Il nostro paese sta attraversando una grave crisi politica: la scarsissima fiducia dei cittadini nei confronti dei partiti e dei suoi rappresentanti, i fenomeni di corruzione sempre più frequenti, la prevalenza degli interessi privati rispetto al ruolo politico, la crescente distanza tra politica e cittadini hanno inevitabilmente comportato il graduale declino politico con conseguenze negative non solo in termini di immagine ma anche in termini socio-economici. Tale clima rischia di travolgere anche il Pdl lucano; onde evitare che ciò accada è indispensabile adottare una condotta che tenga lontani gli scandali mediatici che negli ultimi mesi hanno coinvolto gli altri partiti. Cosa fare? In primis agire secondo lealtà, moralità e trasparenza, elementi indicativi di un progressivo avvicinamento nei confronti dei cittadini. Nella nostra Basilicata e nello specifico nella nostra Potenza occorre puntare sul coinvolgimento dei tesserati e dei simpatizzanti nelle scelte decisionali del Pdl; utilissima in tal senso è la valorizzazione, nel rispetto del principio di sussidiarietà orizzontale, della partecipazione democratica procedendo – ad esempio – con la celebrazione del tanto auspicato Congresso Cittadino del Pdl nel capoluogo, da ormai più di un anno promosso dal Nazionale e non ancora recepito dagli esponenti locali; ricambio della classe dirigente alla volta di nuovi stimoli e progetti.
Le riforme che avrei in mente:
1. il limite di due mandati per i Parlamentari Nazionale ed Europei e per i Consiglieri Regionali e le altre cariche istituzionali, da estendere anche alle cariche nei Cda delle Società pubbliche o partecipate;
2. impossibilità di candidare i condannati sempre, nonché gli indagati per reati di contro la Pubblica Amministrazione ed anche altri reati di corruzione nell’ambito privato fino a quando non sia chiarita la loro posizione;
3. primarie obbligatorie all’interno dei partiti per la scelta di tutti i candidati al Parlamento Nazionale, al Parlamento Europeo ed al Consiglio Regionale;
4. abolizione del finanziamento pubblico ai Partiti;
5. abolizione dei finanziamenti pubblici ai Gruppi Consiliari;
6. abolizione di tutti i vitalizi per i Parlamentari nazionali ed europei e per i Consiglieri Regionali con norma possibilmente retroattiva;
7. riduzione del 50% del numero dei Parlamentari e costituzione del Senato delle Regioni con differenti funzioni dall’attuale Senato;
8. diminuzione dei Consiglieri Regionali e stabilire il loro numero in base al rapporto con la popolazione. Abolizione di tutte le Province nonché delle Regioni a statuto speciale;
9. obbligo di pubblicazione on line dei bilanci dei partiti che devono essere verificati da società indipendenti e da tutti i candidati ed eletti; obbligo di pubblicazione dello stato patrimoniale di tutti i candidati. I tesorieri del Partito, ai vari livelli, devono essere persone terze e, cioè, che non abbiano altri incarichi e che per i conti correnti intestati al partito siano previste almeno tre firme;
10. stabilire un tetto massimo agli stipendi dei Parlamentari Nazionali, Europei, dei Consiglieri Regionali, dei Manager pubblici e dei Dirigenti statali con una semplice regola: che non possono superare di 5 volte lo stipendio medio di un dipendente dell’Ente. Tetto massimo di 5.000,00 € alle pensioni d’oro non cumulabili tra loro.
Stà a noi del Pdl trasformare in modo autonomo la negatività politica che in generale si respira in un’opportunità per assicurare riforme concrete ed una svolta nei modi di concepire e fare politica.
Se tali provvedimenti non verranno intrapresi sarò, a mio malgrado, costretto ad abbandonare la politica e a continuare la mia azione civica da un’angolazione differente.