Nicola Becce (Popolo della Libertà): Riduzione COSAP

Ad improvvisare spero si sbaglia, ed in politica succede sempre. Questo è accaduto al capogruppo Pd al Comune di Potenza Giampaolo Caretta quando con boriosità ha sostenuto che bastavano i voti della maggioranza per far approvare la Cosap. Ma i fatti avvenuti nel Consiglio Comunale di oggi hanno dimostrato una cruda realtà: senza i voti dei consiglieri di minoranza il provvedimento non sarebbe stato approvato e gli esercenti  non avrebbero avuto un vantaggio di più basse tariffe.

Questo comporta alcune riflessioni, la prima è che per un’istituzione o un’organizzazione politica quanto maggiore e più ampia è la condivisione, più facile è far passare anche nel tessuto sociale una decisione.

Ma per Caretta questo non conta, preferisce indovinare i risultati come quando si gioca a freccette, si butta e poi si conta; ma non è politica.

La seconda considerazione concernente il Consiglio Comunale di Potenza è la sempre maggiore arroganza della maggioranza che per fatto strano quanto più sono deboli tanto più sono arroganti.

La terza invece positiva è che per l’ennesima volta si dimostra la capacità di governo della minoranza abbinata ad un alto senso di responsabilità e di rispetto per istituzioni e cittadini. Infatti, quando è stato necessario mai abbiamo dato un voto negativo su questioni che potevano portare benefici o vantaggi ai cittadini e/o esercenti oppure un innalzamento della qualità della vita.

Ultima considerazione: povera città di Potenza che ha nei banchi della maggioranza degli apprendisti stregoni della politica. Sono sempre più convinto che questa maggioranza di centrosinistra non è capace neppure di svolgere il suo ruolo di forza di governo compatta ed al più presto deve andarsene. A Caretta suggerisco invece di dimettersi dopo questo accaduto perché non è capace di governare il suo gruppo.

Dimenticavo: al capo gruppo dei Popolari Uniti che nel suo intervento ha dichiarato che alcuni consiglieri di avrebbero dovuto  leggersi meglio il documento – cosa che non è vero – era  meglio che lui l’avesse letto prima con più attenzione, tanto è vero che affannosamente lo leggeva in aula a nostra differenza che lo conoscevamo per bene a memoria e non abbiamo avuto necessità di portarlo in aula e leggerlo.