ed è questo povero Cristo, gravato dall’immane fatica di essere celebrato nei secoli come il salvatore dell’umanità dell’aggressione di orridi mostri malefici, che noi avviciniamo e interroghiamo. Ci risponde con le parole dei tragici greci e latini, dei Mitografi, degli antichi poeti. E anche con l’impudenza del più spassoso autore di farse del teatro mondiale; Tito Maccio Plauto

 

“Come raccontare un personaggio così conteso? Ogni popolo che se ne appropriò gli attribuì una storia diversa, fatta a sua immagine e somiglianza. Nel nostro spettacolo di queste storie ne evochiamo tante, ma ci siamo detti: dietro il mito dell’eroe per metà divino e per metà umano ci sarà pur stata una creatura, forse un ominide un po’ robusto, bravo a difendere il suo pollaio dalle faine, dal quale a sua insaputa, tutte queste favole hanno avuto origine. Ed è questo povero cristo, gravato dell’immane fatica di essere celebrato nei secoli come il salvatore dell’umanità dall’aggressione di orridi mostri malèfici, la persona che noi cerchiamo di avvicinare, di conoscere, di far parlare”.