Ancora una volta è stato il senso di responsabilità e lo spirito di servizio a favore ei problemi della città a fare in modo che la maggioranza che governa la città abbia potuto approvare alcuni provvedimenti fondamentali e fortemente attesi dai cittadini. Quella di oggi è infatti stata l’ennesima seduta tragicomica messa in piedi da gran parte della maggioranza che – a coti fatti – non aveva neanche i numeri per approvare due importanti delibere. Eppure nonostante l’atteggiamento fortemente propositivo e collaborativo messo in atto dal sottoscritto e da altri colleghi dell’opposizione ci è dovuti scontrare anche con l’arroganza di taluni assessori che calpestano il sacrosanto diritto dei consiglieri comunali eletti dai cittadini e si arrogano prerogative non loro. Ma tant’è. Dato di fatto: per la delibera inerente alla frana in località Bosco Piccolo, evento franoso risolto utilizzando la normativa legata alla 219, per alcune modifiche al vigente Regolamento edilizio o per l’approvazione del progetto preliminare del completamento del tratto di strada di via Gandhi a Macchia Romana solo grazie alla presenza in aula dell’opposizione al momento dell’appello e del voto si è potuto deliberare e raggiungere la maggioranza. Un atteggiamento – quello della maggioranza – da censurare ma che ormai è diventato una costante. E per tutta risposta, invece di garantire la presenza in aula ed approvare provvedimenti importantissimi per due zone della città (strano che invece quando si tratti di argomenti cari alla maggioranza ci sia il pienone tra i banchi), ho dovuto pure fare i conti con l’arroganza e la superbia degli assessori Ginefra e Messina (quest’ultimo evidentemente in preda ad una crisi di potagonismo ha avvertito l’esigenza di scagliarsi contro di me pur senza essere chiamato in causa e per giunta con il sindaco che ne ha persino preso le difese. Bell’esempio). Il primo invece è stato alquanto vago e non trasparente quando a precisa interrogazione sul futuro del parcheggio del Ponte attrezzato in viale dell’Unicef, soprattutto riguardo a chi e come sarà chiamato a gestire la struttura ha replicato che la struttura sarà affidata per 60 giorni all’Ati, per poi essere successivamente completamente automatizzato. Insomma con la solita tecnica dell’affidamento diretto e senza bando si privilegiano soluzioni a scapito dell’interesse collettivo. Strano però che l’assessore non sia stat in grado di specificare quando terminerà il periodo temporaneo (il 28 febbraio?), nè escludere eventuali proroghe nè ancora spiegare perchè ad esempio si sia privilegiata la cooperativa Ati in luogo dell’Acta che tra passivi e rischio chiusura potrebbe adempiere – visto che è previsto nel suo statuto – anche ad un simile servizio. Insomma una maggioranza di centrosinistra che perde i pezzi, naviga a vista e non sa fornire risposte certe come pure la politica di chi amministra dovrebbe avere. Zero risposte anche sull’assenza di parcheggi per disabili pienamente fruibili nei pressi di piazza Mario Pagano che accanto alla questione delle fioriere è l’emblema del menefreghismo dell’Amministrazione: tutto è ancora lì, il tempo passa e a nulla servono le proteste. Morale: fallimento totale, nei numeri e nella gestione di questa città. Santarsiero ne prenda atto: anche oggi senza l’appoggio del’opposizione – avrebbe fatto l’ennesima figuraccia.