Salavtore Lacerra (M.A.L. – M.P.A.): Tribuni, Tribunali e Liquidatori.

Una volta era il Tribunale che dichiarato il fallimento nominava il curatore. Da qualche settimana non si parla più della vendita del Tribunale, bene farebbe chi l’ha architettata a rinunciarvi dandone comunicazione alla comunità cittadina, senza continuare ad illuderla con una convenienza che i fatti hanno dimostrato inesistente. Mi preme però parlare della difficile situazione economica e sociale del momento. Bene ha fatto chi ha evidenziato l’aumento esponenziale della povertà che colpisce la realtà regionale, provinciale e comunale, lo spopolamento e l’emigrazione che ormai riguardano tutti, Regione, Provincia e tutti i Comuni tra cui Potenza. Peccato: siamo pochi in un grande spazio; abbiamo risorse; bellezze storiche ed ambientali; mari e monti; boschi, strutture urbane, ma scegliamo una classe dirigente senza idee, senza futuro. Ma siamo noi a volerla, pensando che questi possano sistemarci; sistemare i nostri figli; farci quel piccolo favore; corrisponderci quella prebenda; quell’incarico e via dicendo. I questuanti, quelli che impropriamente vengono definiti tecnici, i direttori generali, i c.d. manager,  presenti quando arriva il potente o il segretario di turno sono tutti li, con il loro incarico lautamente pagato ma senza  che abbiano  voglia, idee e coraggio per fare scelte. Ecco allora che la classe politica che comanda, che decide, i Vito ed i Vincenzo regionali, i Piero provinciali i Vito comunali si sono trasformati nei liquidatori delle nostre comunità. La idea di sviluppo è abiurata, oggi si liquida e domani si chiude. Basta non fare scelte ed il gioco è fatto. Ma vi sembra che in una realtà dove la povertà aumenta e tocca fasce sempre più corpose di quella che una volta era la classe media vi sia spazio per aumenti di tariffe che servono a pagare l’inefficienza e la mancanza di scelte. Possiamo continuare a tenere due università, con che sperpero per una guerra di corsi, case dello studente, segreterie e non avere qualità. Possiamo tenere ospedali in ogni dove e farne di nuovi in realtà marginali, duplicare reparti, conferire primariati a tutti e non puntare all’eccellenza? Il San Carlo ha una funzione o  puntiamo su una Sanità d’ elite, dove chi ha i soldi si cura (fuori regione) e chi non li ha si arrangia qui? Possiamo  chiedere tasse e balzelli per pagare un sistema dei trasporti che non viene utilizzato.  Possiamo continuare a superarci e  migliorare quel triste primato che vede la città di Potenza come l’ottava a livello nazionale per debito pro capite ? (Corriere del Mezzogiorno del 27 luglo).  E che dire del Tour della mondezza, quello si, vera chicca turistica, che ci costa un occhio della testa e che non risolve il problema: se va bene lo infossa in qualche discarica. Possiamo continuare a perdere quei pochi fondi comunitari che per pigrizia o colpevole mancanza non vengono investiti,  senza nemmeno sapere di chi è la colpa. Possiamo continuare a finanziare la nostra spesa corrente con i fondi delle royalty, consumando noi, oggi, quello che è il tesoretto da dare ai nostri figli? . Cari Vito,Vincenzo,  Piero e cari direttori e manager,  l’estate è un tempo per pensare, meditare, ritrovare idee, entusiasmi, volontà, impegni: sfruttate questo tempo e fate le scelte,  ma quelle giuste, quelle che servono a dare un futuro alla comunità e non  quelle finalizzate al consenso: i liquidatori non ne hanno bisogno: dopo di loro si chiude!