In Parlamento ed al Senato della Repubblica il Popolo della Libertà rimane pur sempre il maggiore gruppo che dovrebbe rappresentare quell’Italia moderata e a tratti pur conservatrice che resta la maggioranza nella popolazione e sopratutto nell’elettorato nazionale. Ci si dovrebbe, dunque aspettare, una proposta politica, una strategia, una visione dell’Italia che dovrebbe essere, in vista delle prossime elezioni. Invece il nulla – utilizzo appositamente questa parola – si continua ad andare avanti con evidenti contraddizioni ed anche un certo, lasciatemi la parola, dilettantismo.
Prima sì primarie un giorno, primarie no l’altro, l’on Berlusconi fa un passo indietro, poi ci ripensa, posi dice che potrebbe ritirarsi. Si toglie la fiducia al Presidente del Consiglio Monti, però poi potrebbe essere lui il candidato premier. Anche chi mastica di politica o chi ci vive – ce ne sono troppi – si trova disorientato, e questo atteggiamento nella Italietta dei yes men significa solo preservare il proprio posto ovunque sia, anche in un consiglio comunale o in un’associazione. Ma l’Italia invece cerca altro e da altri segnali. Al Pdl non è servito nulla la debacle delle amministrative 2012? Perdere Milano e Napoli oltre a tante città dove amministravamo, non si trae saggi ammonimenti per le eminenti elezioni regionali di Lazio e Lombardia? Sembrerebbe di no, come se poter perdere la Regione della Finanza e la Regione delle maggiori Istituzioni sia un incidente di percorso. Ammettiamolo con il Pdl abbiamo fatto un disastro politico e ci stiamo avviando verso una tragedia elettorale farcita di farse e di schizofrenia.
Il maggior attore di questo dramma resta sempre lui: Silvio Berlusconi e dobbiamo ammettere che tutti noi – mi ci metto anche io umile consigliere comunale di Potenza – ne abbiamo colpa: con il nostro leaderismo esasperato, con il sopportare evidenti comportamenti amorali, con il credere che grazie al “Unto del Signore” avremmo tirato avanti con vittorie per cento anni. Non è stato così, anche l’Italia moderata e conservatrice ci ha girato le spalle, prima con l’astensionismo poi anche con le prese di distanze politiche. Ammettiamolo, negli ultimi anni si è pensato solo a leggi ad personam ed ai fatti privati dell’On. Belusconi che poi privati non erano, divenuti pubblici nelle aule di tribunale e nei discorsi della gente per bene. Invece nel Pdl si sorrideva, si bisbigliava, si minimizzava. Ed ecco i risultati la disfatta di un partito di lacchè, servitori e di una liquidità assurda.
Mentre tanto di capello al Pd ed alle sue doppie primarie, prima con 4 milioni di cittadini che si scelgono il Premier poi con le prossime per decidere i parlamentari. Noi invece? Si va dalla possibile scissione, alle liste variopinte, al nulla di concreto, però chi vive sulle rive del Tevere si sta preparando la conservazione del posto in Senato ed alla Camera. Questo è solo impolitica che rafforza sempre più quell’antipolitica la cui prima vittima sarà proprio un centrodestra frantumato.
Nel 2008 il Pdl stravinse, nel 2013 corre il rischio di trovarsi ridotto ad essere un partito di opposizione con una scarna rappresentanza, ma l’importante è che Berlusconi vi sia assieme alle sue amazzoni, yes men e accoliti. L’impressione anzi la certezza è l’obiettivo primario sia preservare l’interesse personale dell’uomo di Arcore, mandando al macero tutti coloro che hanno creduto nel progetto di un centrodestra compatto ed unito. Personalmente non credo che cambieranno il Porcellum, serve alle oligarchie romane ed è utile ai clientes disposti a vendersi anima ed onore per un posto al sole. Anche qui in Basilicata, sta succedendo questo, la discussione in una frangia del Pdl è chi deve avere i primi posti nelle liste per andare a Trastevere, ma dato che sono lontani dal paese reale non ipotizzano minimamente che le percentuali possono essere basse da far crollare il Pdl. No, l’importante è il “posto” ed totonomine. Che desolazione e che antipolitica assunta a sistema. Personalmente resterò nel Pdl perché credo ancora nel suo progetto – con o senza Berlusconi – ma non posso sopportare come dirigente che qualche deputato o senatore contribuisca a distruggere quello che abbiamo costruito con i congressi unitari. Le scelte di chi rappresenterà i lucani in Parlamento deve passare solo e soltanto attraverso una discussione seria della dirigenza del Partito; in caso contrario i voti se li vadano a cercare lor signori con il porta a porta, che non è una trasmissione televisiva ma una concreta campagna elettorale che essi non hanno mai fatto.