Il Consiglio comunale di ieri sera ha posto le basi affinchè sia il territorio di Potenza che quello di Matera concorrano responsabilmente a rafforzare le ragioni dell’integrità, della coesione e dell’unità regionale. Al di là di scelte più o meno obbligate e di sterili polemiche di campanile quello che deve essere il nostro compito da oggi è uno soltanto: continuare il pressing su Roma perché in Basilicata non venga sottratta una delle due province. E’ in gioco il destino di un territorio, ma anche il destino dell’unità regionale. Ed è per questo che i nostri parlamentari – ad iniziare da quelli del Pdl – non possono più tacere. Il territorio materano, come giustamente sottolineato nel deliberato approvato dal Consiglio comunale di Matera, fino a quando non ci sarà una riforma complessiva della governance istituzionale che riequilibri le funzioni delle città, non può certamente essere espropriato dalla sua provincia. Condivido pienamente il passaggio in cui i colleghi della città dei Sassi sottolineano che la condivisione di un percorso con il Comune di Potenza è un patrimonio che non va disperso. Come non essere d’accordo. A Matera – non da ora – riconosciamo un grande ruolo che poggia su due pilastri fondamentali: cultura e turismo. Su questi è giusto far leva e lavorare tutti insieme per creare tutte le condizioni per un polo turistico attrattivo che sia la punta di diamante di tutta l’identità regionale. Anche per questo è necessario porre con forza ogni questione inerente le infrastrutture e i servizi. Penso ad esempio alla non più rinviabile situazione della realizzazione della ferrovia a Matera o di un aeroporto in territorio materano. La vicenda della provincia unica lucana non deve tenerci separati: siamo un unico territorio e come tale dobbiamo rimanere, con Matera nel ruolo di avanguardia per cultura e turismo. Non alziamo nessun campanile: Potenza è capoluogo di regione e per legge resta e diventa anche capoluogo di Provincia, ma proseguiamo con Matera un percorso comune che ci faccia sentire ancora più orgogliosi di essere lucani.