Angelo Laieta (D.eC.): L’Ospedale San Carlo e la nuova sanità lucana

         Manca poco, a quanto è dato di sapere, perché il Consiglio Regionale di Basilicata approvi il Nuovo Piano Sanitario regionale.

         Dalle notizie che filtrano emerge che bisogna fare un ulteriore sforzo per rendere l’Ospedale San Carlo di Potenza più adeguato alle esigenze dei cittadini.

         Lo sforzo che chiediamo deve essere innanzi tutto indirizzato a dare al territorio servizi numericamente sufficienti e dal punto di vista assistenziale qualificati.

         Chiediamo una inversione del rapporto Ospedale-Territorio fino ad oggi a vantaggio dei primi.

         “Curare di più, ricoverare di meno” potrebbe essere lo slogan nuovo.

         Gli ospedali devono trovare una validità strategica dal punto di vista assistenziale che giustifichi le presenze “funzionali”.

         Un numero inferiore a quello attuale, ma con maggiori capacità di integrazione e di collaborazione, condizione indispensabile per creare una rete efficiente ed efficace.

         In questa prospettiva riteniamo che il ruolo dell’Ospedale San Carlo di Potenza vada meglio definito.

         La risposta giusta può essere ricavata guardando ad alcuni aspetti fondamentali della realtà esistente.

         Il San Carlo di Potenza opera su due aree principali della domanda assistenziale.

         Una attraverso il dipartimento di urgenza, cardiochirurgia, neurochirurgia, neuroradiologia e di alcune specialità a riferimento regionale, il collegamento con il  118 è evidente.

         L’altra area è quella oncologica. La stragrande maggioranza delle patologie oncologiche regionali e delle zone limitrofe oggi trova la prima risposta al San Carlo di Potenza, soprattutto sotto l’aspetto chirurgico e delle terapie post-operatorie.

         Secondo gli esperti di statistica sanitaria ciò rappresenta circa l’80% di tutta l’attività ospedaliera.

         Il nuovo Piano Sanitario Regionale, nell’assegnazione dei compiti e dei ruoli, deve partire da questa realtà.

         Dietro questa realtà, infatti, ci sono professionalità ed esperienze ma anche tecnologie adeguate alle necessità.

         Certo, molte sono le cose da rivedere, da aggiustare, ma anche tante da valorizzare a garanzia dei pazienti.

         Spetta anche a noi classe dirigente di questa città richiamare l’attenzione dei livelli regionali, ad iniziare dal Presidente della Giunta Regionale De Filippo, al Presidente del Consiglio Regionale Folino, all’Assessore alla Salute Martorano, finendo ai Consiglieri Regionali tutti, affinchè l’attività che attualmente l’Ospedale San Carlo svolge non sia sottovalutata e neppure drasticamente ridimensionata.

         E’ chiaro che il San Carlo di Potenza dovrà trovare giuste intese e collaborazioni con le altre strutture sanitarie, a partire dal CROB di Rionero.

         I tagli economici effettuati hanno già creato “problemi” all’Azienda Sanitaria San Carlo, soprattutto a livello di organici ad oggi risultanti, ai diversi livelli, sottodimensionati.

         Un’azione di rinnovamento della sanità lucana non può non partire dall’Ospedale San Carlo di Potenza per il ruolo e i compiti che ha svolto e che svolge.

         La storia della sanità in Basilicata va tenuta in debita considerazione.

         L’Ospedale San Carlo di Potenza, in questa storia, ha sempre occupato e secondo noi dovrà ancora occupare un posto importante.

Cordialità,