Durante la seduta del Consiglio comunale di Potenza è stata approvata all’unanimità la delibera ai sensi dell’articolo 17, comma 2 e comma 4 bis, del Decreto Legge n. 95/2012, convertito nella legge 135/2012, di confermare la Città di Potenza Capoluogo della Provincia.
Con tale provvedimento, è stata scritta una pagina importante nella storia politico-istituzionale della nostra regione e del suo capoluogo, nel cui Consiglio comunale, siamo fieri di affermare, si è svolto un dibattito corretto, privo di interventi strumentali, campanilistici, o proiettati a futuri scenari elettorali.
A tal proposito, è necessario ringraziare tutti i consiglieri comunali di maggioranza e opposizione per quanto fatto e, soprattutto il gruppo del Pd, che ha impedito che una soluzione di logica sotto il profilo normativo e istituzionale, messo in campo dal Governo nazionale, producesse una altrettanto pasticciata soluzione a livello regionale, creando le condizioni per lo smembramento della Basilicata, in un contesto già di spoglio costante di importanti presidi istituzionali.
Il Consiglio comunale di Potenza ha tutelato l’intera comunità regionale e gli altri 130 comuni esclusi da un dibattito così importante e delicato a livello nazionale, che ha partorito una legge sbagliata che, anziché condurre all’unità, porta divisioni e scontri tra le diverse comunità.
Il Governo avrebbe dovuto porre maggiore attenzione nei nostri confronti, nei confronti di Potenza e di Matera, e di una Regione intera, come la nostra, che dà molto allo Stato, in termini di risorse naturali, si pensi all’acqua e al petrolio.
Il Consiglio comunale di Potenza si è trovato a dover svolgere una funzione di supplenza per il bene di tutti, ma a questo punto la battaglia da portare avanti è che alla Basilicata rimangano le due Province, così come proposto dal Conferenza delle autonomie locali.
Sotto tale profilo è auspicabile che una delegazione ad hoc, composta dai Sindaci di Potenza e Matera, dal Governatore regionale, dai rappresentanti di Province e Consigli comunali e provinciali, spieghi che la richiesta del mantenimento delle due Province è una posizione che trova fondamento nella storia, nella cultura, nell’amministrazione e nelle dinamiche territoriali della nostra regione.