Secondo Quarto di Luna

“Quanto mi dai se ti uccido?” Storie di ordinaria follia metropolitana. O necropolitana di e con Ippolito Chiarello
Primo studio sul killer(liberamente tratto dal libro “Piccoli omicidi del cazzo” di Walter Spennato)

Lo spettacolo previsto per il 6 marzo è stato rinviato a data da destinarsi.

Salone dei Rifiutati – C/da Bucaletto 16 – Potenza
contributo: 12 Euro per i soci – 15.00 Euro per i nuovi soci (tessera inclusa)
info e prenotazion: info@lalunaalguinzaglio.it – 0971.476646 -347.9315416 – 340.7998443

Un killer, un killer scrittore per necessità, per esorcizzare la paura del sangue, del rosso, delle armi. Un killer che sembra, per fortuna, eternamente alle “prime armi”. Una confessione pulp, un diario plastificato dei suoi omicidi… che forse non ha mai commesso. Costretto, ma mai abituato, alle armi dalla madre che lo maschera per 12 anni della sua infanzia da Zorro o Cow Boy. Un malinconico felice che, a causa dell’abitudine ai simboli della morte conosciuti da bambino in famiglia e nella società, tenta di legittimare la sua condizione di Killer raccontando in giro i suoi presunti efferati delitti, ma in fondo è un uomo che vorrebbe guardare la luna con un fiore in mano. Uno “scherzo teatrale” per burlarsi con il sorriso della morte e per denunciare tra le righe la facilità dell’uomo contemporaneo a servirsi delle “armi” per risolvere, a volte, anche le piccole nevrosi quotidiane… “occhio per occhio, dente per dente… perdente”.

Ispirato al libro “Piccoli omicidi del cazzo” di Walter Spennato: una mitragliata di storie brevi in forma di proiettili letterari. Nel titolo di ogni short story è contenuta la piccola verità che seguirà; la sintesi della scena assurdamente reale che verrà letta. Tutte scene di ordinaria follia metropolitana. O necropolitana.  Memorie immaginate, dialoghi futuribili, sillabe istantanee che inchiodano alla risata fulminea. Tutto si dipana in un fluire microscopico delle vite altrui. Sono pezzi di mondi che rappresentano le visioni deliranti della società cui siamo stati prestati nostro malgrado. Una raccolta di racconti che è la torta in faccia, invece che a fettine bene educate sul piatto con l’orlo d’oro. Se cerchi di essere rassicurato dall’ascolto, sarai invece provocato. Supponi di essere lui, e ti sentirai libero.