Consiglio Comunale del 22 marzo 2013

Il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Santangelo, apre i lavori dell’assise chiamata nella giornata odierna a una seduta straordinaria aperta sui temi del trasporto pubblico urbano e cede la parola al consigliere del Pdl Antonino Imbesi, chiamato a relazionare sul tema e sui motivi per i quali la seduta è stata richiesta, essendo tra i proponenti. “Come sapete – esordisce Imbesi – questo Consiglio Comunale aperto è stato fortemente voluto e richiesto dai Gruppi Consiliari di Opposizione  e nello specifico da PDL, Grande Sud, FLI, Socialisti, Mal-Mpa e Lista Molinari perché noi tutti ritenevamo necessario e non più procrastinabile affrontare la tematica del Piano di Trasporto urbano della città di Potenza a più di 2 anni dalla sua approvazione avvenuta a maggioranza e senza il nostro voto favorevole in codesta Assise Municipale. Dal 2010 ad oggi il nuovo Piano di Trasporto Pubblico Locale che, secondo l’Amministrazione Comunale, doveva risolvere i problemi di trasporto della città ha mostrato tutte le sue lacune ed i suoi difetti, finendo non solo per non raggiungere gli obiettivi prefissati ma addirittura per scontentare tutti i cittadini che lo trovano, e giustamente sottolineerei, poco efficace, per nulla rispondente ai bisogni della città e quasi  avulso e lontano dalle necessità di chi dovrebbe utilizzarlo. Ho testé ricordato come non vi fu da parte nostra una posizione di accettazione della proposta ma, per senso di responsabilità istituzionale, nemmeno pregiudiziale rispetto al “tentativo sperimentale” che l’Amministrazione intendeva esperire con quella deliberazione: l’astensione dei Gruppi di Minoranza fu data per consentire al Governo della città di poter tentare di “avviare un processo di razionalizzazione sulle percorrenze – così citava la delibera in oggetto –  mantenendo inalterata e, dove possibile,  migliorando l’offerta di servizi di trasporto all’utenza”. Oggi, però, a distanza di oltre 2 anni da quel dicembre del 2010, ci tocca fare una valutazione il più possibile asettica e critica dei risultati ottenuti dall’Amministrazione con quel Piano di Trasporti e, purtroppo, non possiamo che verificare come gli obiettivi perpetrati non siano stati né raggiunti, né in alcuni casi nemmeno sfiorati. Il Programma di Esercizio del Trasporto Pubblico Locale non ha prodotto economie di scala mantenendo quasi inalterati gli altissimi e decisamente inaccettabili costi di gestione, non ha convinto i cittadini a scegliere il mezzo pubblico anziché quello privato, ha disorientato gli abitanti, non si è qualificato come moderno ed innovativo, non ha aumentato i numeri degli utenti (anzi forse li ha addirittura ridotti), non ha risolto il problema del traffico urbano,  non ha risposto alle esigenze delle famiglie, degli anziani e degli studenti finendo per essere un completo fallimento e mostrando tutti i limiti e le superficialità del caso. Una buona Amministrazione dovrebbe prendere atto di questo insuccesso e, dialogando sia con tutte le forze politiche sia direttamente con i cittadini, dovrebbe essere capace  di apportare i dovuti cambiamenti ed i necessari correttivi, evitando di arroccarsi come spesso, invece questa Amministrazione ha fatto, sulle proprie scelte e sulle proprie idee. Per questo motivo noi chiediamo con forza che vengano adottati tutta una serie di correttivi, modifiche e rimedi e che questi vengano al più presto dibattuti e decisi in questa Massima Assise Cittadina con scelte che finalmente siano in linea con i bisogni dei potentini, ma anche in linea con le esigenze di cassa di un Comune che vive, ormai da troppi anni, gravi ristrettezze economiche e che non può continuare a fare scelte di gratuità solo spiegabili con esigenze di carattere elettoralistico e decisamente contrarie alle regole del buon amministrare. Se è vero, infatti, che la città di Potenza ormai si caratterizza per un trasporto modale basato sulla centralità dei collegamenti verticali e delle scale mobili, dall’altro non può non rilevarsi la  assoluta impossibilità per una Amministrazione “in rosso” (non mi riferisco in questo momento al colore politico che la dirige o maldirige da anni ma semplicemente alle serie difficoltà di bilancio che tutti gli anni il Municipio vive…) di continuare sulla falsariga della gratuità di determinati servizi, che, invece, in tutto il mondo, essendo servizi a richiesta, sono ovviamente a pagamento. Certo bisogna anche considerare che con la “finta” gratuità delle scale mobili i cittadini pensano di muoversi liberamente senza spendere in maniera immediata alcuna cifra: in realtà però la definizione di finta gratuità è espressamente voluta perché rimarca come quel servizio non pagato direttamente dai pochi che attualmente lo usano in realtà viene pagato in maniera indiretta da tutti i cittadini potentini attraverso le tasse perché in qualche maniera il Comune deve rientrare dell’enorme cifra  che costa il piano di trasporto. Come lo fa? Ovviamente mantenendo alte le tasse municipali che altrimenti potrebbero sicuramente conoscere, a nostro modo di vedere, una decisa riduzione in termini percentuali o assoluti. Ma per mantenere un messaggio politico, favorendo i pochi, si finisce per sfavorire i tanti, quando con maggiore correttezza si potrebbe stabilire almeno un prezzo congruo anche basso che aiuterebbe, se non altro, a risanare in parte le non certo ricche casse comunali. Ma questo è solo uno dei tanti punti che andrebbero chiariti e discussi senza pregiudiziali e senza posizioni preconcette poiché il trasporto pubblico deve anche rispondere ad altri due principi fondamentali: efficienza e rapidità. Del resto come si può pensare che le persone smettano di usare  il loro personale e più comodo mezzo privato se il mezzo pubblico non è almeno confacente alle loro necessità ed ai tempi di percorrenza che i cittadini possono permettersi? Per fare un esempio: come si può sperare che un cittadino di una qualsiasi delle zone servite prenda l’autobus per raggiungere il viale dell’Unicef se per arrivare ci metterà 40 minuti più la lunga attesa alla fermata (decisamente non quantificabile in termini di tempo) per poi doverci impiegare altri 20 minuti per risalire con le scale mobili, trasformando quindi un tragitto che normalmente necessita di 10-15 minuti in uno di 50-60 minuti? Chi mai prenderà quel mezzo e non opterà per la propria auto? Altro elemento che andrebbe verificato è quello delle segnalazioni (sia lamentele che suggerimenti) che vengono dai cittadini e che troppo spesso non vengono tenute in debita considerazione o addirittura snobbate nel vano tentativo di farle passare come “inutili o poco rilevanti”: ebbene riteniamo che molte di queste, se non tutte, siano, invece, fondate, reali e degne di attenzione. Tra i suggerimenti, ad esempio, cogliamo come estremamente positivi quelli fatti dal Comitato 13 Ottobre che, per esempio, ha suggerito un nuovo modello di snodi modali in grado di snellire, se applicati, il traffico urbano, accanto a soluzioni che anche noi da decenni chiediamo, purtroppo inutilmente, siano applicati. E se guardiamo alle lamentele, in questo momento decine di esse arrivano da svariate aree della città quali ad esempio:

–     via Tirreno (da tre linee autobus si è passati ad una soltanto);

–     Macchia Giocoli (che non ha più collegamenti con via Vaccaro e con il liceo classico Quinto Orazio Flacco);

–     Piazza 18 Agosto (oggi meno centrale nel discorso dei trasporti su gomma di quanto non fosse prima);

–     Poggio Tre Galli e Malvaccaro oggi meno servite che in passato e così via;

per non parlare di diverse classi di utenti quali ad esempio:

–     gli studenti (dato che i collegamenti delle linee scolastiche non sono più in linea con gli orari di apertura e di inizio delle lezioni);

–     gli anziani (che non sono avvezzi per ovvie e comprensibili ragioni all’uso dei collegamenti verticali)

ed inoltre tra le situazioni da chiarire rimangono:

–     via del Basento dove ancora non si capisce bene per quale motivo non sia stata attivata la stazione degli autobus (per cui circola nei corridoi ancora la “vocina” di una mancanza di autorizzazioni relative alla sicurezza);

–     il trasferimento del terminal bus di piazzale Zara presso il parcheggio dell’Unicef;

–     la carenza di corse verso alcune delle scale mobili esistenti, ad esempio quelle di Santa Lucia;

–     l’attuale mancanza di certezza degli orari di percorrenza sia in forma scritta che in formato multimediale (mancano infatti cartelli, orari, tragitti e tarda ad essere attuato il piano della info-mobilità del quale tanto sinora si è discusso ma pochissimo, purtroppo, si è fatto).

Certo abbiamo appreso proprio ieri che qualcuno dei progetti dell’Accordo Quadro sembrerebbe essere arrivato, finalmente, dopo anni di “chiacchiere e fumo” alla fase dell’effettivo finanziamento ma, ad un bravo lettore, non sfugge che in realtà dei famosi 26 milioni sbandierati solo 3,5 saranno effettivamente erogati alla città di Potenza nei prossimi mesi e solo per 4 dei tanti progetti previsti. Gli altri dovranno aspettare tempi e modi tutti da verificare… con il rischio, ancora vigente, che buona parte degli stessi finanziamenti saranno in realtà non concretamente spendibili perché supereranno i limiti temporali imposti per la spesa da Bruxelles. E poi parlando dei problemi del traffico, possibile che dopo quasi diciotto anni che il Centro-Sinistra che governa questa città, questa provincia e questa regione ancora non sia stato in grado nemmeno di attivare un tavolo tecnico di concertazione per la definizione dei percorsi extraurbani in modo da bloccare una volta per tutte l’invasione degli ultra-bus (per fare una analogia cinematografica) in questa città? Possibile, e qui mi rivolgo anche all’Assessore provinciale Valluzzi, che anche alla Provincia nessuno si sia posto seriamente questo problema?  Chi o cosa dobbiamo ancora aspettare perché troviate il tempo ed il modo di sedervi tutti insieme ad un bel tavolo per trovare una soluzione che impedisca, una volta per tutte, l’ingresso e lo scorrazzamento in città dei pullman provenienti dall’intera provincia? Autobus che ingolfano il traffico cittadino, che aumentano i tempi di percorrenza di tutti, che amplificano le spese della regione per i percorsi da riconoscere alle varie autolinee private, che impediscono di fatto il proliferare di un Piano di Trasporto tutto cittadino così come gli introiti della mobilità urbana. E poi non ritenete che ci sia una certa discrasia nelle scelte politiche fatte dai vari e tanti Enti che il Centro-Sinistra governa ad oggi? Ad esempio come si concilia la scelta di far pagare tanto ai cittadini di Potenza per parcheggiare in centro storico o nelle aree immediatamente limitrofe con quella di permettere il parcheggio gratuito ai dipendenti della provincia o della regione o delle ASL nelle aree parcheggio vicine a questi enti? Forse qualcosa andrebbe razionalizzata e corretta anche in questo ambito… In ultimo vorrei trattare di un altro problema che ha visto la mia personale contrarietà sin dall’inizio ma anche quella di molti dei miei Colleghi e che fino ad oggi nonostante i tanti incontri (voluti o negati), i tanti dibattiti e Consigli aperti, le riunioni con le categorie e con i cittadini, rimane però un bubbone tutto ancora da risolvere: la ZTL. Anche questa scelta a nostro modo di vedere non è stata una scelta felice ed invitiamo pertanto, ancora una volta, l’Amministrazione a soprassedere a questo “infinito” esperimento che ha prodotto solo lamentele da parte di tutti, sia cittadini che commercianti, perché non ha saputo né valorizzare il centro storico né salvaguardare tale area, accentuandone, se possibile, il decadimento e la crisi. Da sempre sosteniamo che la ZTL non sia la panacea dei mali di questa città, specie nelle condizioni e nei modi in cui è stata adottata (a maggioranza con tanti della Minoranza astenuti o contrari) e poi sviluppata. Certo non è colpa solo della ZTL la crisi che attanaglia commercialmente il centro storico ma in un momento in cui i nostri operatori hanno seria difficoltà a sbarcare il lunario giornaliero essa non ha fatto altro che contribuire a peggiorare la situazione. Ora di fronte al grido di dolore, perché di questo si tratta, dei nostri concittadini, che chiedono comprensione, disponibilità ed indulgenza una Amministrazione attenta ai bisogni della propria città non può opporre un veto pregiudiziale. Chiediamo dunque che poiché ad oggi la ZTL è stata fallimentare e poiché ormai siamo quasi al termine di questa consiliatura (mancando solo una decina di mesi alla nuova campagna elettorale delle prossime amministrative) di chiudere questa esperienza sospendendone immediatamente gli effetti e lasciando alla futura Amministrazione la scelta se proseguire in questa direzione o meno, evitando, peraltro, in maniera corretta, che la ZTL possa diventare anche un oggetto di futuro scontro elettorale. Insomma, queste sono le cose che vorremmo cambiate, questi sono i suggerimenti che ancora una volta ci permettiamo di dare nella speranza che almeno adesso, dopo il chiaro segnale che anche la popolazione potentina ha dato in maniera inequivocabile alle recenti elezioni, vengano compresi, percepiti e finalmente seguiti ed eseguiti. La democrazia è, secondo noi, qualcosa di diverso dal governare sempre convinti che si sia nel giusto e che tutti gli altri non siano portatori di idee e valori altrettanto valenti. Noi, questa “strana cosa” che è la democrazia la intendiamo per come dovrebbe essere: governo condiviso della poleis. Non ci interessano, perciò, le differenze di schieramenti e di partiti politici (cosa che abbiamo sempre dimostrato con un atteggiamento corretto, leale e rispettoso delle istituzioni e del Municipio in quanto tale): ci interessa però che le decisioni siano prese sempre nel solo interesse dei cittadini, di tutti i cittadini e non solo di alcuni di essi. E perché  ciò avvenga nel vero senso della parola tutti devono poter contribuire alle decisioni e tutti devono voler ascoltare, vagliare e correggere, se necessario. Noi non ci sottraiamo a questo modus operandi e chiediamo con tutta la forza possibile che anche l’Amministrazione faccia altrettanto” conclude Imbesi. L’assessore provinciale ai Trasporti Nicola Valluzzi interviene spiegando che “ogni giorno arrivano nel capoluogo di Regione 188 pullman da una sessantina di Comuni della Regione. Nel periodo scolastico negli orari sensibili entrano 93 autobus giungono nel capoluogo per circa 4.500 studenti, dati in crescita a causa della crisi, con 2.500 persone utilizzano i mezzi extraurbani per giungere in città. Nel periodo non scolastico i pullman che entrano sono 136 e negli orari sensibili si scende a 49 bus extraurbani nei percorsi urbani. In termini di ingorgo e disagio la differenza è rilevabile e percepibile. I numeri sono importanti perché offrono l’opportunità di leggere in maniera più compiuta la situazione. La criticità è indubbia, ma l’apertura della stazione bus in viale del Basento e delle altre strutture meccanizzate non consentono d’incanto di procedere al blocco dei bus extraurbani. 5.000 persone devono essere trasportate in giro per la città, per farlo è necessario un adeguato trasporto pubblico urbano. Va riscontrato il bisogno della popolazione residente con quella che giunge a Potenza da fuori essendo il capoluogo pensato e voluto come centro di erogazione di servizi. L’armonizzazione di ingresso e uscita degli studenti nelle scuole, l’arrivo in città entro le 7,55 dei bus extraurbani ha già favorito un alleggerimento della situazione complessiva in città. Confermo l’assoluta disponibilità a collaborare per trovare le migliori soluzioni possibili, spero ampiamente condivise”. Candido D’Andrea presidente Adoc Basilicata al microfono: “intervengono a nome dell’associazione dei consumatori che rappresento e di tutti i cittadini. Abbiamo svolto 2 indagini ‘Bus amico 1 e 2’ rilevando le criticità del sistema di trasporto pubblico. I problemi si sono acuiti con il nuovo piano. Aumentate le frequenza, previsti più snodi di interscambio? Sono state previste le paline intelligenti? I costi della sosta sono stati adeguati alle nuove esigenze, pensiamo ad esempio alla gratuità per chi usufruisce dei bus urbani. E’ stata tenuta nella giusta considerazione le esigenze di ipovedenti, non vedenti, disabili e anziani? Al momento ci pare che sia partito un servizio disarticolato che non tiene conto delle esigenze dei cittadini”. Prende la parola la vicepresidente dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti, Anita Varriale. “Diverse le criticità soprattutto per i disabili; agli ipovedenti non sono state riservate le giuste attenzioni, mancano paline intelligenti, avvisatori acustici, gentilezza da parte degli autisti, macchine obliteratrici negli stessi posti su tutti i bus, rallentare la velocità delle scale mobili e creare percorsi tattili”. Per il comitato cittadino ’13 ottobre’ Dino De Angelis spiega “che non rappresentiamo alcuna forza politica. La nostra proposta è frutto di uno studio che dura da dieci mesi e nulla di approssimato o estemporaneo. Il trasporto pubblico non è mai stato sfruttato a pieno, né prima né oggi. Come affrontare il problema. C’è la necessità di un approccio semplice. Ci siamo limitati a fare dei ragionamenti di principio. Il tema principale riguarda l’accesso dei pullman in città: riteniamo che si possano fermare alle porte Sud e Nord della città. Immaginiamo che ci si possa innestare seguendo linee che si muovano anche lungo le dorsali, sfruttando anche il trasporto ferroviario. Chieve di volta potrebbero essere delle micro circolari. La comunicazione è determinate nei punti di prossimità, all’interno delle macchine, alle stazioni, auspicheremmo la presenza di almeno due Infopoint. Raffaele Atena segretario della Cisl pensionati: “Parlo principalmente del mio rione, Murate e lamentiamo un raddoppio dei tempi con il cambio del servizio, con un notevole allungamento dei percorsi da fare a piedi per utilizzare mezzi e scale mobili. Abbiamo segnalato in diverse sedi e occasioni le nostre lamentele senza successo. Abbiamo fornito suggerimenti anche attraverso articoli di stampa, nessun esito”. Il docente Gaetano Smaldore in rappresentanza dell’Ipsia segnala come gli studenti iscritti all’istituto “giungano soprattutto dalle contrade e da fuori città, e il nuovo piano spesso determina ritardi nel loro arrivo a scuola. Chiediamo che venga presa in considerazione questa difficoltà e organizzate le contromisure necessarie”. Si apre il dibattito consiliare e per il gruppo misto Emilio Libutti sottolinea che “tutti i rilievi espressi, giustamente in una democrazia degna di questo nome, vanno esaminati con attenzione. Il sistema dei trasporti però non deve sottostare alle richieste individuali. Nella stesura iniziale registravo un’eccessiva ‘rottura di carico’ troppi cambi, poca attenzione a studenti e lavoratori, poca attenzione al centro storico. Opportunamente Sat, commissioni consiliari e uffici, hanno ascoltato tutti e mi sembra che ci si stia avviando sulla strada giusta. Ritengo che si possa e debba migliorare la comunicazione con l’utenza. E’ importante un’opera di sensibilizzazione, di informazione dell’utenza. La città prima si è sviluppata solo verso il centro, oggi essendo policentrica va modificata. Bisogna proseguire a eliminare gli ostacoli all’utilizzo del trasporto pubblico, in primis con agevolazioni tariffarie, poi spingendo per l’utilizzo del trasporto su rotaia”. Per un disguido un intervento da parte di membri esterni al Consiglio, non era stato registrato. Interviene così la signora Laura Bianco a nome di un comitato dei genitori dei ragazzi che frequentano il liceo scientifico ‘Galileo Galilei’. “Chi ha calibrato orari e corse mi sembra che non abbia mai preso i mezzi, non tenendo presente le esigenze di tutti, tra gli altri quelle dei ragazzi che frequentano diversi istituti scolastici, costretti a ritardi e anticipi onestamente scomodi per loro e per le loro famiglie”. Riprende il dibattito consiliare con il consigliere del gruppo misto Rocco Coviello: “In quest’aula è stato approvato un nuovo piano d’esercizio, unici a votare contro fummo io e il consigliere Fanelli, che lo ritenevamo e lo riteniamo ‘farraginoso’. Se un servizio non assicura tempi rapidi, se ingessa il bilancio del Comune che Piano d’esercizio è? I tempi di percorrenza sono altissimi. Oggi abbiamo la prova che quando la politica si interessa di problemi reali la cittadinanza partecipa e lo fa attivamente. Invito a ritirare la delibera perché le piccole modifiche non recupereranno la situazione”. Ancora una voce dal gruppo misto quella del consigliere Vito Mitro. “La politica tutta deve recuperare la capacità di ascolto. Il piano è stato studiato nei dettagli. Le modifiche che sono emerse o che sono state segnalate sono state esaminate con attenzione nella commissione competente. La Ztl della quale si occupa la Prima commissione, è importante che venga esaminata proprio nei luoghi deputati a questo, gli organismi consiliari appunto”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra nel dirsi “soddisfatto dall’ampia partecipazione popolare dai cui interventi è emersa la non quadratura del cerchio. Assistiamo all’assenza nel centro storico di un servizio di trasporto pubblico. Dopo la reintroduzione qualche anno fa dei bus cosiddetti ‘Pollicino’. Ritengo che abbiamo necessità di ricostruire una reale partecipazione, ripresi, reintrodotti, ristabiliti corretti rapporti perché le decisioni vengano effettivamente partecipate. Non si continui ad affrontare il problema privatamente tenendo presente solo le esigenze di questo o quel comitato e non di tutta la città. C’è poi da tener presente il rapporto con il Cotrab, con i sindacati che in esso operano, con i lavoratori, tutti loro vanno coinvolti, per sfatare il falso mito che li vorrebbe ostacolo al buon funzionamento del trasporto pubblico”. Per il capogruppo del Pdl Fernando Picerno ringrazia “la presenza in massa dei cittadini. Abbiamo ascoltato le diverse associazioni che denunciano carenze e disfunzioni. Perché i suggerimenti di tutti i soggetti interessati non sono stati ascoltati primi. I disservizi non si registrano solo nelle zone periferiche, ma anche in quelle centrali e semicentrali. Dove si è mai visto che il centro storico non sia servito dal trasporto pubblico su gomma. Chi ha difficoltà di vario genere non può utilizzare esclusivamente le scale mobili. Troppo poco giustificare i ritardi con lo scarso utilizzo del parcheggio della ‘Fondovalle’. Il nuovo piano sarebbe meglio fosse entrato in funzione a luglio, sfruttando un periodo di ‘acclimatamento’ prima della prova del fuoco delle scuole. E’ un piano che nasce perdente e prosegue come tale. Chi deve utilizzare il servizio e come dovrebbe utilizzarlo? Studenti e Comitato 13 ottobre hanno avanzato proposte sensate e che avrebbero ridotto notevolmente le criticità emerse. Occorre avviare un nuovo periodo di riflessione sul tema, visto che da due mesi il trasporto pubblico e gratuito e comunque non è utilizzato. Ancora un Piano che comunque è partito solo per il 70% non comprendendo le zone rurali. L’assessore Valluzzi ha poi citato i 188 bus che giungono dalla provincia di Potenza e non gli oltre 100 che arrivano da quella di Matera. Perché non prevedere degli stalli che evitino l’ingresso dei bus extraurbani in città”. Il coordinatore dei gruppi d’opposizione Giuseppe Molinari sottolinea come “il Consiglio comunale sia la sede più legittima nella quale discutere dei temi che interessano la cittadinanza. Da quando c’è Cotrab c’è un pessimo rapporto di qeusto gestore con i cittadini e con i dipendenti. Il proseguire di proroga in proroga gli attribuisce a tutti gli effetti un regime monopolistico. Allora non è forse il caso di tornare a una gestione diretta del servizio. Nessun investimento infatti è stato fatto dal gestore. Ogni volta che si richiede qualcosa c’è l’incremento di richieste di soldi, considerando l’Ente una sorta di ‘bancomat’. Questa è l’occasione per intessere un nuovo dialogo con il gestore. Il Piano d’esercizio approvato nel 2010 è sttao attuato con eccessivo ritardo. Un cittadino prende un mezzo pubblico se ha la convenienza di prendere il mezzo pubblico. La città orograficamente e climaticamente deve essere considerata per determinare un servizio ‘appetibile’. L’invito è quello di sospendere il servizio e la pezza che si andrà a mettere potrebbe aggravare una situazione già critica. Sospendiamo, ripartiamo con una nuova fase sperimentale nel mese di giugno e a settembre si parte con il nuovo piano che tenga presente le esigenze e non rincorra le emergenze. Stessa cosa dicasi per la Ztl: è consigliabile fermare tutto e rinviare le decisioni affidandole a chi verrà dopo di noi, piuttosto che avere atteggiamenti ondivaghi frutto di chiare indecisioni”. Il consigliere del Pdl Nicola Becce: “Oltre alle esigenze dei potentini in quanto capoluogo dobbiamo interessarci, attraverso il nuovo Piano d’esercizio, anche di chi potentino. Fermiamo tutto e riflettiamo, i trasporti non si pagano, ma se non li pagano gli utenti chi le paga se non l’intera comunità. Va messo in piedi e reso efficiente il sistema della Infomobilità. E’ importante far arrivare la comunicazione nelle case dei cittadini”. Sempre per il Pdl Michele Napoli sostiene che “la battaglia politica in ambiti quali quello in discussione oggi, deve lasciare il posto all’interesse generale. Il problema del trasporto pubblico, così come la carenza infrastrutturale sono problemi che ci portiamo dietro da tempo. Dobbiamo avere la forza di mettere fuori dalla città i bus extraurbani. Vorremmo una città più ecosostenibile. E’ arrivato il tempo di fermarci, registrare i punti di caduta, riflettere, raccogliere i suggerimenti dei cittadini e ripensare l’intero sistema del sistema del trasporto pubblico urbano. Riguardo alla Ztl come si può non immaginare che prima che l’iniziativa fosse posta in essere, senza le necessarie misure preventive, a livello informativo e infrastrutturale. Vorrei una città trasformata in meglio, perché noi tutti potentini meritiamo una città migliore”. A concludere il dibattito il Sindaco di Potenza Vito Santarsiero: “Questo Consiglio è un Consiglio che avremmo dovuto fare due mesi. Ora siamo nel pieno di un cambiamento molto profondo. Questa Amministrazione ha fatto la scelta a una vera e prorpia rivoluzione che itene conto delle tante esigenze e dei tanti suggerimenti emersi. Non siamo dinanzi a piano raffazzonato, ma un piano forte, che ha bisogno di modifiche. Abbiamo ascoltato tutti e in tutti i modi. Non stiamo ascoltando chi il Piano lo conosce, lo utilizza. Uno per tutti. Abbiamo portato il capolinea nell’Università, l’ospedale è adeguatamente servito. Macchia Romana, Rione Lucania, il polo che ruota attorno alla principale stazione ferroviaria cittadina. Avevamo un piano inadeguato, abbiamo cominciato a lavorare su un piano che si muove su tre gambe, gomma, scale mobili, ferrovie. Le scale mobili registrano 5,2 milioni di passaggi nel 2012, 16.000 passaggi al giorno. Dovevamo completare le scale mobili, rinnovare la flotta dei bus urbani, completare il sistema dei parcheggi. I problemi di Potenza sono essenzialmente una dimensione di un’area urbana pari a 1.000 ettari, superiore a quella di Salerno e un’orografia estremamente complessa. Le scale mobili rappresentano il cuore della mobilità cittadina. Le scale mobili sono rispettate, non deturpate e fruibili da parte dei disabili. Le scale mobili che costano circa 4,5 milioni di euro, avrebbero dovuto abbattere l’utilizzo del sistema su gomma. In un’altra realtà queste strutture avrebbero soddisfatto da sole il 60% delle esigenze dell’utenza. L’utenza del servizio c’è è cambiata ma c’è. La difficoltà è dell’utenza ha di entrare nel nuovo sistema, a fronte di una parte silenziosa di utenti che invece utilizza i mezzi. Si è comunque previsto un incremento dei chilometri che il trasporto pubblico cittadino assicura con l’attuale Piano. Si tratta di un grande piano che cambia la mobilità cittadina grazie a interventi infrastrutturali importanti, questa era la filosofia che ci ha mosso sin dall’inizio. Fermare i bus extraurbani fuori dalla città in soli due, o tre poli, avrebbe creato solo doppioni, cambiando il colore dei bus da blu ad arancioni, ma non risolvendo il problema. Stiamo mettendo mano, facendoci carico di intervenire in aree urbane in situazioni delicatissime. E’ in fase di appalto un parcheggio in area Fal per 500 auto, appalto da 10 milioni di euro. Altro appalto di pari importo e sullo stesso tema sarà reso noto nei prossimi giorni. Siamo una realtà guardata con apprezzamento da altre Amministrazioni. Non è vero poi che i dipendenti Cotrab non sono ascoltati, anzi sono loro le sentinelle di riferimento alle quali ricorriamo per ottenere le informazioni di cui necessitiamo. Abbiamo l’assetto della nuova fase pronto, che potrebbe essere ulteriormente modificato per andare incontro alle esigenze di tutti. La Ztl non la considero affatto un fallimento. La Ztl ha consentito si recuperare spazi pedonali alla vivibilità di questa città. Piazza Sedile va verso la riqualificazione. Solo il tratto di via Vescovado-via Due Torri è il motivo del contendere. Il centro storico è di valore e comunque anche la Ztl andrà a recepire i risultati di decine di incontri. Un centro che deve far vivere la sua realtà abitativa di mattina e commerciale di pomeriggio e sempre i suoi aspetti e le sue peculiarità sempre. Dobbiamo entrare nell’ordine di idee di chi ha deciso di cambiare volto al suo trasporto pubblico. Una città compatta è una città europea che tutela i territori esterni. 15.000 abitanti nelle aree rurali ci costano 400.000 chilometri. Questo il contesto entro il quale ci muoviamo. Nessun problema a discutere i dettagli in Commissione. C’è una visione complessiva e qui vanno inserite le nostre riflessioni. Le scale mobili a Potenza sono l’elemento forte. E’ stato già finanziato l’intervento che collega con scale mobili il centro con l’Università. Soffriamo sulla spesa corrente ma intercettiamo fondi nazionali ed europei. L’approvazione dell’Accordo di programma ci consentirà di avere le paline, di proseguire nell’abbattimento delle barriere architettoniche. Dovremmo tornare a parlare di queste cose tra qualche mese. La firma con il Cotrab non ha problemi, ma sarà possibile farlo solo alla fine di questa fase. Ritengo che Cotrab faccia bene il suo lavoro. Il servizio dei bus risente di un piano non adeguato. Cotrab oggi avanza 4,5 milioni di euro eppure corrisponde gli stipendi. Siamo nel pieno dell’espletamento della gara europea novennale”. Il Consiglio si conclude alle 13,10.