Becce (Pdl) su riduzione numero assessori

A distanza di mesi dall’approvazione in Consiglio comunale di un apposito ordine del giorno da me proposto in cui si impegnava la giunta comunale di ridurre il numero degli assessori da dieci a sei, nulla si è mosso e nonostante il vento dell’antipolitica il sindaco Santarsiero non sembra intenzionato a dare alcun segnale.Un’arroganza che si scontra con le condizioni precarie di tanti potentini e di tante attività commerciali costrette a fare i conti con le difficoltà di tutti i giorni. E invece il Comune di Potenza continua a mantenere dieci assessori. Un’anomalia che solo al Comune di Potenza continua a persistere, malgrado ad ogni Consiglio si continui ad assistere ad assenze e risposte evasive da parte dei membri della giunta che evidentemente siedono accanto al sindaco più per equilibri di partito che per reale funzione politica. E così Santarsiero fa finta di non ascoltare sulla drastica riduzione delle poltrone assessorili come pure sull’internalizzazione dei servizi in capo all’Acta in tema di raccolta e smaltimento dei rifiuti.Populismo? Non esattamente visto che ben prima dell’insediamento del governo Monti denunciavo l’assurdo spreco di risorse in capo alla distribuzione delle deleghe da parte del sindaco Santarsiero.Una pratica, purtroppo istituzionalizzata nonostante i rimpasti, più per dare il contentino ai tanti partiti dell’orbita di centrosinistra che non per le reali esigenze della città. Pur rispettando il lavoro degli assessori faccio fatica a comprendere come sia possibile mantenerne almeno tre o quattro che potrebbero essere facilmente accorpati. Nessuno se ne accorgerebbe e forse con un po’ di lavoro in più si risparmierebbero delle risorse – poche o tante che siano – certamente più utili per i servizi di cui la città ha bisogno e che vengono senz’altro meglio percepiti dai cittadini. Analoga considerazione non può più essere rinviata per mantenere in vita il carrozzone dell’Acta, il cui impatto in termini di costi per presidente e Consiglio di amministrazione è tutt’altro che risibile. La domanda è: il comune di Potenza ed il sindaco sono disposti ad accettare la sfida? E’ possibile in questo momento storico del Paese dare un segnale concreto che riduca la distanza con i cittadini e vada nella direzione di razionalizzare spese superflue a favore di altre ben più utili alla città? E’ tanto assurdo pensare che togliendo l’assessorato si possano destinare quelle risorse per la manutenzione delle strade, per sostenere il commercio, per incrementare i trasporti e le famiglie più bisognose?