Ho partecipato ad un incontro in cui una moltitudine doveva parlare di un tema alla stessa sconosciuto. In quel contesto, nel mentre parlava uno dei relatori, un altro interveniva criticando quello che diceva il primo. Peccato che l’incontro doveva servire a “compattare” un’area politica intorno ad un progetto. Peccato che, come al solito, ciascuno dei relatori abbia rivendicato a sé la scelta del candidato presidente e peccato che si continui a perdere tempo.In altro incontro ho evidenziato che non conosco valori “posizionati” a destra o sinistra, o i valori colorati, rossi o neri: conosco solo i valori. E’ di destra o di sinistra la giustizia, è di destra o di sinistra la libertà, è rossa o nera la dignità, il liberare dal bisogno e il dare un futuro ed una dignità ai nostri figli? Il bello è che finanche quello che mi ha criticato mi ha dato ragione, dicendo che bisogna avere coraggio e portare avanti le battaglie “ovvie” che oggi trovano paladini altri movimenti dalle molteplici stelle.Allora la svolta è quella di indire una buona battaglia: quella del buon governo.Perché definirmi di questa o di quella parte se una parte ha già deciso di non vincere? Perché continuare a fare il portatore d’acqua per inetti ed ingrati che pensano solo al loro posizionamento o a come ricollocarsi o riciclarsi? Perché non avere la prospettiva del governo e continuare in una visione marginale e rinunciataria?Io sto al centro, autonomo, e faccio la battaglia per il buon governo, e sono pronto a collaborare con chi la sottoscrive.A chi non capisce, o non vuol capire, invito alla prudenza ed alla intelligenza. L’arguzia e la temperanza son virtù che devono prevalere sull’istinto: dire quello che si pensa in alcune occasioni è sbagliato. Bisogna capire e sedimentare, soprattutto se si vuole cambiare. Altrimenti diventa una scusa per continuare in una sterile opposizione.La politica è altro: è avere una idea ed un progetto per governare: non solo per criticare.