La casa ospedaliera Don Uva di Potenza, è una delle istituzioni storiche della nostra città, presente fin dal lontano 1954 e dopo oltre cinquanta anni di esperienza, servizio resta uno dei centri riabilitativi più importanti della Basilicata.
Tra il verde dei suoi giardini presenta una struttura che si sviluppa su 93.300 mq e conta 514 posti letto suddivisi tra Unità Azheimer, Centri di Riabilitazione Intensiva e Estensiva, Centro Diurno Polivalentete, Residenze Sanitarie e Centro Socio Sanitario di Riabilitazione.
Insomma il Don Uva è per la qualità dei suoi servizi, la professionalità di anni di esperienza dei suoi operatori sanitari, del corpo medico tra le eccellenze lucane nel settore del socio-assistenziale e tali sono anche quali l’Unità Alzheimer, Centri di Riabilitazione Intensiva e Estensiva, Centro Diurno Polivalente, Residenze Sanitarie e Centro Socio Sanitario di Riabilitazione; e da professionista ed imprenditore del terzo settore, aggiungo che tale lavoro richiede oltre alla professionalità anche uno spirito di sacrificio notevole per la loro delicatezza.
Tutte qualità e caratteristiche che ho ritrovato in chi lavora nel Don Uva, da chi sta in portineria, alla oss al terapeuta.
Inutile rimarcare che la casa ospedaliera è in difficoltà finanziare, è capitato spesso che gli oltre 400 dipendenti non abbiano ricevuto alcune mensilità; non vorrei entrare nei particolari dato che ampiamente discussi in sede sindacale ed istituzionale.
Ma da cittadino potentino e da consigliere del Capoluogo di Regione, lancio un appello per salvaguardare l’esistenza del centro e salvaguardare anni di sacrificio e dedizione al lavoro di tutte le risorse umane che ha il Don Uva.
L a Regione Basilicata ha fatto molto, ma reputo che debba fare anche l’impossibile per salvare la casa ospedaliera, perchè non è una semplice azienda, non è solo un’attività privata seppur del terzo settore, è un pezzo della storia di questa regione; un pezzo importante della storia della sanità della Lucania.
E’ un peccato che tale eccellenza possa essere chiusa per difficoltà finanziarie, per quanto grandi possano essere.
La sanità specie il socio assistenziale non è un settore comune, ha quale utenti malati, anziani, portatori di handicap, ha come ambito il diritto alla salute che è il Principale diritto che un essere umano chiede sia salvaguardato e universalmente garantito.
Il mio appello lo lancio a tutti gli attori istituzionali, dal Consiglio Regionale, alla Giunta regionale ed al sindaco di Potenza ed ai miei colleghi del consiglio comunale. Ma la difesa del Don Uva deve essere una priorità per tutti i lucani, di ogni comune o provincia, perchè è un pezzo di buona sanità che non può essere cancellato e non deve essere cancellato.