Tra le tante eccellenze dell’ospedale San Carlo di Potenza, i numerosi utenti del nosocomio potentino sono costretti a fare i conti con una situazione antipatica e per nulla rispondente alla legge: la questione dei parcheggi a pagamento. O meglio l’assenza di posti non a pagamento. Da tempo sulla vicenda è in atto una vera e propria querelle che fa riferimento alla legittimità e chi sostiene che la questione dei parcheggi tutti a pagamento debba essere rivista. Un argomento di elevato interesse sociale e che riguarda tantissimi cittadini della città capoluogo o dei comuni della regione e non che frequentano la struttura ospedaliera. Secondo qualcuno mancherebbe una delibera comunale – diciamolo pure di difficile applicazione perchè autorizzerebbe a rendere tutti parcheggi del San Carlo a pagamento – che renderebbe il caso potentino un unicum. Una situazione che rispolvera il tema dei parcheggi liberi che aveva già scatenato polemiche e reazioni dopo la pronuncia della Cassazione sulla nullità delle multe per divieto di sosta nelle strisce blu, quando vicino alle aree a pagamento non fosse stato previsto dall’amministrazione «un’adeguata area» libera da balzelli. Il tema è tornato d’attualità dopo la sentenza del Tar del Lazio e del Consiglio di Stato, che nella capitale hanno invalidato multe e decretato “l’abuso di potere” in un caso dove i parcheggi erano tutti a pagamento. L’articolo 7 comma 8, del Codice della strada, che impone ai Comuni di lasciare «un’adeguata area» libera per il parcheggio, stabilisce alcune eccezioni (sono escluse dall’obbligo le zone pedonali, quelle a traffico limitato e quelle di particolare rilevanza urbanistica, opportunamente individuate e delimitate dalla giunta) e lascia in realtà una certa discrezionalità nel definire quanto «adeguata» debba essere tale area.
Di fatto – come lamentato da diversi cittadini – nei parcheggi S. Carlo, in dispregio del codice (articolo 7 comma 8) non esistono posti non a pagamento. E se per puro caso si riesce a trovare un buco al di fuori delle strisce blu anche senza nessun segnaletica di divieto (orizzontale o verticale) e non contravvenendo alle norme del codice della strada, si rischia un verbale dei vigili urbani. Chiederò all’ufficio mobilità del Comune ogni spiegazione del caso, sperando anche nella disponibilità del San Carlo affinchè si riesca a venir incontro alle esigenze degli utenti dell’ospedale preso atto dell’inopportunità di chiedere un “obolo quasi obbligatorio” a chi si deve recare in ospedale col proprio mezzo, atteso che non si tratta di soste di piacere o zone ad alta attrattività.