Salvatore Lacerra (M.A.L. – M.P.A.): Serietà e saccheggiatori

L’estate dovrebbe favorire la meditazione e creare spazi per analisi e nuovi impegni, spesso però la leggerezza del momento prevale sulla ponderatezza del ragionamento. Serietà, è questo il sostantivo usato dal Presidente della Regione Basilicata e che viene da Lui richiesto per affrontare con intelligenza e lungimiranza il difficilissimo momento. Facendo proprio il Suo invito  formulo alcune considerazioni. La Sua analisi non lascia intuire quali siano i binari della sua azione politica e tanto meno indica quali siano le grandi strategie della sua parte politica. Le scelte che Lei adombra mi paiono molto personali e troppo sbilanciate su filoni “politically correct”; su argomenti ed opinioni del momento; su desideri di una ristretta area geografica;  su pensieri oggi  di moda.  Uno statista, un vero Statista  non può permettersi questo. Sottacere che la Basilicata oggi vive grazie alle royalty  ed assumere una posizione oltranzista contro nuove ricerche ha senso? Non varrebbe la pena alzare il livello e concordare con tutte le parti politiche e sociali, regionali e nazionali,  obiettivi più ambiziosi e di lungo respiro.  Non solo maggiori introiti ma riconoscimento “vero” della necessità che la regione abbia le infrastrutture: precondizione dello sviluppo!  Alta velocità, reti elettriche, viabilità, trasporti ecc.. Ha senso parlare dei pochi soldi ricevuti quando la Regione non è riuscita a che si realizzasse la direttrice Napoli – Salerno –  Potenza – Taranto – Lecce? Che significa linch Potenza – Foggia, siamo fuori ogni direttrice e siamo l’anello debole che verrà reciso prima di ogni altro. Diverso è trovarsi in una direttrice ove si sfruttano numeri che la Basilicata non possiede. Nel suo ragionamento poi parla della necessità di “riequilibrare” Matera che lei dice essere vergogna nazionale perché unico capoluogo di provincia non servito dalla ferrovia e che lo stato ha pensato bene di risolvere eliminando la provincia. Il ragionamento è caduco, soffia su divisioni  che periodicamente fanno notizia e mi permetta, è figlio di quelle scadenze politiche che lei stesso dice di voler evitare. Storicamente la Città di Matera è stata sino al 1663  parte della Provincia di Terra d’Otranto da cui fuoriesce per divenire capoluogo della  Basilicata sino al 1806. Scelta fatta dagli occupanti Spagnoli  anche perché non gradita e patita. La Città di Matera diviene capoluogo di Provincia solo del 1927. Da sempre la Città di Matera e la intera provincia beneficiano di redditi superiori alla media regionale, vuoi per l’agricoltura, l’energia e la fase industriale, l’agroindustriale  ed oggi il turismo. Nel 1980 solo  una parte della regione è stata devastata dal terremoto, ma i benefici si sono riversati su tutta la Regione. Frutto di quell’evento nefasto è stata la Università che si è insediata a Potenza ma anche a Matera, ove, da posizioni marginali oggi è sede di Corsi di Laurea, case dello studente e addirittura sede di dipartimenti. E che dire dell’Ospedale di Matera? Il nuovo ospedale fu inaugurato negli anni 60 e poi sostituito dal Madonna delle Grazie, e della duplicazione di reparti, tecnologie, e dell’elisoccorso, dell’ ATO Rifiuti Basilicata, della Soc. Acqua SPA Basilicata, e dei duplicati di Uffici Regionali e di tutte le doppie sedi, e dei finanziamenti al Turismo destinati per la maggior parte alla Città di Matera e le somme per la Cultura oggi di esclusiva titolarità della Città candidata 2019 e non continuo Ma è evidente che la Città di Potenza non si è arroccata, ha dato, è aperta, ha una visione inclusiva.  Consuetudine vuole che vi sia una ripartizione della spesa al 40% per Matera ed al 60% per Potenza, percentuale mutuata dalla presenza della popolazione, 200.000 nel Materano e 400.000 nel Potentino, percentuale come si vede arrotondata favorevolmente per il Materano e senza distinzione alcuna per la diversità di funzioni (Capoluogo regionale e Provincia). Questa percentuale però risulta puramente teorica e mai applicata e sempre a sfavore di Potenza, la ripartizione dei fondi PISUS insegna. Ricorda Presidente la vicenda del Liceo Musicale e la diatriba sul dove insediarlo, a Potenza o a Matera?  E ricorda gli argomenti posti a supporto di Matera? Li rammento a me stesso: Matera ha un bacino di utenza dovuto alla presenza di un forte numero di studenti provenienti dai paesi limitrofi: Altamura, Santeramo, e via dicendo. Questo perché? Perché Matera  si è candidata a svolgere un ruolo: quello di Capitale della Murgia. La vicenda del Mobile imbottito insegna  Ma capitale della Murgia significa appagare bisogni, istanze, aspirazioni non dei cittadini Lucani ma di cittadini di altre Regioni  e di altre Province, significa valorizzare quelle esperienze, sublimare quelle potenzialità, ma al resto della regione, agli oltre 500.000 non appartenenti alla Murgia Lei cosa propone, quali risposte pensa di dare? E se la riduzione della spesa significa ottimizzare e ridurre, ha senso continuare a duplicare e duplicare finanche i capoluoghi, indebolendo il sistema, indebolendo entrambe le Città e tutto per qualche   ufficio. Con la certezza di venire cannibalizzati dalle regioni limitrofe. E caro Presidente se occorre avere una visione equilibrata e solidale, (ma ritengo sussidiaria),  è giusto permettere che alcuni piccoli comuni stiano a rifare strade e marciapiedi in continuazione, o rassegne culturali notevolissime, senza ritorno alcuno?  Non ritiene ormai necessario ridiscutere la distribuzione dei benefici del petrolio? Lo spopolamento della regione è sotto i suoi occhi, questi Comuni pieni di royalty sono anch’essi  spopolati, più  degli altri, e se pensa che  paghi una politica che nei fatti  divide e non rafforzi la comunità Regionale Lei tradisce il suo mandato. La politica non può argomentare a suo piacimento violentando la volontà popolare. Potenza e tutta la Regione  non hanno bisogno di nuovi saccheggiatori.