Con tempismo da primato tutti hanno scritto del Consiglio Comunale aperto sulla Università, magnificandone l’evento e definendolo addirittura storico.
Noi, gruppi di opposizione, che lo abbiamo richiesto non possiamo che compiacercene. Non rivendichiamo paternità o primogeniture, ma ancora una volta abbiamo dato prova di quale sia l’attenzione posta ai problemi ed al ruolo della Città di Potenza, ruolo che una maggioranza distratta dimentica e mette a rischio. Nella relazione introduttiva si è delineato lo spessore della Città di Potenza, da sempre culturalmente viva e sede sin dal 1812 dell’Archivio di Stato, dal 1881 del Teatro Comunale Francesco Stabile, dal 1899 della Biblioteca provinciale e dal 1974 della Biblioteca Nazionale ed in cui il terremoto diventa l’occasione per un riconoscimento già maturato dalla Comunità Lucana e dalla Città di Potenza.
Abbiamo, con cognizione di causa, richiesto che un rappresentante del Comune di Potenza faccia parte del Consiglio di Amministrazione dell’ Università per integrare al meglio Amministrazioni che a distanza di trent’anni ancora incontrano difficoltà e spesso si ignorano.
Abbiamo altresì proposto di istituire un organismo che periodicamente metta a punto le questioni da affrontare e risolvere per una maggiore integrazione ed infine abbiamo anche proposto che nell’ambito dei PISUS la ex Caserma dei Vigili del Fuoco venga destinata ad attività di ricerca e sviluppo socio economico con coinvolgimento di tutte le Amministrazioni Locali e della stessa Università di Potenza. Chiediamo con forza che il Polo di Macchia Romana venga rafforzato e venga implementata l’offerta formativa evitando trasferimenti e duplicazioni che indeboliscono e creano dispendio di energie e risorse.
Questo è l’inizio di un percorso che vedrà il Consiglio Comunale e la Università della Basilicata confrontarsi ed incontrarsi sulle questioni che riguardano lo sviluppo della Città e della intera Comunità Lucana.