Nicola Becce (Popolo della Libertà): Ospedale San Carlo

Ma cosa sta succedendo nel Pianeta Sanità Basilicata? Poco meno di un mese fa è stato licenziato il nuovo Piano Salute, mancava dai tempi del Presidente Raffaele Di Nardo. Detto brutalmente, con la velocità del mondo contemporaneo, con le nuove tecnologie, con i progressi scientifici non si parla di poco più di 15 anni fa, ma di preistoria. Il Piano Salute è stato contestato a destra e manca, potrebbe esser sembrato solo alla solita schermaglia tra opposizione e maggioranza, tra le varie posizioni politiche sulla governance sanitaria, o semplici pretesti. Ma alla luce degli ultimi accadimenti cosa pensare, specie dopo accaduto  nel più grande ospedale lucano: Il San Carlo di Potenza.

Vorrei evitare di entrare nei particolari e commentare episodi di tragicità umana per il rispetto dei familiari; ma leggere ed apprendere di una morte avvenuta in quello ospedale da dolore e da uomo delle istituzioni seppur nel Consiglio Comunale di Potenza, amareggia e senso di impotenza.

Poi si leggono le pagine di quotidiani di Basilicata e si apprende che la sala ticket ed attesa sembra una sauna, le file lunghe, alcuni cittadini – specie anziani – si sono sentiti male e sono svenuti; in un ospedale non sotto il solleone. Il personale del pronto soccorso insufficiente; lamentele per la scarsa sensibilità e educazione nei reperti. Ed oltre questo, i migliori medici cercano di fuggire dall’Alcatraz del San Carlo. E gli altri bravi, ve ne sono tanti sia chiaro, pur rimanendo di certo non sono gratificati nella loro professionalità; parlo di coloro che sono entrati per merito, quelli senza padrino politico, quelli che si sacrificano per il giuramento di Ippocrate, quelli entrati quasi per errore perchè avevano conoscenze scientifiche e professionali non partitiche, quelli bravi senza tessere ma solo anni di studi alla spalle. I bravi medici sono altre vittime della mal sanità, che premia la fedeltà e non la capacità. Che predilige la conoscenza personale e non quella medica. A loro va un applauso per la loro attività e umanità.

Eppure quante riforma ci sono state, tante, troppe: le Leggi regionali n. 1/1980, 50/1994, 27/1996, e la famosa del 12/2008, con entusiastici cori di una Sanità Lucana riformata e migliorata, con la lotta agli sprechi ed una riduzione dei costi ma con innalzamento di qualità. Ma questa qualità? Mai vista, invece la sanità costa ed il suo deficit aumenta: dal 2005 al 2010 si innalza di oltre 200 milioni, poi si arriva agli 800 milioni di euro – 2005 – sino al 1 miliardo di euro (2011). Ma a cotanta spesa, nessun miglioramento reale di servizi e qualità. Assessore Martorano, lei ha fallito nel suo scopo, avrà anche fatto approvare un dubbio Piano sanitario, ma resta la triste e tragica realtà di un sistema sanitario a pezzi, con qualche luce ci mancherebbe  ma tante, tante ombre, troppe ombre. Li si parla di salute dei cittadini, di diritti ad esser curati, di assistenza a disabili e categorie svantaggiate, non bastano i proclami da campagna elettorale o i comunicati stampa. Ora, basta per favore, al San Carlo intanto succedono tragedie umane. Prendete atto e non scherzate sulla salute dei cittadini.