L’inaugurazione odierna dell’anno accademico dell’Università degli Studi della Basilicata, alla presenza del Premio Nobel per la Pace 1976 Betty Williams, è un evento di grande importanza simbolica, sia per il pregio degli invitati, sia per la ricorrenza del trentennale di questa istituzione.
La nostra regione ha sempre puntato sull’Università, e, con il finanziamento di 10 milioni di euro annuali, erogati materialmente dall’Ente Regione, ha dimostrato di voler investire, sia economicamente che culturalmente, nella formazione e nel sapere.
Il Comune di Potenza, dal canto suo, ha sempre cercato di favorire un’integrazione fisica tra la città e l’università, operando in termini infrastrutturali, di mobilità e di viabilità, ma è anche giunto il momento di chiedere un ritorno qualitativo e quantitativo di eccellenza, e di raggiungere un obiettivo strategico comune, attraverso un confronto di merito costante e proiettato nel tempo, attraverso il quale si possa sviluppare quella necessaria integrazione socio-economica e culturale, finora poco riuscita, tra l’Università e la nostra comunità.
Nonostante gli innumerevoli sforzi compiuti dalle istituzioni, continua la percezione che vi sia uno scollamento tra Università e società, da qui la necessità di attuare un progetto di sviluppo e crescita della regione e del suo capoluogo, che non debba prescindere, in una stagione di riforme e cambiamenti, da un confronto culturale con la massima espressione formativa.
Si auspica, dunque, che venga attivato in forma permanente un tavolo di discussione tra l’Università degli Studi della Basilicata e la città di Potenza.