23 maggio 2008

ORDINE DEL GIORNO

1) Interrogazione urgente del consigliere Marsico relativa alle problematiche della scuola elementare “Mercurio” della città di Potenza.

2) Modifica composizione della Commissione consiliare temporanea per l’approfondimento delle problematiche connesse alle espropriazioni pregresse costituita con delibera di Consiglio comunale n. 97 dell’1.10.2007.

3) PRUSST di Potenza e del territorio potentino – “Completamento della riqualificazione urbana della ex Fornace La Sala” – Zona F4B1 di P.R.G. Adozione del Piano di Lottizzazione.

4) D.G.R. 2492 del 23.12.2002 – Accordo di Programma Quadro “Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche” – All. B n. 2 . Comune di Potenza – “Completamento della rete fognaria della città e zone rurali”. Artt. 9 e seguenti del D.P.R. n. 327/2001 – Art. 27 della L.R. 23/1999 (Localizzazione). Approvazione definitiva della Variante Urbanistica.

5) Nuova composizione Commissioni Consiliari Permanenti..

6) Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio, in esecuzione della transazione tra il Comune di Potenza e la sig.ra AQUINO Gerarda, per la definizione del contenzioso giudiziario instaurato per l’occupazione delle aree occorse per la costruzione del plesso scolastico polifunzionale prefabbricato a 27 aule (ora Scuola Media Statale “L. Sinisgalli” in via Anzio).

7) Approvazione Programma di incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l’anno 2008, ai sensi dell’art. 3, comma 55, della legge 24 dicembre 2007, n. 244.

8) Zona F12 di P.R.G. – Spazi o edifici per servizi di carattere urbano. Progetto relativo al cambio di destinazione d’uso da autorimessa ad edificio di carattere urbano (uffici pubblici e/o privati) in viale Marconi. Indici e parametri da osservare. Richiedente ARGENZIO Carmela e ANGELUCCI Marco

9) Ordine del giorno per l’adesione alla campagna pro-Tibet.

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CITTÀ DI POTENZA

Consiglio Comunale del 23 maggio 2008

        La seduta ha inizio alle ore 10.00.

PRESIDENTE

         Si procede all’appello nominale. I presenti sono 25; la seduta è valida.

         Prima di dare inizio ai lavori devo giustificare l’assenza del consigliere Santangelo, dovuta a motivi professionali.

         Vorrei poi, se il Consiglio mi dà un po’ di attenzione, fare due brevissime comunicazioni. Innanzitutto, vorrei richiamare i Colleghi – ma forse “richiamare” non è il termine esatto – all’osservanza del divieto di fumare. Ovviamente, in aula questo divieto viene già strettamente osservato – bisogna riconoscerlo – però, siccome ci troviamo, comunque, in un edificio pubblico, qualche Collega mi ha chiesto di portare all’attenzione dei Consiglieri l’esigenza che tale divieto venga rispettato anche nelle aree limitrofe alla sala consiliare.

         L’altro giorno sono state illustrate in conferenza stampa le nuove potenzialità, le nuove linee di attività della parte del sito dedicata alle attività del Consiglio; devo, pertanto, pregare i Colleghi che ancora non lo avessero fatto di provvedere ad inviare agli uffici competenti, utilizzando i contatti telematici indicati sul sito stesso, una propria foto ed un proprio curriculum stringato. Invito tutti i Consiglieri, inoltre, a prendere la buona abitudine di inviare tutto il materiale di loro produzione (interrogazioni, comunicati ecc.) in via telematica, attraverso la posta elettronica, o comunque facendo pervenire agli uffici addetti il materiale in formato elettronico, oltre che su carta, in modo da tenere aggiornato ed arricchire sempre più il sito.

         Possiamo, ora, dare inizio ai lavori del Consiglio. Il collega Lomonaco mi ha chiesto di intervenire in apertura per una comunicazione; prego.

LOMONACO

         Signor Presidente, ciò che vorrei far rilevare riguarda la questione “parcheggio” nei giorni di Consiglio Comunale. Come Lei ben sa, il parcheggio presso la Torre Guevara ha chiuso, e quella era l’area di parcheggio per i consiglieri nei giorni di Consiglio Comunale.

         Io ricordo che, dall’85 in poi, nei giorni di Consiglio Comunale si parcheggiava in Piazza Prefettura. Dopo dieci anni questo non è stato più possibile, per dare a tutti la possibilità… e questo andava bene. La soluzione individuata fu quella che, nei giorni di Consiglio Comunale, il consigliere poteva parcheggiare dove trovava posto.

         Oggi è diventato quasi impossibile trovare parcheggio, per i consiglieri comunali; si è tolta anche per quei giorni la possibilità di trovare spazi, dovuti o non dovuti, ed allora diventa sempre più difficile, e forse è pure per questo che i Consigli Comunali iniziano sempre con ritardo. “Purtroppo” noi consiglieri comunali non abbiamo un autista personale – questo non è un rimprovero – che ci accompagni davanti alla sede del Consiglio, ed allora io prego il Presidente del Consiglio di individuare, per i giorni delle sedute (non mi riferisco alle Commissioni consiliari permanenti), una sede idonea oppure di lasciare il parcheggio libero, non a pagamento, in tutto il Centro Storico, perché se il Consiglio Comunale dura dieci ore… credo che 10 euro costi tanto, anche se è un lavoro che noi facciamo per la collettività.

PRESIDENTE

         Ringrazio il collega Lomonaco per aver sollevato un problema che investe il Consiglio; un problema annoso, che è stato, di volta in volta, risolto con soluzioni provvisorie, a volte anche estemporanee. Posso, comunque, assicurare al collega Lomonaco che l’Ufficio di Presidenza si farà carico di affrontare il problema con l’Assessore alla Mobilità, in modo da individuare una soluzione adeguata per la questione, cosa che mi sembra importante per consentire ai consiglieri comunali di svolgere a pieno le funzioni alle quali sono stati chiamati dall’elettorato.

         Passiamo…

SPADAFORA

         Volevo precisare che i nostri lavori non si svolgono semplicemente il giorno del Consiglio, ma durante tutto l’arco della settimana. Noi ripetutamente abbiamo difficoltà nel trovare parcheggio, anche quando si fanno le Commissioni, in ogni caso.

PRESIDENTE

         Collega Spadafora, quello è un problema aggiuntivo rispetto…

SPADAFORA

         Presidente, semplicemente, visto e considerato che si fa…

PRESIDENTE

         Sì; non vorrei aprire, però, il dibattito su una questione sulla quale sarà l’Ufficio di Presidenza a tentare una soluzione adeguata per l’intera problematica, di concerto con l’Assessorato competente. Evitiamo di aprire il dibattito.

SPADAFORA

         Volevo ricordare particolarmente anche questo aspetto.

PRESIDENTE

         Certamente. Possiamo passare al primo punto all’ordine del giorno: “Interrogazione urgente del consigliere Marsico relativa alle problematiche della scuola elementare «Mercurio» della città di Potenza”. Tale interrogazione, d’intesa con il Consigliere, viene rinviata ad altra seduta, in considerazione dell’assenza dell’assessore Messina, impegnato per motivi istituzionali in altra sede. Pertanto, l’interrogazione viene rinviata alla prossima seduta utile del Consiglio Comunale.

         Passiamo, quindi, al punto 2: “Modifica composizione della Commissione consiliare temporanea per l’approfondimento delle problematiche connesse alle espropriazioni pregresse, costituita con delibera di Consiglio comunale n. 97 dell’1.10.2007”.

         E’, sostanzialmente, una deliberazione che prende atto delle intervenute modifiche della composizione dei gruppi consiliari e delle risultanze di un’intesa raggiunta in sede di Conferenza dei Capigruppo.

         La delibera riformula la composizione della Commissione speciale per gli espropri come vado a leggere: “Antonino Garramone presidente, Rocco Liccione vicepresidente, Piero Bongiovanni, Rocco Continolo, Nicola Di Chiara, Rocco Lepore, Antonio Pesarini, Paolo Galante, Nicola Mussuto, Michele Napoli, Luciano Petrullo, Felice Scarano, Marcello Travaglini, Roberto Galante”.

         Non ci sono interventi. Pongo in votazione la deliberazione. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La deliberazione è approvata all’unanimità. Per l’immediata esecutività: favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è immediatamente esecutiva.

         Passiamo al terzo punto all’ordine del giorno: “PRUSTT di Potenza e del territorio Potentino – «Completamento della riqualificazione urbana della ex fornace La Sala» – Zona F4B1 di P.R.G. Adozione del Piano di Lottizzazione”.

         La deliberazione è stata approvata a maggioranza dalla Terza Commissione consiliare, con il voto favorevole del Partito Democratico e dell’UDEur, con l’astensione di Alleanza Nazionale, Rifondazione Comunista, Verdi, Popolari Uniti, Gruppo Misto e con l’assenza, all’atto della votazione, di Patto Segni, Forza Italia e SDI.

         Devo, inoltre, comunicare all’Assemblea che sulla deliberazione sono stati proposti, dal consigliere Travaglino, due emendamenti di cui do lettura per consentire all’Assemblea di svolgere una discussione generale sull’intera deliberazione, e quindi anche sugli emendamenti proposti.

         L’emendamento numero 1 dice: “All’articolo 3 dello schema di convenzione, tavola 16, aggiungere, dopo le parole «… esclusivamente alla realizzazione di una struttura di pubblico interesse», le parole «scelta con delibera consiliare entro 30 giorni dalla sottoscrizione della convenzione»“.

         Il secondo emendamento dice: “Aggiungere all’elenco di cui all’articolo 3 della convenzione, tavola 16, il punto M): «Alloggi a canone calmierato concordato e sociale da assegnare con criteri stabiliti dall’Amministrazione»“.

         Sulle due proposte di emendamento c’è un parere di regolarità tecnica formulato dall’Ufficio, di cui vi do anche lettura, perché mi pare giusto che i Colleghi siano edotti sul parere dell’Ufficio: “Emendamento numero 1. Fermo restando il potere programmatorio del Consiglio Comunale, si ritiene che lo stesso debba essere manifestato nella fase di adozione e successiva approvazione del piano attuativo, e non rinviato ad una fase seguente alla stipula della convenzione urbanistica. Lo schema di convenzione allegato al piano elenca in maniera prescrittiva una serie di destinazioni d’uso per la struttura di pubblico interesse concordata tra Amministrazione e proponente del PRUSST la cui scelta effettiva è rinviata alla presentazione del permesso di costruire“.

         Sul secondo emendamento l’Ufficio dice: “La realizzazione nell’area in questione di edilizia residenziale sociale – alloggi da cedere in affitto a canone calmierato – non è prevista né nel vigente Piano Regolatore Generale, con specifico riferimento alle previsioni del PRUSST sull’ambito in oggetto, né nel Regolamento Urbanistico in itinere. In particolare, nel dimensionamento del R.U., non figura tale quota di nuova residenzialità. L’introduzione di detta previsione configgerebbe, pertanto, con i contenuti normativi generali e con il lavoro istruttorio di perfezionamento del piano attuativo posto in essere dall’Amministrazione che ha portato alla sottoscrizione dell’atto di intesa citato in delibera.

Al fine di fornire, comunque, ogni considerazione utile alla discussione si riferisce in merito all’eventuale rispetto degli standard pubblici in caso di realizzazione di ERS (Edilizia Residenziale Sociale) in luogo di altre destinazioni per la struttura di interesse pubblico. Nel piano attuativo tale struttura è considerata a destinazione direzionale e ad essa consegue una superficie di standard pubblici di metri quadrati 1.627 così determinati…“. E poi l’Ufficio dà una serie di elementi di calcolo numerico che sono, comunque, a disposizione dei Colleghi, e che ritengo non utile andare a leggere.

         L’Ufficio conclude: “Si evidenzia, pertanto, che le superfici di standard previste nel piano comunque soddisfano ed eccedono le quantità necessarie per la residenzialità. Si ritiene, infine, utile evidenziare che l’orientamento legislativo più recente (Finanziaria 2008) prefigura l’ERS come standard pubblico in sé“.

         Data lettura degli emendamenti e del parere dell’Ufficio, passiamo all’illustrazione della delibera. Passo la parola all’assessore Fiore.

FIORE

         Questo provvedimento (“Completamento della riqualificazione urbana dell’ex fornace La Sala”) credo sia importante, perché va nella direzione di dare continuità all’azione amministrativa già intrapresa da questo Consiglio Comunale nella riqualificazione urbana di alcuni ambienti della città, di alcune aree della città, ed in particolare delle aree dove insistono le ex fornaci. Noi già abbiamo avviato, come tutti voi sapete, i lavori nell’area dell’ex fornace Ierace; con questo provvedimento, con questo PRUSST, noi andiamo a prevedere la riqualificazione ed il piano da realizzare nella ex fornace La Sala, che si trova verso l’Epitaffio, ed abbiamo già mandato in Terza Commissione anche un altro provvedimento, che riguarda l’ex fornace Carelli. Mi risulta che la Terza Commissione abbia già iniziato l’iter di valutazione di questa proposta per far arrivare anch’essa in Consiglio Comunale e, quindi, completare il quadro della riqualificazione urbana che si riferisce a queste tre fornaci.

         Devo dire che il risultato che oggi viene posto all’attenzione del Consiglio Comunale è frutto di un lavoro intenso effettuato dagli uffici con l’Amministrazione, con numerose riunioni fatte con i proponenti per arrivare alla definizione di un piano il meno impattante possibile, che rispetti e recepisca già le direttive previste nel nuovo Regolamento Urbanistico. Molte di queste previsioni sono già state introdotte e recepite anche in questo piano.

         Con questo piano, quindi, noi andiamo a realizzare parzialmente le previsioni del Regolamento Urbanistico, laddove prevediamo che una parte delle aree di pubblico interesse vengano cedute all’Amministrazione comunale gratuitamente. Questo significa che vi è un’inversione di tendenza rispetto al passato e che vi è anche la consapevolezza che le opere di urbanizzazione previste nel piano siano compatibili con gli insediamenti che si vanno a realizzare, dando – naturalmente – risposte esaustive e complete alle aspettative non solo dei proponenti, ma anche dei cittadini che alla fine utilizzeranno queste strutture.

         Il piano, inserito nel PRUSST e nella variante approvata nel dicembre 2002, si riferisce ad un piano già regolamentato nel vecchio Piano Regolatore della città, che dava la possibilità, con i parametri previsti nel vecchio Piano, di realizzare ben 53.683 metri cubi. Con il piano presentato nell’ambito del PRUSST i metri cubi si sono ridotti a 44.742 e nell’atto di intesa sottoscritto con i proponenti sono stati ancora limati, addirittura, per cui il piano che oggi arriva in Consiglio Comunale si presenta con una proposta complessiva di 43.970 metri cubi, di cui 28 mila circa destinati a residenziale, 8.948 a direzionale e commerciale e 6.710 ad attività di pubblico interesse, a fronte di 13.500 circa, in quanto, avendo noi concordato la cessione gratuita di parte del lotto pubblico, abbiamo ridotto questo intervento di iniziativa di interesse pubblico al 50%.

         Inoltre, sempre nel piano, e quindi nell’atto di intesa, è prevista la cessione gratuita di due terzi del lotto pubblico, e quindi di 1.976 metri quadrati che andranno all’Amministrazione. Chiaramente, vengono rispettati i parametri previsti per le urbanizzazioni, con la realizzazione di verde di quartiere su una superficie di 4.585 metri quadri, parcheggi pubblici su una superficie di 4.010 metri quadri, viabilità pubblica su una superficie di 3.210 metri quadri. Come vedete, ci sono tutte le capacità per dare una risposta completa ed esaustiva alle aspettative di coloro che andranno, poi, ad insediarsi nella zona. L’ultimo lotto, che è quello pubblico, pari ad un terzo dell’area destinata a pubblico interesse, è di 987 metri quadri, dove potranno essere realizzati quei 6.710 metri cubi cui facevo cenno prima.

         Di fatto, quindi, con quello che sottoponiamo oggi all’attenzione del Consiglio Comunale andiamo a definire un piano che già recepisce in buona parte le regolamentazioni che già il Consiglio Comunale ha adottato nell’ambito del Regolamento Urbanistico. Io ritengo che sia un appuntamento importante, e ringrazio la Terza Commissione per il lavoro fatto nell’esaminare, portare avanti ed approvare questo piano e credo che, con questo, diamo il via ad una riqualificazione completa della città per ciò che attiene alle aree delle ex fornaci presenti nella città.

PRESIDENTE

         Ringrazio l’assessore Fiore per l’illustrazione della pratica. Ci sono interventi? Consigliere Travaglini, prego.

TRAVAGLINI

         Intervengo per aprire il dibattito sul PRUSST della fornace La Sala. Vengo anche agli emendamenti presentati ed alla discussione su di essi, per vedere se è possibile arrivare, in qualche modo, ad una decisione. Vediamo un po’ da cosa scaturiscono questi due emendamenti, che riguardano – lo sottolineo – la parte pubblica, per i 6 mila metri cubi.

Parto dalla premessa della relazione allegata alla proposta di delibera, che ricorda che il Consiglio Comunale, nel 1998, approvò il piano di lottizzazione e relativo piano di convenzione della zona F4B1 di cui stiamo parlando. Quando parla poi del lotto pubblico, che era di circa 13 mila metri cubi da costruire (oggi – lo diceva pure l’Assessore – passiamo a circa 6 mila metri cubi), la relazione dice: “La convenzione ha destinato il lotto pubblico per iniziativa pubblica alla realizzazione di una struttura di interesse generale da gestire da parte del Comune con possibilità di concessione al privato previa delibera consiliare“.

         Oggi, invece, diciamo all’articolo 3 della convenzione: “Il lotto A1 è riservato dal Piano di lottizzazione alla realizzazione di attività di pubblico interesse – rimane questo – a destinazione terziaria per una misura di metri cubi 6.700. Esso sarà destinato per iniziativa privata – quindi passiamo dall’iniziativa pubblica all’iniziativa privata – esclusivamente alla realizzazione di una struttura di pubblico interesse – questo rimane – nell’ambito delle seguenti tipologie singole o aggregate…” e ci sono una decina di tipologie (uffici di enti di diritto pubblico, sale da ballo, case di riposo, cliniche ecc.). “Il progetto per il rilascio del permesso di costruire dovrà espressamente indicare l’uso o gli usi previsti tra quelli consentiti, anche in termini aggregati“.

         Allora, voglio far notare con questo passaggio come si va sviluppando negli anni e consolidando, anzi, il problema di delegare. Lo ripetiamo spesso, ma poi arriviamo a toccarlo con mano quando dobbiamo deliberare, quindi non è teoria. Tocchiamo con mano quello che è un consolidato, cioè passare al privato anche ciò che è di interesse generale, ovvero pubblico, e ciò che era riportato nelle convenzioni – firmate anche, ovviamente, dai proponenti, oltre che dall’Amministrazione – come di iniziativa pubblica da gestire da parte del Comune (e quindi rafforza anche la gestione), che ha la possibilità (quindi è una possibilità) di concedere ad un privato (cooperativa o forma di società privata o quello che è), secondo i fini…

         Oggi, invece, noi andiamo a contrattare, perché questo deriva da un processo di concertazione, di contrattazione tra l’Amministrazione ed il proponente privato, delegando praticamente tout court su un carnet, su un menù abbastanza vasto, al privato di scegliere. Come sceglie un privato? Un privato ha il dovere… un investitore privato (non un privato cittadino, che ha un interesse particolare) quando investe ha l’obbligo ed il dovere “etico” di scegliere quello che più rende all’investimento e, quindi, sceglierà quello che più rende all’investimento, reputando tutti noi indifferenti rispetto al bisogno pubblico.

         Allora: dobbiamo assolutamente riportare la cosa pubblica nelle mani del pubblico, almeno per grossa parte. Di che cosa ha bisogno un quartiere o una zona che sia ad est, ad ovest, o quant’altro? Credo che abbia bisogno di cose che sono inerenti a quella zona, inerenti a quella popolazione, inerenti a quell’ambito, e non tutti gli ambiti sono uguali. Chi può decidere questo, se non il Consiglio Comunale delegato a pianificare sulla città con i suoi uffici, i suoi assessorati, con tutto l’apparato amministrativo?

         Che cosa si concerta con il privato? Con il privato si concerta… l’Amministrazione Pubblica non edifica, non è un’impresa edile o di altro tipo… chiaramente, per far costruire le proprietà (non è proprietaria dei terreni) dovrà andare a concertare questo; ma se in una pianificazione è previsto pubblico, pubblico deve essere l’iter, pubblico deve essere il manufatto, in questo caso, che si va a costruire, pubblica è, quindi, con i canoni istituzionali, la decisione. L’emendamento numero 1 va in questa direzione.

Ora, chiaramente, per chiudere questo aspetto, invito tutto il Consiglio Comunale a prendere in considerazione il significato dell’emendamento (che è quello che ho qui illustrato e che è stato letto prima dal Presidente), lo spirito dell’emendamento, e spero che si apra un dibattito e che possa essere accolto e che, in qualche modo, ci sia la disponibilità a rivedere, a concertare insieme a tutto il Consiglio Comunale un’ipotesi di uscita il più condivisa possibile.

         Rispetto all’emendamento numero 2, è chiaro che qui c’è un discorso molto più generale che tocca un aspetto che, comunque, va discusso in una sede più allargata: se sono da considerare interesse generale, ovvero pubblico, gli alloggi di edilizia residenziale sociale – e questo ormai è anche un filone sancito dalla scorsa Finanziaria e, in qualche modo, tradotto in alcuni principi del Regolamento Urbanistico -, e l’introdurre anche gli alloggi a canone calmierato, che sono un’altra tipologia di costruzioni e di uso. Anche questo ha un’accezione pubblica. Per quanto ci vada una famiglia privata, in un alloggio, è chiaro che soddisfare un bisogno sociale è oggi un interesse pubblico, e questo credo sia indubbio. Quindi spero che si apra una discussione e che si vada a condividere qualcosa circa lo spirito e i contenuti dell’emendamento.

         Per quanto riguarda, poi, la volumetria, l’Assessore diceva: “E’ vero che c’è stata una riduzione ecc.”, però, sempre leggendo la relazione illustrativa, i metri cubi, nel piano iniziale del ’98, erano un totale di 44.742, con un lotto pubblico di 13 mila metri cubi, oggi passati a 6.700, e 4 lotti privati (numerati 1, 2, 3 e 5), complessivamente su una superficie di 6 mila metri con un volume di 31.319.

         Oggi, al di là di tutto, invece, siamo ad una volumetria privata pari a 37 mila metri cubi, quindi un più 6 mila (quindi non c’è una diminuzione di quella). Per correttezza devo dire che è una somma. La volumetria privata del piano originale, quindi, non viene abbassata (erano 31 mila), ed evidentemente gli altri 6 mila sono volumetria riconosciuta dal Piano Regolatore Generale su aree aggiuntive, distinta in residenziale e terziaria, mentre il lotto pubblico da 13 mila passa a 6 mila.

          Questi sono i numeri da leggere nella relazione, e quindi la volumetria totale rimane invariata, quindi non c’è un abbassamento della volumetria in sé. Ovviamente si tiene conto della volumetria aggiuntiva del Piano Regolatore Generale. Questi sono i numeri che leggo, per capire che – tutto sommato – si è concertato, va bene… si è concertato uno spazio pubblico, ma si è concentrato su un terzo il 50%, e ciò che effettivamente si è dimezzato è la volumetria pubblica. Anche su questo, nello spirito che prima raccontavo, c’è da osservare che quando si cede, si cede al privato. Dobbiamo rafforzare il livello di “contrattazione” dell’Amministrazione su interesse pubblico e interesse privato, perché non è più uno “scivolamento”, ma il consolidamento di un atteggiamento di tutte le Amministrazioni e, evidentemente, di un assunto ideologico rispetto al principio che il privato conta quanto un’Amministrazione intera (e dico un privato, non gli interessi collettivi privati o le associazioni private o quant’altro… un privato che presenta, in questo caso, un piano di lottizzazione).

         Questa è un’osservazione importante per capire…ho finito, un minuto solo, i dieci minuti giusti, ho preso… per capire che…

PRESIDENTE

         Collega, non è un problema di tempo; è un problema di attenzione dei Consiglieri, che vedo piuttosto “evanescente”, questa mattina.

TRAVAGLINI

         Sono i difetti dell’informazione. Dopo che è stato inserito il dibattito in Internet, l’attenzione può scendere, perché “me lo leggo a casa”. Quindi dobbiamo evitare di pubblicizzare troppo, quindi l’attenzione è troppa… Comunque, ho concluso e spero che si apra un dibattito per vedere dove possiamo arrivare.

         Poi, in sede di dichiarazione di voto, chiaramente, si svilupperà un altro tipo di discussione. Grazie.

PRESIDENTE

         Consigliere Bongiovanni, prego.

BONGIOVANNI

         Rispetto all’argomento ed anche alle sollecitazioni che il consigliere Travaglini ci ha sottoposto, io ritengo che, anche utilizzando lo strumento delle varianti rispetto a questo provvedimento, questa poteva essere l’occasione per vedere realizzato, o cominciare a vedere realizzato, il Regolamento Urbanistico. Noi abbiamo approvato di recente un Regolamento Urbanistico che cerca all’interno del territorio urbano aree con il principio della perequazione, per poter poi recuperare aree per il pubblico, per la realizzazione di tutta una serie di iniziative. Avevamo, quindi, la possibilità – ripeto: anche attraverso l’ipotesi della variante – di immaginare, ad esempio, di cominciare a rispondere all’esigenza pressante di case di edilizia popolare all’interno della nostra città, e facciamo una scelta diversa.

         Io rimango perplesso – devo essere sincero – rispetto a questa scelta, ed obiettivamente anche il fatto che la rimodulazione, la rinuncia a metri cubi debba essere in capo prevalentemente alla parte pubblica e meno alla parte privata mi lascia perplesso.

PRESIDENTE

         Consigliere Coviello, prego.

COVIELLO

         Volevo riprendere un attimo quello che diceva il consigliere Bongiovanni, esprimendo anche io qualche perplessità in merito. Da un anno a questa parte in questa città si parla molto di urbanistica, forse solo di urbanistica; è uno dei pochi argomenti che regge l’economia di questa città, e quindi è anche normale che si parli molto di questo argomento.

         Noi parliamo di PRUSST, di cose che vengono da lontano, non da questa Amministrazione, di progetti che sono stati presentati già diversi anni fa. I PRUSST sono interventi pubblici sostenuti dai privati. La cosa che fa specie in questa delibera, Presidente (l’Assessore è uscito), è una mancanza dell’Amministrazione nel cercare di rimodulare questo PRUSST secondo le nuove filosofie interpretate da questa Amministrazione.

         Noi abbiamo discusso molto del Regolamento Urbanistico, della filosofia perequativa, di come l’Amministrazione doveva cercare di avere un diverso rapporto con le classi imprenditoriali ed economiche per avere più disponibilità di terreni per poi cercare di avere spazi pubblici e, in questo caso, edilizia popolare.

         Io credo che un PRUSST che venga presentato in Consiglio così come era il PRUSST presentato nel suo progetto non tolga niente… Per lo meno, non vogliamo togliere qualcosa a qualcuno, noi cerchiamo di rimodulare questo PRUSST secondo delle filosofie nuove.

         Io esprimo, quindi, le stesse perplessità che venivano espresse dal consigliere Bongiovanni, ed accetto l’emendamento di Travaglini, cercando di discutere nel merito, specialmente del primo emendamento. Sentirò anche cosa i Colleghi di Maggioranza pensano degli emendamenti, anche perché prima non è stata fatta alcuna discussione, quindi siamo anche un po’ impreparati. Trovare una sintesi su questo tema sarebbe una cosa buona.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Coviello. Consigliere Rinaldi, prego.

RINALDI

         Grazie, Presidente. Preliminarmente, in quanto Presidente della Commissione competente, vorrei chiarire che, purtroppo, la discussione sugli emendamenti del consigliere Travaglini non ha potuto avere luogo in Commissione, come forse meglio sarebbe stato, per una semplice discrasia di tempi, di elaborazione e presentazione degli emendamenti. Non che la procedura utilizzata non sia corretta, tutt’altro, ma probabilmente avremmo in Commissione trovato una giusta e conveniente sintesi per le corrette problematiche proposte. Dico corrette dal punto di vista della bontà, perché tentano di perseguire fino all’extrema ratio l’interesse pubblico, quindi tanto di rispetto per gli emendamenti del consigliere Travaglini.

         Abbiamo avuto modo di discuterne a margine della Commissione, quando ormai la stessa aveva concluso i lavori sull’argomento. Di fatto, ci eravamo già intesi. Io non torno a commentare troppo nello specifico i due emendamenti, anche perché la risposta dell’Ufficio è già abbastanza esaustiva e comprensiva delle considerazioni oggettive che impediscono l’accoglimento dei due emendamenti, di uno in particolare, il secondo, laddove il Consigliere, al fine dell’interesse pubblico e della tutela delle categorie più deboli, aspira a voler introdurre la possibilità di utilizzare le volumetrie di interesse pubblico, almeno in parte, per alloggi da destinare a canone calmierato.

Ebbene, sicuramente la finalità è nobilissima, si ispira ad una norma della Legge Finanziaria 2008 dello Stato che, tuttavia, è riconducibile ai piani complessi, non al singolo piano di lottizzazione, al singolo piano attuativo. E se questo è, come è, è appena sufficiente ricordare che il Regolamento Urbanistico a cui si rifà questo PRUSST nel suo insieme già contiene una serie di individuazioni di aree destinate alla realizzazione di alloggi di edilizia pubblica e lo fa come mai è accaduto nella storia urbanistica di questa città.

         Pertanto, voler introdurre nel singolo piano di lottizzazione, o attuativo, se ritenete, un’ulteriore previsione di alloggi di questo tipo può tradursi quasi in una “vessazione” nei confronti di un piano che, in uno al Regolamento Urbanistico, concorre già alla determinazione di un certo numero di stanze in una ripartizione anche di destinazione d’uso che lo strumento complessivo già prevede. Sicuramente (ne abbiamo già discusso in Commissione, ripeto, anche se a valle della presentazione al Presidente del Consiglio) noi riteniamo che questo emendamento non possa trovare accoglimento; sarebbe una azione di grave ingiustizia nei confronti del piano, ma creerebbe – attenzione! – anche un pericolosissimo precedente nei confronti di piani successivi, che pure sono stati già contemplati come DUP all’interno del Regolamento Urbanistico, uno dei quali è già arrivato, peraltro, all’attenzione della Commissione competente. Insomma, andrebbe a stravolgere la previsione complessiva di Regolamento Urbanistico, perché – ripeto – questo piano è già previsto all’interno del Regolamento Urbanistico come previsione complessiva.

         Per quanto riguarda il primo emendamento, anche di questo, a latere della Commissione, si è discusso con il consigliere Travaglini. Sostanzialmente, si conviene sulla necessità che questa stringa di ipotesi di destinazioni d’uso, così astrattamente e genericamente indicata come edifici di interesse pubblico, che prevede una pletora di possibilità, sia ridotta a più ragionevoli suggerimenti. Questo è un argomento di carattere generale che non riguarda lo specifico piano attuativo. Anche il vecchio Piano Regolatore Generale – vi ricordo – contemplava alcune zone omogenee, definite “F”, come zone per edifici di interesse pubblico, elencando una quantità infinita di ipotesi di destinazione: dall’ufficio postale all’ospedale, dalla caserma dei militari a quella dei Carabinieri e via dicendo, dalla banca alla scuola o all’asilo.

         Insomma, una programmazione che si rispetti ed una pianificazione di un quartiere, prima ancora che dell’intera città, sicuramente dovrebbe riferirsi ad un range di possibilità un po’ più ristretto, che dia veramente ragione all’esistenza, a monte, di una programmazione.

         Bene, questo io credo sia ragionevolmente possibile ancora recuperare, semmai non proprio nella previsione abbastanza generica ed astratta con la quale (devo dire) è stato formulato asetticamente l’emendamento, ma magari circostanziando meglio la possibilità che si demandi all’Ufficio, nelle more dell’approvazione definitiva del piano di lottizzazione (perché potrebbe andare in adozione tal quale in questo momento), la verifica, previo studio dei bisogni reali dell’area di quel quartiere, di quali possono essere, nell’ambito di quella elencazione abbastanza “affollata”, le migliori previsioni di utilizzazione di questi 6 mila e rotti metri cubi di edifici da realizzare per l’interesse pubblico.

Questo, ovviamente, non potrà che avvenire d’intesa e d’accordo con il consorzio privato proponente la lottizzazione e potrebbe anche, per esempio, non escludere la possibilità che questo edificio di interesse pubblico possa essere anche… insomma, gli darei un taglio più concreto… si possa anche, per esempio, ipotizzare, attraverso un’apposita convenzione, che possa essere gestito da altri e non dallo stesso privato che lo realizza. Però, ripeto, tutto questo andrebbe demandato, nel tempo più che sufficiente che abbiamo davanti a noi, tra adozione ed approvazione, all’Ufficio, che potrebbe redigere una sensata proposta da sottoporre all’approvazione del Consiglio Comunale.

         Sostanzialmente, quindi, dico che il primo emendamento potrebbe trovare giusto accoglimento, se ridefinito un po’ più nel dettaglio procedurale. Questo, ovviamente, prevede che da subito il piano di lottizzazione venga comunque adottato così come proposto dall’Ufficio e come illustrato dall’Assessore, perché frutto della negoziazione già avvenuta tra l’Amministrazione Comunale ed il consorzio privato, che – lo ribadisco – in coerenza con il Regolamento Urbanistico ha dovuto cedere…al di là del fatto che le volumetrie siano rimaste invariate… insomma, è stato assoggettato al principio di cessione gratuita di aree che il Regolamento Urbanistico ha efficacemente introdotto. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie a lei, Collega. La parola al consigliere Triani.

LAIETA

         Presidente…

PRESIDENTE

         Chiedo scusa, Collega, la parola è al consigliere Triani.

LAIETA

         Ma gentilmente il collega Triani mi ha concesso… Presidente, però l’avevo chiesta prima la parola.

PRESIDENTE

         Prego, Collega.

LAIETA

         Dopo la riflessione del consigliere Rinaldi, che è il Presidente della Commissione adita, penso sia necessario, proprio per dare a tutti non solo la sensazione, ma la certezza che si è aperti a qualsiasi confronto (noi non vogliamo “chiudere” a nessuno, l’Amministrazione, quindi, è aperta)… Dopo, quindi, le riflessioni che sono state fatte sia sul primo che sul secondo emendamento, noi proponiamo, come PD, un emendamento, ovviamente già concordato, perché la pratica abbia completezza di passaggi. Proponiamo l’emendamento che fra poco leggerò e che poi porterò al Presidente del Consiglio, che riassume in poche parole, che prevede, che va nella direzione sia di quanto detto ed osservato dal consigliere Travaglini, sia di quanto osservato dai Popolari Uniti, sia di quanto giustamente detto dal Presidente della Terza Commissione competente.

         Noi diciamo questo: “Nelle more dell’approvazione definitiva del programma di riqualificazione, si impegna l’Ufficio competente, previo studio dei bisogni dell’area interessata, ad elaborare una proposta di destinazione d’uso della volumetria di interesse pubblico, pari a circa 6.700 metri cubi, che contempli non più di due ipotesi concrete. Tale proposta sarà approvata dal Consiglio Comunale“.

         Qui ci sono due bisogni; c’è il bisogno tecnico, ed ecco, quindi, che bisogna interessare l’Ufficio, e c’è il bisogno amministrativo, cioè politico, per la scelta definitiva. Noi riteniamo che l’Ufficio debba fare queste due proposte; sarà poi interessata la Commissione competente, nella quale tutti i gruppi politici rappresentati possono trovare la sede ideale per la discussione, il confronto e la scelta finale per proporre successivamente al Consiglio la determinazione della Commissione, con la scelta finale della pratica e, quindi, il voto definitivo. Io ho chiuso.

PRESIDENTE

         Prendiamo atto che c’è una proposta di emendamento ulteriore da parte del gruppo del PD. Possiamo dare ora la parola al consigliere Triani.

TRIANI

         Presidente, Colleghi (non vedo il Sindaco, ma credo sia in aula), su questa delibera i Popolari Uniti, in Commissione consiliare, si sono astenuti, con un voto espresso dal Capogruppo nel nostro raggruppamento politico, perché intorno a questo piano ruotano alcune perplessità che – devo essere sincero – questa mattina non hanno trovato soluzione, nel senso che non hanno trovato motivo di sostanziale dissipazione delle stesse.

         La stessa riflessione fatta dal Presidente della Terza Commissione, nel lodevole tentativo di legare il piano al Regolamento Urbanistico, a noi pare sostanzialmente una forzatura, perché ci sono due dati rispetto ai quali vorrei esprimere le nostre perplessità.

         Questo piano prevedeva circa 14 mila metri cubi di intervento di edilizia pubblica. Oggi viene in adozione una proposta da parte dell’Ufficio, con una riduzione dell’intervento a circa 7 mila metri cubi, con una sostanziale rimodulazione di circa 6 mila metri cubi in un intervento di verde pubblico. Qual è il punto che a noi sembra una forzatura proposta al Consiglio questa mattina? Il fatto che…

Fase interlocutoria

TRIANI

Ma siamo in votazione o siamo in sede di dibattito? Mi pare che siamo in sede di dibattito; se non ci è consentito dibattere, non dibattiamo!

Il sostanziale motivo di perplessità per cui il nostro Capogruppo in Commissione si è astenuto è questo: la rimodulazione effettuata a valle dell’approvazione del Regolamento Urbanistico (nel quale, con il piano operativo, noi abbiamo, in due comparti, tentato di acquisire aree perché fosse possibile un intervento di edilizia pubblica) oggi vede, con l’approvazione di questo piano, la sostanziale rinuncia alla possibilità che l’Amministrazione aveva di realizzare anche, se vogliamo, edilizia pubblica a fronte di una zona verde che, certo, renderà il quartiere più agibile dal punto di vista della funzionalità…

Ci sono due dati che a noi sono sembrati fortemente in contraddizione tra loro e, devo dire, anche il lodevole intervento del Presidente della Terza Commissione, che tentava di rendere compatibile la scelta del PRUSST con il Regolamento Urbanistico, oggettivamente non ci ha convinti e non ci convince più di tanto. Ciò detto, però, dichiaro che noi voteremo a favore di questo piano, e voteremo a favore di questo piano sia per vincolo di Maggioranza, per solidarietà nei confronti della Maggioranza alla quale partecipiamo, ma anche perché, se da una parte vi sono dei motivi che non ci fanno essere convinti, dall’altro lato quelle stesse motivazioni non ci paiono tali da portarci ad esprimere un voto sostanzialmente dissimile da quello del resto della Maggioranza.

PRESIDENTE

         Grazie, consigliere Triani. Ha chiesto di intervenire il consigliere Petrullo.

PETRULLO

         Intervengo, più che altro, per formulare una proposta operativa. Dal momento che il provvedimento appare piuttosto complesso, per come è nato, per come si è sviluppato e soprattutto per le vicissitudini che sta avendo in quest’aula, con presentazione di emendamenti ed altro, io chiedo e propongo che il provvedimento torni in Commissione, perché sia possibile per tutti i gruppi politici affrontare la questione degli emendamenti con l’approfondimento che la questione richiede, in maniera da poter anche, eventualmente, contemperare le esigenze politiche che verranno prospettate e venire qui con un provvedimento che potrebbe trovare l’accordo di molte più forze politiche. Questa è la mia proposta. Grazie.

PRESIDENTE

         Ringrazio il collega Petrullo, che propone un rinvio in Commissione della deliberazione iscritta all’ordine del giorno. A termini di Regolamento, pongo in votazione tale proposta che mi sembra preliminare rispetto al prosieguo della discussione generale. Pongo in votazione la proposta di rinvio in Commissione. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La proposta è bocciata a maggioranza, nessun astenuto, con il voto favorevole del consigliere Mussato, di Alleanza Nazionale e di Forza Italia.          Possiamo quindi procedere nella discussione generale. C’era una ulteriore richiesta di intervento da parte del Collega Mussuto. Prego.

MUSSUTO

         Grazie, Presidente. Io credo che abbiamo perduto una bella occasione, perché la proposta del collega Petrullo, a parer mio, andava nella direzione giusta ed era una proposta saggia. Il precedente…

Fase interlocutoria

MUSSUTO

Non è questione di tatticismo; non è questione di tatticismo. Il precedente intervento del collega Triani, per quanto questi abbia poi affermato, nella fase finale, che avrebbe votato a favore, avrebbe dovuto far riflettere i Colleghi della Maggioranza, e credo che avrebbe dovuto far riflettere anche la votazione in Commissione. Io credo che non sia un caso – e su questo i Colleghi della Maggioranza avrebbero dovuto fare una riflessione attenta – che tutti ci siamo astenuti, eccezion fatta per il PD. Probabilmente, questo tema meritava un approfondimento particolare. Dico che meritava un approfondimento particolare perché effettivamente noi – diceva bene il collega Coviello -, in questo ultimo anno, abbiamo sviscerato a più non posso edilizia residenziale, Regolamento Urbanistico, edilizia convenzionata, sovvenzionata… ormai sono diventati termini sulla bocca di tutti, e tutti quanti siamo a conoscenza dei vari distinguo che ci sono nell’uno e nell’altro caso.

Fase interlocutoria

MUSSUTO

Io credo che bisognerà riprendere un po’ il capogruppo del PD, perché non è possibile in questo modo. Presidente, faccia Lei, perché sennò diventa un mercatino davvero; tanto vale che ce ne andiamo, a questo punto, e lasciamo la sala libera. Mi deconcentri; perdonami, collega Laieta…

Fase interlocutoria

MUSSUTO

         Stavo dicendo che, durante questo periodo di discussione forte del Regolamento Urbanistico, abbiamo messo l’accento, un po’ tutti, sulla necessità di avere edilizia residenziale pubblica, sia convenzionata che sovvenzionata. E un po’ dappertutto abbiamo cercato di aprire la strada a questa possibilità. Stranamente in questo PRUSST, laddove c’era anche possibilità di adibire un lotto sostanziale, di una certa rilevanza, all’edilizia pubblica, noi l’abbiamo ceduto per realizzare verde, parcheggi e quant’altro che sicuramente, dal punto di vista del carico urbanistico, dal punto di vista ambientale, sono un fatto positivo. Io mi sarei anche aspettato, però, che se l’Amministrazione doveva cedere parte della sua volumetria a favore dell’aspetto ambientale, ci fosse una rinuncia anche da parte del privato, ma questo non si evince da nessuna parte, assessore Fiore. I numeri li ha enunciati bene il collega Travaglini, perché sono quelli.

         Quindi, probabilmente, questo provvedimento andava riveduto nella sua parte fondamentale, nei numeri. Questo dà tutta la sensazione di essere… per come è dal punto di vista geografico, per come è delimitato… dà tutta la sensazione, ed ha le caratteristiche, di essere un parco.

         Noi che cosa facciamo? Sostanzialmente, rinunciando a quella che è la disponibilità pubblica, andiamo a valorizzare questo “parco”, lasciatemi passare questo termine tra virgolette. Questo torna a vantaggio di chi? Sicuramente della vivibilità del quartiere, sicuramente di un minore impatto ambientale… tutte cose positive che però, poi, si possono tradurre in maggiori vantaggi per il consorzio.

         E l’Amministrazione che cosa ci guadagna? Noi siamo soliti dire che “ci fa la piazza”! Questo è un termine che è partito dal Sindaco, nella fase iniziale, e poi un po’ tutti ce ne siamo appropriati. Non è vero; stiamo dando un messaggio sbagliato, che non è quello reale. Quando noi diciamo “ci fa, il consorzio, l’impresa, ci fa…”… ce li fa con i soldi dell’urbanizzazione, del costo di urbanizzazione; sia chiaro questo, quindi non ci regalano assolutamente niente! Questo l’abbiamo fatto emergere non più tardi di ieri in Commissione.

         Probabilmente, dobbiamo rivedere la terminologia che andiamo ad usare. A questo punto io dico: se questo è, io credo che questo PRUSST andasse riveduto nella sua parte fondamentale, che è appunto la volumetria. Non è stata accolta la proposta del collega Petrullo. Me ne dispaccio, ma credo che voterò contro questo PRUSST, proprio perché non mi convince nella sua parte sostanziale. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie, collega Mussuto. Non ci sono altri interventi nella discussione generale. Diamo la parola all’Assessore per la replica.

FIORE

         Credo che la discussione abbia messo in evidenza che il piano recepisce alcune innovazioni introdotte dal Regolamento Urbanistico (io l’avevo specificato nel mio intervento), come la cessione gratuita di aree al Comune perché la convenzione stipulata a suo tempo per l’ingresso nel PRUSST di questo piano all’articolo 14 prevedeva che un lotto fosse destinato a pubblico interesse, ma non veniva specificato assolutamente che quel lotto sarebbe stato gratuito per l’Amministrazione comunale, tant’è che, per poter realizzare una struttura pubblica, l’Amministrazione avrebbe dovuto espropriare il lotto, pagare e realizzare.

         Non avendo noi le disponibilità finanziarie per realizzare questo intervento, è chiaro che abbiamo raggiunto un’intesa nella quale abbiamo ridimensionato il lotto pubblico, nel suo interevento, a 6.700 metri cubi, destinando la parte residua a verde, a piazza… Noi non entriamo nel merito delle opere di urbanizzazione, ma delle cose che servono per migliorare la fruibilità del quartiere e per chi ci andrà ad abitare. Questa è la motivazione che ci ha spinti.

         Per quanto riguarda l’impatto, devo dire che, siccome alcuni fabbricati che saranno realizzati sono a monte, verso Via Appia, abbiamo ottenuto che la volumetria fosse ridistribuita in modo tale che l’impatto fosse contenuto e meglio distribuito sul territorio interessato, sull’area interessata.

         Per quanto attiene al secondo emendamento del consigliere Travaglini, io credo che il Consiglio Comunale abbia fatto propria l’esigenza della città di Potenza di avere aree disponibili per interventi residenziali pubblici, ma che questi non possano essere inseriti in un piano già prodotto, già presentato, perché è una questione più generale, prevista e disciplinata dal Regolamento Urbanistico, e bene ha fatto il Regolamento Urbanistico a prevederla.

         Per quanto attiene, invece, al primo emendamento, quello che riguarda che cosa bisogna realizzare nel lotto pubblico, io condivido la proposta avanzata dal capogruppo del PD. Nel momento in cui la pratica tornerà per l’approvazione (perché oggi parliamo di adozione), arriveremo con una proposta – di intesa con i proponenti, naturalmente -… perché, da quello che ho capito, la proposta è quella di demandare all’Amministrazione (d’intesa con i Gruppi, e quindi con la Terza Commissione) l’individuazione di una tipologia di intervento più mirata… e quindi arriveremo con una proposta più certa, più sicura, più lineare, più rispondente a quelle che sono le volontà dell’Amministrazione e che condivideremo, naturalmente, con il soggetto che dovrà realizzarla. Credo che questo possa essere accolto. Credo che il Sindaco, adesso, dirà qualcos’altro.

PRESIDENTE

         Prego, Sindaco.

SINDACO

         Io vorrei che fosse chiara una cosa, perché dagli interventi sembrerebbe che, in qualche modo, si stesse approvando, si stesse andando avanti con un’operazione in cui l’Amministrazione Comunale rinuncia a tutelare il proprio interesse o in cui, in qualche modo, si va a favorire un interesse privato.

         Chiariamo bene l’aspetto che l’assessore Fiore ha già evidenziato. Noi nella convenzione originaria avevamo scritto che si realizzava un lotto di 13.600 metri cubi per iniziativa pubblica, la cui gestione sarebbe stata del Comune, cioè noi dobbiamo andare lì ad acquisire, pagando, il lotto, e pagarlo a prezzo di mercato, perché la norma dice questo: “In merito alla cessione di cui al precedente comma uno – cioè la cessione del lotto – le parti si danno reciprocamente atto che essa sarà gratuita, se così è statuito dalla legislazione vigente in materia“.

La legislazione vigente non dice che la cessione è gratuita; anzi, se avessimo avuto un lotto gratuito quando è stata fatta la convenzione si sarebbe scritto, come scriviamo oggi: “Si cede gratuitamente il lotto”. Punto. Non prendendosi in giro e prendendo in giro un Consiglio Comunale aggiungendo: “… se così è statuito dalla vigente legislazione in materia”. Allora mettiamo un primo punto, chiaro. Noi avremmo dovuto pagare a prezzo di mercato un lotto sul quale edificare 13.600 metri cubi. Non siamo in grado di acquisirlo, anzi con il P.O. e con il Regolamento Urbanistico abbiamo avviato un percorso grazie al quale acquisiamo gratuitamente le aree dove vogliamo fare qualcosa di pubblico.

Questi 13.600 metri cubi li possiamo rimettere, tutti interi, e siamo d’accordo, non ci sono problemi: faremo una cortesia al privato, perché o noi andiamo ad espropriare a prezzo di mercato (e quello incassa soldi) o consentiamo (come la norma dice in alternativa, in maniera chiara, e come diceva la vecchia convenzione all’articolo 3 e all’articolo 14) che, se il Comune non interviene, il Consiglio Comunale autorizzi il privato, il quale si fa 13 mila metri cubi, e gli facciamo una bella cortesia.

         Il ragionamento è stato questo: prendere questi 13 mila metri cubi, dimezzarli, e dire al privato: “Il lotto resta di iniziativa pubblica e lo realizzi tu secondo una destinazione che dico io (e poi ragioniamo sulla destinazione); la parte residua, i due mila metri quadrati di lotto che restano, ce li cedi gratuitamente e noi facciamo del verde pubblico”. Quindi, noi facciamo verde perché il verde è pubblico, alla pari di superfici pubbliche. Poi non riesco a capire questo fatto: ci lamentiamo sempre del verde che non c’è, e quando lo mettiamo non è una superficie pubblica. Se avessimo messo Poste ecc., quello è pubblico! A me interessa di più il verde lì, probabilmente, e ci conviene!

         Allora: 2 mila metri quadrati di verde pubblico ceduto gratuitamente; al privato, invece di fargli fare, come sarebbe successo, se ci diciamo le cose con molta onestà… perché noi non abbiamo i soldi per pagare le bollette, figuriamoci se nel bilancio corrente troviamo i soldi per andare ad espropriare lì; poi non so se ci conviene andare ad espropriare proprio lì per fare una struttura pubblica (bisognerebbe espropriare, fare espropri sulla base di un piano, dove c’è bisogno di fare le scuole, dove c’è bisogno di fare un ufficio comunale o altro)… Quei 13 mila metri cubi sicuramente, alla fine, come sempre è successo, se li sarebbe fatti un privato.

Noi gli diciamo, gli dicono gli uffici – e vi sto raccontando cose che ho chiesto adesso, perché io degli uffici e dei miei Assessori mi fido ciecamente, e l’ufficio si era mosso in una direzione saggia, come mediamente succede nel settore dell’urbanistica e della pianificazione -: “I 13 mila diventano 6 mila, 7 mila metri cubi; te li fai tu, solo che invece di farti i potenziali 13 mila, sono 7 mila, e te li fai in funzione di una destinazione d’uso che diciamo noi”.

         Qual è la destinazione d’uso? Ci hanno spiegato che non può essere abitativa, ed anche se fosse abitativa io avrei avuto preoccupazione a lasciare la destinazione d’uso sociale, perché in quel caso o espropriamo – e siamo sempre alle solite – per far fare le case popolari (e noi abbiamo cercato sempre di averle gratuitamente), oppure le diamo ad una cooperativa. Ma noi in questo Consiglio Comunale abbiamo detto che l’obiettivo che abbiamo messo in campo con il percorso del P.O. è quello di evitare di mettere le cooperative nelle mani dei privati per far pagare il terreno a prezzo di mercato, a 110, 120, 130 euro a metro quadrato.

Se fosse stata possibile la destinazione d’uso di tipo abitativo, lasciando quei 7 mila metri cubi ad una cooperativa, la cooperativa sarebbe dovuta andare dal privato, perché purtroppo la norma è quella (siamo in un Paese di Diritto, e fino a quando non si stabilisce che i Consigli Comunali possono cambiare le leggi nazionali…), avrebbe dovuto pagare il prezzo di mercato, ed io non lo avrei mai accettato perché abbiamo impostato, a partire dal P.O., un percorso – che in quel caso ha previsto 250 alloggi – che abbiamo deciso qui dentro, scientificamente, sentendo le centrali cooperative. Su due comparti abbiamo acquisito gratuitamente, sull’altro abbiamo calmierato il prezzo, cioè abbiamo messo in moto un meccanismo che va nella direzione opposta rispetto a questo, quindi mi sembra la soluzione migliore.

Potremmo anche decidere che alla fine non lo facciamo proprio, il lotto pubblico, e rinunciamo alla destinazione d’uso, ma è altro ragionamento. Potrebbe anche essere questo il punto d’arrivo, ma non immaginare che, con un percorso di questo tipo, lasciamo il dubbio che qui dentro facciamo imbrogli o non tuteliamo l’interesse pubblico. Questo tengo a puntualizzare e a dire con chiarezza, senza tener conto che questa volta, in maniera assolutamente chiara e senza equivoci – l’ufficio me l’ha detto, ma lo stavo leggendo -, la cessione delle aree di uso pubblico e la realizzazione delle opere di urbanizzazione, in maniera inequivocabile, sono a carico del privato. Diciamo pure con chiarezza questo.

Fase interlocutoria

SINDACO

         No, anche oltre, tutti gli oneri di urbanizzazione.

Fase interlocutoria

SINDACO

         Io dico questo, voi ditemi che è il contrario. E’ scritto.

Fase interlocutoria

SINDACO

         Lo leggiamo: “I lottizzanti assumono l’impegno di realizzare a proprie cure e spese per i loro aventi causa, conformemente alle indicazioni del piano… le seguenti opere di urbanizzazione primaria e le seguenti opere di urbanizzazione secondaria…“… le possiamo leggere, sono: viabilità e parcheggio, rete acque nere, rete acque bianche, rete idrica, pubblica illuminazione, strade e parcheggi pubblici, canalizzazione rete elettrica e telefonica, rete gas metano, cabina elettrica di trasformazione, verde pubblico di quartiere ecc.

Poi aggiunge, la norma: “I costi di realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria suindicate andranno scomputate dai relativi costi“. Punto. “Andranno scomputati”, il che significa che se sono in più, restano a carico del Consorzio. La norma aggiunge: “L’eventuale residuo – cioè se la sommatoria di quelle opere costa di meno – dei contributi per urbanizzazione primaria e per urbanizzazione secondaria, dovrà essere versato secondo le modalità… del Comune”. Cioè se gli oneri ammontano a 100 euro e tutte quelle opere costano 120, restano a carico del privato. Se gli oneri sono 100 e quelle opere costano 90, il privato deve dare 10 euro. Quindi le opere…

Fase interlocutoria

SINDACO

No, Rocchino, è così! Non accetto che si rida, noi siamo in Consiglio Comunale, qui non ci possiamo prendere in giro! La norma è così. Segretario, la norma è così? La norma è così; non possiamo ridere. Noi siamo nella massima Assise. Ma che, stiamo scherzando?! La norma è così.

RINALDI

         Non si può non tenere conto che c’è un surplus di oneri di urbanizzazione che derivano, non foss’altro…

SINDACO

         Raffaele, non so se sono di più o no. A parte il fatto che c’è la cessione gratuita delle aree; la cessione gratuita delle aree credo che sia fuori discussione, è scritto in maniera chiara.

Fase interlocutoria

FIORE

         No, ma oltre alla cessione, la devono sistemare, quell’area.

SINDACO

         Anche questo, sono d’accordo. Però, voglio dire, le opere di urbanizzazione… se gli oneri sono 100 e le opere di urbanizzazione costano 120, sono a carico del consorzio; se gli oneri sono 100 e le opere di urbanizzazione costano 90, devono dare 10 euro a noi, il che vuol dire che le opere di urbanizzazione sono a carico interamente del consorzio. Questo lo dobbiamo dire con chiarezza, altrimenti in città si ingenerano equivoci e stabiliamo sempre quella contrapposizione e quella sensazione che si tutelano interessi particolari. Noi, invece, siamo in un’unica realtà: noi, i cittadini che si fanno le case, gli imprenditori che investono, chi fa le case popolari e così via. Non possiamo lasciare questi equivoci, e mi riferisco anche agli amici di Maggioranza dell’UDEur. Allora, io chiedo che ci si esprima in sede di dichiarazione di voto su queste cose.

Fase interlocutoria

SINDACO

         Popolari Uniti.

PRESIDENTE

         Ringrazio il Sindaco. Passiamo alle dichiarazioni di voto.

RINALDI

         Ci sono gli emendamenti, Presidente.

PRESIDENTE

         Dopo votiamo. Dichiarazioni di voto. Prego, consigliere Travaglini.

TRAVAGLINI

         No… sull’emendamento…

SINDACO

         L’emendamento… io sono d’accordo, personalmente; mi piace la proposta che ha fatto il capogruppo del mio partito, il quale sostanzialmente dice: sulla destinazione d’uso siamo d’accordo; è una cosa che deve passare attraverso la nostra… Capogruppo, stavo facendo riferimento al tuo emendamento, dicendo che lo condivido, considerato che fa passare per il Consiglio Comunale o per la Commissione, ma comunque per l’Istituzione, la decisione su quale sia la destinazione d’uso migliore, perché la destinazione è pubblica. Allora, in quel caso, noi diciamo: “Fai questo”. Se poi non gli piace, non la farà; però stabiliamo noi.

PRESIDENTE

         Prego, consigliere Travaglini.

TRAVAGLINI

         Rispetto all’emendamento, prendo atto della discussione e della proposta pervenuta con l’emendamento presentato dal consigliere Lieta; penso che rientri nella filosofia dell’emendamento presentato, oltre, in qualche modo, ad implementarlo rispetto alla procedura e ai tempi di realizzazione. Siccome si sovrappongono, quindi non sono compatibili (o l’uno o l’altro), accedo al ritiro dell’emendamento, se questo poi viene accolto, quindi alla sostituzione.

         Per quanto riguarda l’emendamento presentato e letto, chiaramente il fatto che siano gli uffici a valutare i bisogni è ovvio, ed è chiaro che quando si dice che è il Consiglio Comunale che approverà, è sottinteso che la procedura passa per le Commissioni competenti e che l’approvazione… Sì, questo l’ho capito, è sottinteso che la procedura è quella normale delle Commissioni e che l’approvazione non è una ratifica, ma ovviamente è una scelta consapevole e deliberante del Consiglio Comunale circa le opzioni presentate. Oppure può non accogliere le opzioni presentate dall’Ufficio; si apre il dibattito su questa questione e si addiviene ad una deliberazione in Consiglio Comunale prima dell’approvazione, quindi – credo – prima della firma definitiva della convenzione che dovrà contenere questa modifica nella stesura che sarà decisa in Consiglio Comunale, sia per le destinazioni, sia per l’uso che se ne andrà a fare e per la gestione dell’impianto. Se questo emendamento viene presentato ufficialmente, ritiro il mio emendamento e andiamo poi all’approvazione dell’emendamento presentato.

         Per quanto riguarda il secondo emendamento, data la discussione, data la risposta dell’Ufficio che è stata letta, credo che a questo punto, visto l’approfondimento che si deve fare su questi temi, vista la scelta fatta per il primo emendamento, credo possa essere ritirato per non creare, poi, conflitti con lo stesso emendamento presentato.

PRESIDENTE

         Prendiamo atto che il collega Travaglini ritira entrambi gli emendamenti prodotti, per cui all’attenzione, all’approvazione del Consiglio resta il solo emendamento presentato dal gruppo del PD.

         Ci sono interventi per dichiarazione di voto? Prego, consigliere Mussuto.

MUSSUTO

         Pensavo che nel mio intervento di prima avessi lasciato capire quale fosse il mio orientamento; adesso lo confermo, però con qualche precisazione. Quando ci viene detto che, sostanzialmente… Insisto su questo punto, caro Sindaco, mi dispiace non essere d’accordo con Lei, ma credo che sia un dato di fatto, e lo conferma l’articolato della convenzione che Lei ha letto, e lo confermano gli altri articolati che sono nelle norme tecniche del Regolamento Urbanistico che andremo ad attuare successivamente, nella fase finale.

Il problema di fondo è uno: io non voglio ingenerare assolutamente alcun dubbio che qui si facciano gli interessi di qualcuno, quindi credo che dobbiamo stare attenti a quello che diciamo, come dobbiamo stare attenti – e ribadisco quello che ho detto prima – quando diciamo che determinate opere di urbanizzazione vengono fatte a carico del consorzio, dell’impresa o di chicchessia. Non è così, non è assolutamente così. Lei bene ha detto quando ha affermato che se c’è un’eccedenza se ne fa carico il consorzio, l’impresa o chiunque sia, e che se c’è una riduzione, questa verrà restituita all’Amministrazione. Però credo che noi non ci dobbiamo prendere in giro; è questo il problema vero, perché dicevo a microfono spento: Lei, prima di essere un politico, è un tecnico e sa bene che il costo delle urbanizzazioni che l’impresa va a fare viene fuori da un computo metrico che lui, l’impresa, il consorzio o quanto altro sanno fare molto bene. Sì, è così, perché è facile fare…

SINDACO

         Allora a questo punto, prima di dire questo, devi dire: “Licenziamo tutti i nostri dipendenti che controllano quel computo metrico”.

MUSSUTO

         Ma non è così. No, lo fanno sulla scorta di un prezziario del Genio Civile, per l’amor di Dio, non voglio lasciare intendere cose che non esistono. Voglio dire che comunque l’impresa… il ragguaglio, il consorzio, se lo fa in rapporto alle…

SINDACO

         Hai ragione, però, Nicola, la storia che cosa ci dice? Che tutta l’elencazione che abbiamo fatto non è stata mai realizzata prima, perché…

MUSSUTO

         Sono d’accordo su questo. Allora l’inversione di tendenza, bene. Sono d’accordo, questo è sicuramente un fatto positivo, lo ammetto.

SINDACO

         Sono notoriamente oneri sovrabbondanti rispetto a quelli che sono…

MUSSUTO

         Ma non lo so, perché, vedete, chi fa l’imprenditore sa bene come operare – parliamoci chiaro – e d’altronde è anche giusto che faccia i suoi interessi. E’ anche giusto; lo fa in una logica di compensazione, e siamo perfettamente d’accordo su questo, assolutamente; però non facciamoli passare per i benefattori dell’Amministrazione Comunale, anche perché mi sembra che sia legittimo che poi, ovviamente, in questo contesto quanto meno non ci rimettano.

Ed è giusto, già ci hanno fatto un grosso regalo, sono d’accordo, perché poi abbiamo visto come gli oneri concessori vengono spesi, in taluni casi, o come vengono… come dire… ecco, diciamo “spesi”, non voglio fare altri apprezzamenti, perché mi rendo conto che in taluni casi è anche è una questione di necessità, quando da una zona vengono trasportati su un’altra, e non a caso abbiamo approvato il Regolamento a scomputo.

Ma quello che sostanzialmente voglio dire è perché non mi convince questo provvedimento. Non mi convince per un solo motivo: perché sostanzialmente, quando ci si viene a dire che poi in aggiunta ci cedono le aree, beh, ma voi avete pensato che qui che c’è un’altra… se siamo lungimiranti, appena lungimiranti, potrebbe addirittura ritorcersi contro l’Amministrazione questa cessione delle aree, perché sostanzialmente questa diventa…

Quando prima lo chiamavo “parco” – fatemi passare ancora il termine -… sostanzialmente questa è una zona non di penetrazione, ma marginale, che resterà a totale servizio del complesso che sorgerà là dentro. Sì, perché sarà difficile (anche se è pubblico, per l’amor di Dio) la fruizione da parte del pubblico, perché… Ma voi pensate veramente che uno va a parcheggiare là dentro e poi si fa la passeggiata in questo parco? Ma stiamo scherzando?! Diverso è quando è portata di mano ed è di penetrazione…

SINDACO

         Nicola, non dobbiamo usare nessun’area, allora, perché sono tutte… compreso il parco delle Nazioni Unite. E’ una cosa interna. Il ragionamento è quello.

MUSSUTO

Non lo so, è un ragionamento.

SINDACO

         Abbiamo fatto tanto per stabilire il principio delle cessioni!

MUSSUTO

         Potrà essere non condiviso, però è un ragionamento. E’ un ragionamento e poi il tempo, probabilmente, ci darà ragione.

SINDACO

         Ma poi, se pure fosse così, ma perché, quei cittadini non sono cittadini nostri?!

MUSSUTO

         Ma per l’amor di Dio, sì! Ma allora, a questo punto, perché se ne deve far carico l’Amministrazione Comunale?

SINDACO

         Infatti ce lo fanno loro, il verde pubblico, anche di quel lotto.

MUSSUTO

         Sì, ma la gestione successiva di chi sarà, Sindaco? E la gestione successiva? Teniamo i finanziamenti? L’ha detto lei prima. Noi non abbiamo i soldi per pagare le bollette telefoniche e…

PRESIDENTE

         Collega, siamo in dichiarazione di voto, per cortesia.

MUSSUTO

         Però è chiaro che c’è stata questa… e avevo la necessità…

PRESIDENTE

         Le voglio semplicemente ricordare che siamo in dichiarazione di voto.

MUSSUTO

         Allora concludo dicendo che, per i motivi che credo di aver manifestato in modo chiaro, io voterò contro il provvedimento. Grazie.

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Evitiamo di interloquire in questo modo…

FIORE

         Scusa, Nicola, io ieri ho chiarito che, nello spirito del PRUSST, a noi interessa che le opere di urbanizzazione, senza entrare nel merito della quantificazione, interessino l’area che viene lottizzata per dare una risposta complessiva alla riqualificazione dell’area, quindi le piazze, il verde… vanno in questa logica.

         E un’altra cosa voglio dire: quell’area prevista, che viene ceduta gratuitamente all’Amministrazione Comunale, è quella del lotto pubblico, che è nel cuore del lotto, non è una zona emarginata, ma è nel cuore del lotto. Lì si potrà fare o il verde o una piazza o quello che decidiamo, secondo quelle che saranno le cose. Volevo chiarire solo questo.

PRESIDENTE

         Non ci sono altre dichiarazioni di voto. Allora, tenuto conto che il collega Travaglini ha ritirato i due emendamenti proposti, mettiamo in votazione l’emendamento presentato dal capogruppo del PD, che deve intendersi ovviamente come un emendamento al dispositivo della delibera, quindi questo emendamento costituisce un punto aggiuntivo al dispositivo della delibera, che reciterà, per come è stato presentato l’emendamento: “Nelle more dell’approvazione definitiva del programma di riqualificazione, si impegna l’Ufficio competente, previo studio dei bisogni dell’area interessata, ad elaborare una proposta di destinazione d’uso della volumetria di interesse pubblico, pari a circa 6.700 metri cubi, che contempli non più di due ipotesi concrete. Tale proposta sarà approvata dal Consiglio Comunale“.

PICERNO

         Presidente, l’Ufficio o la Commissione? L’Ufficio deve fare le proposte?

PRESIDENTE

         L’Ufficio fa la proposta, ma è evidente che, siccome deve tornare in Consiglio, sarà preliminarmente effettuato un passaggio in Commissione.

PETRULLO

         Presidente, chiedo scusa, possiamo rileggere, per favore, l’emendamento?

PRESIDENTE

         Allora, l’emendamento… lo leggo nuovamente: “Nelle more dell’approvazione definitiva del programma di riqualificazione, si impegna l’Ufficio competente, previo studio dei bisogni dell’area interessata, ad elaborare una proposta di destinazione d’uso della volumetria di interesse pubblico, pari a circa 6.700 metri cubi, che contempli non più di due ipotesi concrete. Tale proposta sarà approvata dal Consiglio Comunale“.

         E’ chiaro l’emendamento, per come è stato formulato?

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Collega, questo emendamento, inserito nel dispositivo del deliberato che andiamo ad approvare, si sostanzia come atto di indirizzo da parte del Consiglio all’Ufficio, a che individui le soluzioni possibili da sottoporre, poi, all’approvazione del Consiglio, in uno all’approvazione definitiva del piano. Allora…

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         L’Ufficio deve semplicemente fare delle proposte; deve individuare e fare delle proposte. Ripeto, questo…

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Pongo in votazione l’emendamento così come letto ed illustrato. Favorevoli? Contrari? Astenuti? L’emendamento è approvato a maggioranza, con la sola astensione dei gruppi di Alleanza Nazionale e Forza Italia.

         Pongo in votazione la delibera: “PRUSTT di Potenza e del territorio potentino – «Completamento della riqualificazione urbana della ex Fornace La Sala» – Zona F4B1 di P.R.G. Adozione del Piano di Lottizzazione”, così come emendata. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è approvata a maggioranza, con il voto contrario di Alleanza Nazionale, Forza Italia e Verdi, e con l’astensione del consigliere Spadafora.

         Possiamo passare al prossimo punto all’ordine del giorno: “D.G.R. 2492 del 23.12.2002 – Accordo di Programma Quadro «Tutela delle acque e gestione integrata delle risorse idriche» – All. B n. 2. Comune di Potenza – «Completamento della rete fognaria della città e zone rurali». Artt. 9 e seguenti del D.P.R. n. 327/2007 – Art. 27 della L.R. 23/1999 (Localizzazione). Approvazione definitiva della Variante Urbanistica”.

         La deliberazione è stata approvata all’unanimità dalla Commissione Consiliare Permanente; risultava assente alla votazione solo lo SDI. Si tratta di un’approvazione definitiva; non ci sono state osservazioni.

         La parola all’Assessore per una breve illustrazione del deliberato.

FIORE

         Sarà brevissima, perché credo che sia una delibera di interesse fondamentale per portare a compimento la proposta avanzata dall’Acquedotto Lucano di realizzare un intervento di ben 12 milioni euro per le reti fognarie al servizio della nostra comunità, con particolare riferimento all’area rurale.

         Attraverso questo provvedimento noi mettiamo nella condizione di avviare le procedure per poi far partire i lavori. L’Amministrazione non può che esprimere soddisfazione rispetto ad un provvedimento che vede impegnate risorse rilevanti indirizzate alle aree rurali di cui voglio brevemente dare lettura, giacché interessano circa 10 mila residenti: Masseria Vaglio e Masseria Luciano, 200 (il numero degli abitanti, dei residenti nelle contrade); Masseria Centomani, 250; Contrada Caira, 500; Contrada Varco d’Izzo, 300; Tiera Tufarola, 250; Betlemme, 250; Lavangone, 700; Ciciniello Bandito, 400; Pian Cardillo, 700; Poggio Cavallo, 1600; Giarrossa, 800; Dragonara 700; Macchia Giocoli, 300; San Luca Banca, 350; San Francesco, 250; San Nicola, 200; Case Mattia, 100; Contrada Scafarelli, 300, Via Verderuolo Inferiore, 100; Contrada Marrucaro, 200 e Contrada Ciciniello, 100. Come vedete, sono quasi tutte le contrade che attorniano il centro della città di Potenza.

         Questo significa che diamo la possibilità, oggi, all’Acquedotto Lucano di realizzare e di portare questo servizio, credo uno dei primari, anche nelle aree rurali.

PRESIDENTE

         Ringrazio l’Assessore. Ci sono richieste di intervento? Prego, collega Lomonaco.

LOMONACO

         Dirò giusto due cose, per non lasciare monco il Consiglio Comunale, proprio perché su questa delibera non sono arrivate osservazioni. Era alta l’aspettativa dei cittadini riguardo a questo.

         Si dà atto che il consigliere Picerno assume la Presidenza.

LOMONACO

         Considerato che la parte principale è per le aree rurali, con questo si va a dare vivibilità in quelle aree, per quanto riguarda la questione igienica e sanitaria.

         Anche se sul deliberato è scritto: “completamento della rete fognante e rete idrica”, purtroppo questo non è vero. Ma non è una critica, la mia, i soldi sono questi. Anzi, sono 12 milioni di euro, una grandissima cifra che da anni non si vedeva investire per questioni riguardanti le aree rurali. Io mi auguro che successivamente si vada a definire la questione, in modo che anche altre aree abbiano questo servizio.

         Si va a risolvere un grandissimo problema riguardo il sollevamento del collettore fognario di Tiera di Vaglio, che si va ad incanalare nel nuovo depuratore. Fino ad oggi le fogne di tutto il lato nord delle aree rurali della città di Potenza scaricavano nel fiume Basento, ed oggi si va a togliere un grosso “handicap” per la questione sanitaria del fiume Basento.

         Io voglio esprimere vivo compiacimento per la delibera in atto, anche se il progetto è Acquedotto Pugliese, però è l’input dell’Amministrazione comunale che ci porta a questa definizione, e questi 12 milioni di euro, messi insieme a quelli di altri lavori nella città, sono il segnale del grosso lavoro che l’Amministrazione comunale sta portando avanti.

PRESIDENTE

         Grazie, consigliere Lomonaco. Ha chiesto la parola il consigliere Lovallo, prego.

LOVALLO

         Grazie, Presidente. Solo per ricordare che questo deliberato ha avuto l’approvazione unanime in Commissione, quindi vuol dire che l’interesse è generale, di tutti i consiglieri che componevano quella Commissione.

         Io sono soltanto un po’ rammaricato… Sono contento per il fatto che oggi si porta a soluzione un problema da anni presente sul territorio per le questioni igieniche e sanitarie, quindi si sta approvando un deliberato che darà risposte, e convengo con quanto detto dal consigliere Lo monaco: questo non è un completamento, ma si interviene su gran parte del territorio. Io dico che questo deliberato poteva essere approvato già nei due Consigli precedenti, ma è stato rinviato, e noi sappiamo che un rinvio fatto più volte allunga i tempi.

Questo deliberato era atteso da tempo, ha avuto un suo iter un po’ particolare, che ha già comportato un ritardo di circa un anno e mezzo; il mio rammarico è che, purtroppo, nei due precedenti Consigli non abbiamo saputo approvarlo e, quindi, portarlo a compimento. Comunque è arrivato, e sono soddisfatto di questo intervento dell’Acquedotto Lucano, attraverso l’intesa dell’Amministrazione che l’ha sostenuto più volte, quindi diamo soluzione a parte dei problemi che vi sono sul territorio. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie, consigliere. Chi chiede la parola? Prego, consigliere Coviello.

COVIELLO

         Volevo solo fare una piccola battuta, rispondendo a quello che ha detto il consigliere Lomonaco. Era una cosa molto sentita, aspettata, e quindi noi abbiamo fatto aspettare ancora di più in Consiglio Comunale. L’aspettativa l’abbiamo fatta arrivare con…

PRESIDENTE

         Consigliere Coviello, non siamo a teatro. Ha ragione il Sindaco quando dice che vi mettete… Non fate queste battute.

COVIELLO

         No, è una considerazione. Siccome è una procedura abbastanza veloce, anche nei tempi delle osservazioni (10 giorni), un iter abbastanza veloce perché era urgente, oltre al fatto che parliamo di servizi necessari, primari, io avrei gradito un iter più veloce anche da parte del Consiglio Comunale.

         Ringrazio, in questa occasione, la Commissione, che ha lavorato in maniera egregia sul provvedimento, come solito, anche per la celerità, perché capiva l’importanza di questo provvedimento, e poi noi abbiamo magari abbiamo un po’ “tirato”, come Consiglio Comunale.

         Io credo che sia un provvedimento importante, questo, perché nel 2008 ci accorgiamo che alcuni servizi necessari non sono ancora serviti in queste campagne, però ho una preoccupazione e invito l’Amministrazione a cercare di far partire il secondo step con l’Acquedotto Lucano, perché anche altre molte altre zone devono essere dotate di questo servizio, perché credo che nel 2010 portare i servizi primari sia un dovere di questa Amministrazione.

         So che non facciamo noi i progetti, però cerchiamo di interloquire per stimolare l’Acquedotto Lucano affinché si soddisfino tutte le esigenze possibili ed immaginabili. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie, consigliere Coviello. Io ho solo una perplessità, Segretario. Siccome, come hanno detto i consiglieri precedentemente, non si tratta di “completamento della rete fognaria” perché mancano altre contrade (tipo Baragiano e altre), bisogna cambiare la parola “completamento” oppure va bene così? Nel deliberato c’è scritto: “Completamento della rete fognaria della città…”…

SEGRETARIO

         C’è scritto nell’oggetto, non nel…

PRESIDENTE

         No, giusto questo, questa…

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Sì, ma siccome non è completamento… No, è giusto una perplessità che mi era venuta. Siccome non è completamento, non vorrei che domani esce sul giornale che il Comune di Potenza ha completato tutta la…

SEGRETARIO

         Ma quello è un completamento… è il titolo della progettazione.

PRESIDENTE

         Va bene. Mettiamo…

IMBESI

         Presidente, per venire incontro al suo dubbio, si potrebbe scrivere “ampliamento” della rete…

SEGRETARIO

         L’oggetto è quello.

PRESIDENTE

         Se non c’è nessun altro intervento… Ha chiesto la parola il consigliere Pace, prego.

PACE

         Grazie, Presidente. Io credo che oggi, con questo deliberato, si avvia una politica che ha un obiettivo ben preciso, che è quello di favorire la permanenza delle popolazioni nelle zone agricole e di sviluppare tutte le attività economiche connesse all’attività agricola.

         Certamente, solo attraverso la realizzazione, solo attraverso il miglioramento, solo attraverso l’adeguamento di queste strutture si avvia veramente una politica che ha un effetto predominante, quello – naturalmente – di evitare l’isolamento in queste zone e favorire, essenzialmente, lo sviluppo delle condizioni di vita e di lavoro di tutti i cittadini che oggi si trovano ad affrontare queste difficoltà.

         Io mi auguro che non solo si avviino questi lavori di completamento, come abbiamo fatto per la rete fognaria, bensì si intervenga ancora su tutte le infrastrutture che vanno ad incidere sulle zone aperte. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie, consigliere Pace. Se non c’è nessun altro intervento, mettiamo in votazione il deliberato. Favorevoli?…

PETRULLO

         Le dichiarazioni di voto.

PRESIDENTE

         Dichiarazioni di voto, va bene. Prego, consigliere Petrullo.

PETRULLO

         Mi volete togliere il piacere di fare la dichiarazione di voto?

PRESIDENTE

         Siccome ho visto che erano quasi tutti d’accordo, volevo procedere un po’ più velocemente.

PETRULLO

         Ma io, infatti, volevo dare più enfasi al fatto che il gruppo di Alleanza Nazionale è d’accordo sull’adozione di questo provvedimento, perché mai e poi mai Alleanza Nazionale si può opporre all’ingresso, finalmente, della civiltà nelle nostre contrade, contando anche che il provvedimento poi possa essere allargato…

Fase interlocutoria

PETRULLO

         Per il ritardo, sicuramente… Grazie.

PRESIDENTE

         Nessun altro chiede la parola per dichiarazione di voto. Mettiamo in votazione il deliberato. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Favorevoli all’unanimità. Per l’immediata esecutività: favorevoli? Contrari? Astenuti? Nessuno.

         Si dà atto che il consigliere Campagna riassume la Presidenza.

PRESIDENTE

         Passiamo al punto numero 5 all’ordine del giorno: “Nuova composizione Commissioni Consiliari Permanenti”. La proposta di deliberazione trae origine dalla necessità, come è ampiamente illustrato in delibera, di assicurare un equilibrato rapporto tra le forze politiche di Maggioranza e di Minoranza e di garantire a tutti i gruppi consiliari la necessaria rappresentanza proporzionale nelle Commissioni consiliari. D’altra parte, il deliberato tende anche a fare giustizia di un sottodimensionamento della Quarta Commissione Consiliare, che era l’unica Commissione rimasta a 17 componenti e viene portata a 18, dando atto di un preciso indirizzo al riguardo da parte della Conferenza dei Capigruppo.

         Se non ci sono interventi, passerei direttamente alla votazione del deliberato. Favorevoli? Contrari? Astenuti? Il deliberato è approvato all’unanimità. Per l’immediata esecutività: favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è immediatamente esecutiva.

         Passiamo al punto 6 all’ordine del giorno: “Riconoscimento della legittimità del debito fuori bilancio, in esecuzione della transazione tra il Comune di Potenza e la signora Aquino Gerarda, per la definizione del contenzioso giudiziario instaurato per l’occupazione delle aree occorse per la costruzione del plesso scolastico polifunzionale prefabbricato a 27 aule (ora Scuola Media Statale «L. Sinisgalli» in Via Anzio)”.

         La proposta di deliberazione è stata licenziata a maggioranza dalla competente Commissione Consiliare, con il voto favorevole del Partito Democratico, il voto contrario del Gruppo Misto, di Alleanza Nazionale e di Forza Italia, con l’astensione dei Verdi e del consigliere Triani, per motivi personali, e con l’assenza alla votazione di UDEur, Patto Segni, SDI e Rifondazione Comunista.

         Sul deliberato c’è il parere favorevole del Collegio dei Revisori dei Conti. Ci sono interventi? Prego, consigliere Lomonaco.

LOMONACO

         Signor Presidente, su questo deliberato voglio fare un plauso agli uffici, perché con questa transazione si vanno a risparmiare un bel po’ di migliaia di euro, in quanto da un importo di 1 milione e 650 mila euro si passa a circa 941 mila euro, quindi sono molto contento di questa transazione, sia per il Consiglio che per i cittadini stessi.

Ho preso la parola solo perché la cosa non mi convince alquanto, in quanto questo è un debito fuori bilancio che fa parte dell’82; è un debito fuori bilancio certamente non voluto da noi, è stato portato avanti, però come sempre, poi, su queste situazioni qualche forza politica o qualcuno esce dall’aula. Forse ad uscire dall’aula dovevo essere io, perché a quei tempi, dall’85 in poi, denunciavamo, almeno il mio gruppo di appartenenza, queste malefatte, però oggi, purtroppo, questo va fatto e va portata a conclusione la questione.

         L’ho detto e lo ripeto: l’unica cosa che mi convince su questo debito fuori bilancio è la transazione che l’ufficio è riuscito a fare con la signora Aquino, se non sbaglio, per cui avrà il mio voto favorevole.

PRESIDENTE

         Ci sono altri interventi? Prego, consigliere Mussuto.

MUSSUTO

         Grazie. Io mi associo al plauso del collega Lomonaco nei confronti dell’Ufficio perché effettivamente, se facciamo un minimo di considerazioni su queste espropriazioni, noteremo che il Comune è stato sempre soccombente, e tutti i debiti fuori bilancio lo dicono. E’ chiaro che non c’è che da fare un plauso all’Ufficio che in questa fase è riuscito ad ottenere un risultato nella transazione che è di tutto rispetto, perché, ripeto, abbiamo visto sentenze definitive che erano tutte a favore degli espropriati, e probabilmente questo lascia intendere che c’è qualcosa che non è andato per il verso giusto nelle fasi di espropriazione.

Questo, quindi, ripeto, sicuramente è un fatto positivo, a maggior ragione quando parliamo di questo caso particolare, in cui è intervenuto il commissario straordinario di Governo, Zamberletti (perché anche quello c’entra in questa fase), per cui si sono sovrapposti, probabilmente , gli interventi dovuti. Le competenze più che gli interventi; competenze che non si capiva se erano attribuite all’uno o all’altro.

         Però, guardate, c’è qualcosa che mi lascia perplesso. Io non avrei avuto difficoltà di sorta ad approvare questa transazione. I debiti fuori bilancio, fino a prova contraria, li ho approvati tutti, pur rinvenienti da sentenze definitive. Ripeto, non avrei avuto alcuna difficoltà ad approvare questa transazione, che sicuramente torna vantaggiosa per l’Amministrazione comunale, ma c’è un problema che mi lascia un po’ perplesso ed è quel termine perentorio che parla del pagamento dell’importo di cui alla transazione entro il 30 giugno 2008. E allora mi chiedo: ci sono i tempi tecnici per poter arrivare alla richiesta di mutuo presso la Cassa Depositi e Prestiti? Il problema sta proprio in questo.

         Voglio far rilevare anche, questo sempre a favore degli uffici, che l’Ufficio ha concluso questa transazione, se non ricordo male, ad ottobre, e qualche mese dopo, uno o due mesi dopo, è stato redatto il deliberato; deliberato che poi, guarda caso, non ho capito il perché, è arrivato in Commissione solo pochi giorni fa, e questo precluderà, molto probabilmente… io non so quali sono i tempi tecnici per accedere ad un mutuo alla Cassa Depositi e Prestiti (mutuo che sicuramente sarebbe stato concesso, visto che – credo – queste possano essere annoverate tra le spese di investimento, e quindi assoggettate a mutuo), ma non credo che i tempi tecnici ce lo consentiranno, e probabilmente questo potrà riaprire i termini della contrattazione con la signora Aquino. Ovviamente, a questo punto, per i motivi che ho detto, preannuncio il mio voto di astensione, ma solo per questo motivo; diversamente, l’avrei approvato senza ombra di dubbio. Grazie.

PRESIDENTE

         Ci sono altri interventi? Ha chiesto di intervenire il consigliere Lovallo, prego.

LOVALLO

         Grazie, Presidente. Volevo evitare di intervenire, dato che il deliberato ha avuto ampia discussione in Commissione. Esprimo l’apprezzamento per gli uffici, che hanno fatto un ottimo lavoro, con l’Ufficio Legale. Io, che sono da qualche anno in questo Consiglio Comunale, ho approvato sempre debiti fuori bilancio con sentenze esecutive, e quindi ho voluto prendere la parola proprio perché è stato fatto un ottimo lavoro. Il lavoro che hanno fatto gli uffici con l’Ufficio legale ha consentito all’Amministrazione, quanto meno, di risparmiare un po’ di fondi, e va dato merito per il lavoro che si fa, quando viene fatto nel verso giusto, trovando un’intesa anche con le aspettative dei cittadini che, in qualche modo, si sono sentiti lesi nel passato. Quindi si è fatta una procedura che è risultata utile per entrambe le situazioni, per l’Amministrazione e per i richiedenti, che all’epoca si sono sentiti lesi dalla realizzazione dei manufatti della scuola.

         Per questo ho voluto prendere la parola, per dare merito al lavoro che è stato fatto in Commissione e per ringraziare gli uffici che hanno lavorato e hanno trovato l’intesa. Credo che se si fosse fatto questo lavoro anche nel passato, avremmo comunque portato interessi alla comunità stessa. Grazie.

PRESIDENTE

         Ringrazio il collega Lovallo. Ci sono altre richieste di intervento sulla discussione generale? Prego, consigliere Petrullo.

PETRULLO

         Mi riallaccio all’intervento del collega Mussuto. Effettivamente una convenzione, un accordo, una transazione che porti un termine perentorio di quel tipo non credo che convenga assolutamente all’Amministrazione Comunale, e andrebbe levato. Tutt’al più, si potrebbe dire che quel termine perentorio può valere per l’adozione di questa delibera, ma poi non si può far dipendere dai tempi necessari per la Cassa Depositi e Prestiti, e quindi per la concessione del mutuo necessario, il rischio di dover pagare quella somma o addirittura una somma doppia. Perché quello sarebbe il rischio, più o meno, facendo i conti, e come ci è stato rappresentato in Commissione.

         Allora, è evidente che la perentorietà dovrebbe potersi riferire a termini gestibili dall’Amministrazione Comunale e non a termini che non sono più gestibili perché dipendono da iter amministrativi esterni, da volontà esterne e, comunque, da fattori che non possono essere riconducibili e gestibili direttamente dal Comune.

         Il rischio è grande, quindi… Insomma, non vorrei che quel termine perentorio che è stato scelto anche dall’Amministrazione, perché è contenuto in un atto transattivo, possa poi ritornare come elemento assolutamente negativo da un punto di vista economico e, quindi, far venire meno tutti i vantaggi propri della transazione. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie a Lei, consigliere Petrullo. Naturalmente il termine perentorio è inserito in un atto di transazione sottoscritto dall’Ente e dalla parte, e non penso che il Consiglio Comunale abbia la potestà di modificare l’atto di transazione. Può approvare o non approvare il deliberato, ma non penso che possa modificare un atto bilaterale.

         Il Segretario Generale, comunque, ritiene che se la delibera, così come proposta, venisse dotata della clausola di immediata eseguiblità, forse riusciremmo comunque a rispettare il termine. Prego, Segretario.

SEGRETARIO

         Non posso anticipare niente, perché non ho la palla di vetro. In relazione ai tempi tecnici medi richiesti dalla Cassa Depositi e Prestiti, dovremmo farcela proprio “per il rotto della cuffia”. D’altra parte ritengo che, nel momento in cui la controparte verifichi la volontà dell’Amministrazione di chiudere la pratica e quindi di dare l’importo pattuito, nonostante la declaratoria di perentorietà del termine non decadano tutti i benefici ottenuti in via transattiva dall’Amministrazione.

Se il pagamento non dovesse avvenire il 30 giugno, avverrà sicuramente qualche giorno dopo, ma comunque sulla base di una procedura che si è perfezionata sicuramente entro il 30 giugno, il che non può che indurre la parte ad accettare anche un breve ritardo, perché ha visto l’operosità dell’Amministrazione. Altrimenti… D’altra parte, io non credo che il Consiglio Comunale possa… Consigliere, la vedo perplesso, però purtroppo – ripeto – non ho la palla di vetro. D’altra parte, non credo che un voto di astensione possa venire ad adiuvandum in questa situazione.

Fase interlocutoria

SEGRETARIO

         Purtroppo la situazione è questa. Soltanto… C’è stato un momento di maturazione e le parti soltanto in quel momento hanno stabilito la transazione. A questo punto, si fa cosa buona con l’attivarsi il più presto possibile per pagare, perché diversamente vi sarebbero oneri ulteriori.

PRESIDENTE

         Ringrazio il Segretario Generale per le ulteriori delucidazioni. Non ci sono altri interventi in discussione generale, non c’è replica da parte dell’Amministrazione. Ci sono dichiarazioni di voto? Prego, consigliere Laieta, per dichiarazione di voto.

LAIETA

         Prendo la parola per due motivi; il primo è che questo debito fuori bilancio nasce da un evento eccezionale. Nell’80 vi fu il terremoto, quindi il Commissario straordinario impose, decretò e suggerì al Comune di trovare le aree per la ricostruzione e quelle aree furono individuate; poi ovviamente il tutto si è riportato fino ad oggi, perché il contenzioso tra la parte e il Comune non aveva trovato soluzione. Oggi trova soluzione e va a merito di questa Amministrazione l’aver ricomposto un contenzioso che fa risparmiare molti soldi al Comune e va a rispondere anche alle esigenze della parte.

         Io sono d’accordo con il Segretario Generale. Chi firma ed accetta una transazione, anche in presenza di un termine perentorio, è difficile che poi alla fine dica: “No, voi non avete pagato entro il 30 giugno 2008, quindi va a monte l’intera transazione”.

         Penso che non siano questi i termini dell’accordo fatto tra la parte e il Comune di Potenza. Il termine è che entro il 30 giugno 2008 il contenzioso si risolva; il pagamento avverrà o nei termini stabiliti (30 giugno) o successivamente, a breve. Questo, secondo me, non inficerà la bontà del provvedimento e, quindi, dell’accordo fatto tra l’Amministrazione e la parte richiedente.

         Penso che sia una pratica che possa e debba avere il riconoscimento di quest’aula e, anche per fare prima, per consentire di accelerare i tempi, io dopo chiederò anche l’immediata eseguibilità dell’atto.

         Mi sembra che l’iter sia chiaro, trasparente. La necessità ha obbligato ad occupare le aree, quindi non mi sembra che ci sia nulla che vada oltre il consentito. La necessità di pagare il suolo occupato e, quindi, l’aver ricondotto il contenzioso ad una transazione mi sembra favorevole, più che favorevole, per l’Amministrazione. Mi sembra che questa pratica non possa non avere il voto favorevole non soltanto del PD e della Maggioranza, ma anche – lo auspico – dell’intero Consiglio Comunale. Presidente, chiederò dopo l’immediata eseguibilità dell’atto. Grazie.

PRESIDENTE

         Grazie a lei, collega Laieta. Non ci sono altri interventi per dichiarazione di voto. Pongo in votazione la delibera. Favorevoli? Contrari? Astenuti? La delibera è approvata a maggioranza, con il voto contrario di Alleanza Nazionale e con l’astensione dei Verdi.

Fase interlocutoria

PRESIDENTE

         Un attimo, Collega. Io tengo conto, naturalmente, dell’espressione di voto del capogruppo dei Verdi. Se il collega Spadafora dissente dall’espressione di voto del capogruppo, è pregato di…

SPADAFORA

         Io voto a favore dell’atto.

PRESIDENTE

         Allora: con l’astensione dei Verdi e con il voto favorevole del consigliere Spadafora. Prego la Segreteria di tenerne conto.

LAIETA

         Chiedo l’immediata eseguibilità dell’atto.

PRESIDENTE

         Per l’immediata eseguibilità dell’atto: favorevoli? Contrari? Astenuti? L’immediata eseguibilità è approvata a maggioranza, con il voto di astensione di Alleanza Nazionale e dei Verdi e con il voto favorevole del consigliere Spadafora. La delibera è immediatamente eseguibile.

         Passiamo al punto 7 all’ordine del giorno: “Approvazione Programma di incarichi di studio, di ricerca e di consulenze per l’anno 2008, ai sensi dell’articolo 3 comma 55 della legge 24 dicembre 2007, numero 244”.

         Non c’è illustrazione da parte della Giunta. Mi ha chiesto la parola…

PETRULLO

         Presidente, vogliamo fare una verifica del numero legale?

PRESIDENTE

         Collega, accedo ben volentieri alla sua richiesta di verifica del numero legale. Pregherei l’Ufficio di verificare e di richiamare in aula i consiglieri eventualmente presenti in corridoio. Pregherei il consigliere Segretario di procedere all’appello.

         Si dà atto che si procede alla verifica del numero legale.

PRESIDENTE

Si procede all’appello nominale. I presenti sono 20, pertanto l’appello verrà ripetuto, a termini di Regolamento, fra 15 minuti. Pregherei i Capigruppo di richiamare in aula i Colleghi. Ci rivediamo esattamente fra 15 minuti, quindi alle 12.40, per la ripetizione dell’appello.

         La seduta del Consiglio Comunale viene sospesa alle ore 12.25; riprende alle ore 12.40.

PRESIDENTE

         Si procede all’appello nominale. I presenti sono 15. Accertata la mancanza del numero legale, la seduta di oggi termina qui. Riceverete avviso di convocazione per una prossima seduta.

         La seduta del Consiglio Comunale viene sciolta alle ore 12.45.