Una città con un ambizioso progetto di crescita, come Potenza, non può non mettere ai primi posti dei suoi programmi quello sul trasporto pubblico.
È partita, infatti, lo scorso primo febbraio, la sperimentazione del nuovo piano di esercizio del trasporto pubblico, che ha previsto modifiche lungo i percorsi ed un’incentivazione all’utilizzo del sistema integrato del servizio su gomma, scale mobili, ascensori e parcheggi.
Un nuovo trasporto pubblico urbano integrato, dunque, con la sua “cabina di regia” nel Centro Direzionale della Mobilità, a gestire l’attività di monitoraggio del traffico, dalla ZTL, alle aree di parcheggio, agli itinerari degli autobus.
È naturale, che, in quanto piano sperimentale, ha la necessità di essere rivisitato, sulla base delle esigenze e delle segnalazioni dei cittadini, soprattutto di quelli più giovani e dei più anziani, che sono i maggiori fruitori del servizio pubblico, ma va ricordato anche che l’utilizzo dei mezzi, in questa prima fase, è stato totalmente gratuito, ed ha condotto gli utenti verso un nuovo sistema che prevede l’uso di più mezzi per raggiungere la propria destinazione.
In una città come Potenza, infatti, con quattro percorsi di scale mobili, una linea metropolitana di superficie, autobus e parcheggi, è impensabile poter rimanere legati per sempre ad un sistema tradizionale di trasporto pubblico.
Il prossimo primo marzo, dunque, partirà il Piano definitivo, con le dovute modifiche e i dovuti controlli sugli autobus, da tempo trascurati, per verificare il possesso dei biglietti da parte degli utenti, con un’intensificazione del servizio verso Piazza XVIII Agosto, che permetterà di raggiungere più agevolmente il centro della città, interessato, come sappiamo, dalla Ztl, necessaria al completamento di un piano di azione a favore della cittadinanza e del centro storico.
Si auspica, dunque, che un settore come quello del trasporto pubblico goda sempre della dovuta priorità, in quanto perno del funzionamento dell’intera città, e del dovuto sostegno finanziario, che, ricordiamo, in base alla Legge Regionale n.22 del 1998, è di competenza della Regione Basilicata, la quale, d’intesa con le Province ed i Comuni, determina il livello dei servizi minimi qualitativamente e quantitativamente sufficienti a garantire la mobilità dei cittadini, i cui oneri sono a carico del bilancio regionale.