La notizia della manifestazione indetta in modo congiunto dal Consiglio provinciale e comunale materano con i 31 Consigli comunali dei rispettivi municipi materani, è un’iniziativa importante e positiva, che va finalizzata ad analizzare in modo oggettivo quanto avvenuto a livello nazionale e regionale, a seguito della promulgazione della Legge 95/2012 sul riordino delle Province, che ha determinato in Basilicata la provincia unica a Potenza.
Non è infatti il momento di porre in essere analisi, frutto dell’emotività e dell’istintività, pur comprendendo stati d’animo e difficoltà istituzionali, funzionali e politico-territoriali.
Infatti quello che ci troviamo ad affrontare è un contesto storico difficile, nel quale la spending review ci ha costretto a subire una riforma della governance illogica ed irrazionale, sia sotto il profilo istituzionale, che sotto quello del decentramento e della semplificazione dell’apparato amministrativo, in una cornice giuridica incerta e confusa, che ha determinato atteggiamenti superficiali ed estemporanei.
Pertanto, le città di Potenza e Matera devono dimostrare che l’unità sociale e culturale e le comuni radici storico-territoriali non sono da sempre state declinate solo formalmente, ma vi è un comune sentire profondo, che trova le sue radici nella nascita e nella storia della Lucania, ed è proseguito attraverso il suo riscatto sociale, anche attraverso l’ambizione mai celata di essere un modello di riferimento istituzionale per l’intero Mezzogiorno d’Italia.
È il momento quindi nel quale la regione, le sue genti e chi le rappresenta, mostrino il loro profilo migliore, attraverso quelle virtù proprie dei lucani, quali la serietà, l’abnegazione e la dedizione, che la parte migliore del Paese ci riconosce e che, nell’ottica di un sentire profondo ispirato ai criteri di solidarietà e sussidiarietà, ci hanno condotto in maniera responsabile a supportare economicamente e socialmente la nazione, in settori strategici, come quelli del petrolio e dell’acqua, non cedendo mai ad una sterile contrattualistica, ma guardando all’interesse generale e al bene comune.
Allora questo è il momento in cui l’intera regione deve dimostrare un’unità strategica finalizzata ad affrontare l’iter parlamentare, con la consapevolezza delle nostre ragioni territoriali e socio-economiche, che devono convincere il Parlamento e il Governo che la Basilicata necessita oggettivamente di due Province, quella di Potenza e quella di Matera, anche per evidenti questioni di funzionalità ed economicità dell’assetto istituzionale, degli apparati governativi e burocratici.
Serve una grande mobilitazione politico-istituzioale e parlamentare, come bene abbiamo saputo fare ai tempi delle “scorie di Scanzano”, perché all’orgoglio lucano si unisca la forza delle nostre argomentazioni.
Va ribadito, ancora una volta, il grande senso di responsabilità avuto dal Consiglio Comunale di Potenza, che, in un quadro normativo confuso e in un del pari percorso istituzionale, gestito in modo approssimativo, si è fatto carico di porre un punto fermo da un punto di vista normativo, evitando lo scorporamento illogico ed irrazionale delle due Province, sia sotto il profilo amministrativo che funzionale, ed ha difeso l’unità regionale creando le condizioni per un confronto serrato con il Governo in Parlamento.