Consiglio Comunale del 14 maggio 2013

Il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Santangelo, apre i lavori dell’assise alle 9,50, una seduta dedicata al ‘Rendiconto di gestione per l’esercizio finanziario 2012’. In fase preliminare il Consiglio si sofferma a discutere delle dimissioni presentate dal consigliere comunale Rocco Liccione. Il consigliere del Pdl Imbesi propone di approfondire le modalità con le quali procedere al provvedimento di surroga, stessa posizione sostenuta dal presidente del gruppo del Pd Gianpaolo Carretta, che ringrazia il consigliere Liccione per l’ottimo apporto fornito alla principale assise cittadina. Sulla medesima posizione il consigliere del gruppo misto Vito Mitro, il capogruppo dei Dec Angelo Laieta. Diversa la posizione del consigliere del Pd Rocco Fiore, secondo il quale “il Consiglio deve operare sempre nella pienezza delle sue funzioni e dei suoi componenti. Dunque credo che si possa sospendere la seduta per accertare se esistano o meno i presupposti per procedere alla surroga del consigliere Liccione”. Anche il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza si pronuncia a favore del procedere alla surroga. Il segretario generale Antonio Fraire spiega che a suo parere si debba comunque procedere alle operazioni di surroga, e qualora sussistano successivamente delle condizioni ostative alla surroga, avendo già l’iter in atto, si adotteranno quelli che saranno ritenuti gli opportuni provvedimenti. La seduta viene sospesa per discutere il tema. Il punto in discussione viene rinviato al pomeriggio “per consentire agli uffici di svolgere ulteriori accertamenti in materia” spiega il presidente Santangelo. Si passa a discutere il Rendiconto di gestione 2012 con la relazione illustrata dall’assessore al Bilancio Federico Pace. “Il Bilancio c.d. sperimentale è legge! Il Comune di Potenza ha accolto e vinto la sfida concernente l’adozione dei nuovi sistemi contabili previsti dal D.M. 28/12/2001 che detta discipline innovative secondo i più rigorosi parametri contabili europei in materia di contabilità degli enti locali. Anticipiamo di due anni l’entrata in vigore delle nuove norme ed eccelliamo tra i 55 Enti italiani (regioni, province e comuni) che hanno partecipato al progetto ministeriale di sperimentazione contabile. E tutto ciò è stato possibile grazie allo straordinario lavoro degli uffici di bilancio che con grande spirito di abnegazione e dedizione, per oltre un anno e mezzo hanno profuso ogni sacrificio per il raggiungimento di questo ambizioso obiettivo: non una sola convenzione (eppure potevamo farne in deroga alle regole ordinarie) nessun progetto obiettivo, né una sola ora di straordinario (eppure i loro fogli di presenza testimoniano presenze costanti ben oltre l’orario di lavoro ed anche in giorni festivi!). A loro, all’ing. Laguardia e a tutti gli uffici che hanno contribuito al raggiungimento del traguardo, uno speciale ringraziamento che sento di fare a nome della intera città di Potenza perché è grazie al loro lavoro che l’anno scorso, come ricorderete, abbiamo ricevuto dallo Stato un premio sul Patto di stabilità, è grazie a loro che riceveremo un contributo aggiuntivo dallo Stato, una premialità per essere stati tra i più bravi della sperimentazione Nazionale. Nelle prossime settimane conosceremo l’entità del premio che non  sarà simbolico perché ci sono a disposizione 20 mln. di euro da ripartire in ordine di merito tra i 55 Enti che hanno partecipato alla sperimentazione: e noi, ribadisco, combattiamo per il primo piazzamento nazionale!

– Ringrazio anche il Collegio dei Revisori dei conti per il lavoro svolto, il confronto costruttivo avuto con gli uffici su varie problematiche,  e dico subito, a scanso di ogni equivoco che l’Amministrazione ha fatto già propria la loro proposta di rimpinguare ulteriormente il fondo svalutazione crediti.

– Di questo bilancio consuntivo, l’Amministrazione può andarne fiera, esso rappresenta i miglior consuntivo degli ultimi cinque anni e ciò non solo

dai numeri pure positivi che emergono dalla gestione finanziaria dell’Ente (che chiude con un avanzo finanziario di competenza pari a 900.000 euro circa), ma perché rappresenta il coronamento di un complicatissimo lavoro di risanamento a cui ci siamo dedicati con fatica e sacrificio da più di otto anni ormai e che oggi ci consentono di poter affermare di essere di fronte ad un bilancio povero sì, ma sostanzialmente risanato.

Certamente ricorderete tutti che questa amministrazione si è insediata con un pignoramento in Tesoreria da 4, 5 mln. di euro che bloccava ogni operatività finanziaria, compreso il pagamento degli stipendi; possiamo dire di aver definitivamente archiviato la triste storia dei riconoscimenti di debiti fuori bilancio per errate procedure espropriative che, nell’ultimo quinquennio hanno gravato sulle nostre casse per 26 mln. di euro; 

Grazie ad un una illuminata politica di transazioni finalizzate a prevenire condanne giurisdizionali sfavorevoli all’Ente, attraverso accordi bonari tra le parti, abbiamo raggiunto risultati straordinariamente positivi con cui abbiamo superato le pesantissime eredità del passato, (dalla vicenda Russillo, alla transazione con l’ASI, dalla vicenda “Scancase”, all’accordo con l’Aquedotto Pugliese.

– Abbiamo abbattuto l’indebitamento complessivo dell’Ente che è passato da un picco di 176 mln. di euro agli attuali 105 mln. : in sette anni abbiamo portato il nostro rapporto debito/spesa corrente dal 209% al 114%; se lo stato italiano avesse fatto lo stesso in questi anni, saremmo la Nazione più virtuosa d’Europa!

– Quanto alle politiche del personale, esse sono da tempo oggetto di molte attenzioni per la loro capacità di automatico incremento della spesa derivante dalle assunzioni, dalle convenzioni, dai contratti a progetto, da incarichi e consulenze esterne ecc… che,  spesso hanno suscitato nell’opinione pubblica sentimenti di disapprovazione verso pratiche poco trasparenti di selezione ovvero di spreco.

In termini assoluti, i dipendenti del Comune di Potenza  sono passati da 765 in servizio nel 2004 agli attuali 562, ed i risparmio di spesa è stato di oltre 3 mln. di euro!

Abbiamo abbattuto il numero dei dirigenti da 24 a 13, non abbiamo in essere convenzioni , abbiamo azzerato le consulenze esterne, non paghiamo straordinari, non facciamo progetti obiettivi e paghiamo incentivi al personale solo nelle ipotesi tassative previste dalla legge.

Il turn over, necessario per garantire la funzionalità dei servizi, è stato assicurato mediante stabilizzazione del personale precario (126 unità), già impiegato presso l’ente e quindi compreso nella spesa del personale. Di queste 126 unità, circa 80 erano Lavoratori Socialmente Utili appartenenti alla platea Regionale e di cui, questa Amministrazione si è fatta carico di garantire loro un futuro occupazionale.

Anche il recente decreto sulla spending review che ha previsto su scala nazionale 500 mln. di tagli ai Comuni che avessero un rapporto di dipendenti su popolazione residente superiore alla media nazionale, non si applicherà al Comune di Potenza che, anzi rappresenta un esempio nazionale con il suo 24,5% di incidenza della spesa del personale sulla spesa corrente (il limite di legge è del 50%, la media nazionale è del 34%).

– Ormai, è diventata per noi una consuetudine rispettare Il Patto di Stabilità tanto da non fare più notizia. Lo rispettiamo dunque, e ci siamo attivati senza indugio negli adempimenti previsti dal Decreto c.d. sblocca crediti, e pensiamo di liberare nel mese di Maggio, pagamenti per oltre 25 mln. di euro così da dare il nostro significativo contributo all’economia reale, alle piccole imprese del nostro territorio sempre più in difficoltà  in un contesto economico nazionale ed europeo di profonda recessione.

– Rispettiamo i principali parametri finanziari Nazionali per cui non siamo catalogati come Ente strutturalmente deficitario, ma il vero straordinario risultato è stato raggiunto con la lunga e complessa operazione di riaccertamento dei residui: sono stati eliminati residui per 52,5 mln. di euro.  viene completata una vera a propria operazione di “pulizia” dei residui, un’operazione “verità” sul bilancio dell’Ente che è partita da poste addirittura ante terremoto del 1980. Il risultato è stato per certi versi anche inaspettato, il disavanzo di amministrazione reale, effettivo rimane a ridosso della cifra gestibile di due milioni di euro e l’indicatore finanziario di incidenza dei residui sulla parte corrente del bilancio, passa dal 199% del 2006 e decresce costantemente nel corso degli anni fino ad arrivare al 61% (pensate che un valore superiore al 100% è considerato un livello di guardia per la tenuta dei conti pubblici…).

Presidente Coviello, è vero, tra i residui cancellati ci sono pure dei fitti di Malvaccaro che non abbiamo riscosso, ma il polso verso i morosi è stato durissimo: il Sindaco ha firmato ordinanze di sfratto per morosità senza tolleranza alcuna, finanche a persone  dell’Amministrazione comunale.

 

Questi sono i numeri! E numeri ci dicono che siamo in presenza di un bilancio sano, pulito, rigoroso, ma maledettamente povero! Non ho ritenuto più di rispondere, dopo molti anni ormai, alle “congetture” che ho letto sulla stampa negli ultimi tempi: sembra quasi che su ogni occasione in cui si parla di Bilancio ( e ciò accade almeno tre volte l’anno) aleggi su questo Comune lo spettro del dissesto finanziario. Guardate, con questi numeri in dissesto non ci andiamo neanche per scelta deliberata! E se invece di spettri del dissesto si fosse trattato di gufi, si mettano l’anima in pace pure loro!

– La strada del risanamento è una scelta possibile, ma è una via stretta!

Abbiamo operato in questi anni in un quadro economico nazionale tra i peggiori dal dopoguerra.  La necessità di risanamento della finanza pubblica ha iniziato i suoi percorsi fin dal 2009 quando tutti  abbiamo ancora vivo il ricordo delle numerosissime manovre finanziarie che si sono succedute negli anni. Tuttavia la politica del Governo Nazionale, fatta prevalentemente di tagli lineari, ha letteralmente collassato la finanza degli Enti locali (Comuni, Province e Regioni) ed ha reso questi tagli assolutamente non equi. L’enorme debito pubblico italiano (2 mila miliardi di euro!) grava per l’80% sullo Stato centrale e solo per il 20% sugli enti Locali. Tuttavia il contributo chiesto ai Comuni per il risanamento della finanza pubblica è stato quasi inversamente proporzionale, sia in termini finanziari che in termini di saldi di bilancio derivanti dagli assurdi limiti imposti dal Patto di Stabilità: questo difetto originario di mancata equità nelle proporzioni dei tagli, è ancora oggi il motivo della dura querelle tra Stato e Anci le cui vicende quotidianamente occupano ampi spazi della stampa nazionale.

La Città di Potenza, negli ultimi sette anni ha subito tagli dallo Stato per 18 mln. di euro.

Non senza rammarico  possiamo affermare che, di anno in anno, gli sforzi profusi da politiche di bilancio di questo Ente improntate al rigore, alla razionalizzazione, alla continua ricerca di efficienza della macchina amministrativa, sono state sistematicamente vanificate dal susseguirsi inesorabile delle manovre finanziarie dello Stato. I nostri sforzi, sono serviti a far quadrare i conti di uno Stato che ha scaricato sui Comuni la scure della finanza pubblica, spostando di fatto il conflitto sociale in termini di minori servizi erogati, dal livello centrale a quello periferico. Un Governo che non solo ha aumentato le tasse, ma che ha messo nelle condizioni le Regioni ed i Comuni di ridurre drasticamente i servizi alla collettività in termini di sanità, di servizi sociali, di viabilità, manutenzioni ecc…

Di fronte ad un caos normativo che non ha precedenti nella storia amministrativa italiana, tra il fondo sperimentale di riequilibrio, la  cedolare secca, l’imposta di registro, la compartecipazione irpef, la c.d. iva regionalizzata, questo federalismo sta significando un ritorno al passato e  ad un rinnovato centralismo dello Stato che vuole spacciare per federali i più classici meccanismi ispirati al criterio della Spesa storica. Si è passati dall’abrogazione dell’ici, all’imu, al balzello sui continui rinvii  della Tares: oggi si parla ancora di rivoluzionare il sistema fiscale dei Comuni creando una Tassa sui servizi che assorba imu, tares, cedolare secca, e anche l’ imposta di registro sulle transazioni immobiliari e l’imposta ipotecaria e catastale. Fateci sapere di che morte dobbiamo morire! Fateci sapere da dove si prenderanno i soldi anche per il solo rinvio della prima rata imu o gli stipendi di giugno di molti comuni d’Italia saranno veramente a rischio!

– Abbiamo pressoché azzerato le Consulenze esterne, abbiamo abbattuto i c.d. costi della politica (missioni, spese di rappresentanza, auto di servizio, ecc..) al livello più basso dei capoluoghi d’Italia: avete in allegato al consuntivo l’elenco delle spese di rappresentanza sostenute dall’Ente nel 2012: 3000 euro! Una cifra irrisoria se si considera che la fascia tricolore ed i gonfalone rientrano tra queste.

– Entusiasmanti i dati sulla Lotta all’evasione fiscale che presenta un incremento di oltre 3 mln. di euro rispetto alle previsioni di inizio anno: un versante, questo, dal quale ci aspettiamo ulteriori importanti risultati attraverso  l’attivato sistema Informativo Territoriale che incrocerà i dati fiscali dei contribuenti mettendo in rete gli accertamenti dell’Ente, con l’Agenzia del territorio e l’Agenzia delle Entrate: anticipando, in un certo senso, lo spirito autonomista e di autosufficienza sul controllo tributario auspicato dal Federalismo fiscale.

Pensate che per il solo fatto di aver internalizzato il sistema di versamenti volontari dei nostri tributi togliendoli ad Equitalia, si è registrato un incremento di gettito di oltre 400mila euro/annuo.

– Cogliamo risultati da manuale sul valore di accertamento della capacità di spesa corrente rispetto alle previsioni ( 99,32%), incrementiamo la copertura dei costi dei servizi a domanda individuale portandola al 56% rispetto alla percentuale minima prevista dalla normativa vigente del 36%.

Aumenta anche l’imposizione fiscale e la sua incidenza per abitante: il calo demografico incrementa matematicamente il quoziente, ma in questi anni, abbiamo dovuto incrementare il gettito per sopperire sia ai tagli dello Stato, sia alla necessità di risanamento prelevando dalla parte corrente quelle risorse che non abbiamo voluto più reperire attraverso l’indebitamento.

Tuttavia il dato che vede un incremento dell’addizionale comunale dell’IRPEF per 400 mila euro significa che nonostante la crisi, i redditi delle famiglie potentine hanno beneficiato di un incremento significativo, almeno ai fini della tassazione.

– Questo è stato il prezzo pagato per il risanamento. Scelte impopolari e dolorose, sacrifici che chiediamo alle manutenzioni, al verde, alle strade ecc…ma uno sforzo che dovevamo in coscienza alla nostra comunità e soprattutto ai nostri figli.

– Tuttavia, nel lungo periodo le scelte di rigore producono pure buoni frutti, siamo solo all’inizio, la strada ancora è lunga, e mentre l’evoluzione recentissima del quadro normativo relativo all’imu o alla c.d. tassa sui servizi rende aleatorio oggi prendere impegni sulla diminuzione delle aliquote dell’Imu (cosa che comunque proveremo a fare con il prossimo bilancio di previsione…), proviamo ad intervenire su due questioni che la nostra comunità tiene particolarmente a cuore: la revisione a ribasso degli oneri di urbanizzazione e una fiscalità di grandissimo vantaggio relativamente al Cosap per le attività commerciali del centro storico e non che chiedano di occupare il suolo pubblico per eventi, manifestazioni, servizi e arredo urbano. Entrambi i deliberati sono all’attenzione di questa Assise.

Siamo pure riusciti quest’anno (2012) a far partire le mense scolastiche il primo di ottobre, senza ritardi, insieme al trasporto scolastico e a quello dell’handicap. Né mai  abbiamo pensato di tagliare risorse ai SERVIZI SOCIALI.

– Possiamo dire che il lavoro di spending review del Comune di Potenza e di cui non riprenderò l’ampia illustrazione fatta lo scorso 30 settembre in occasione della verifica e salvaguardia degli equilibri di bilancio, ha  rappresentato risparmi per oltre 10 milioni di euro. E questo è stato  possibile solo grazie al lavoro lungo e costante di tutta la Giunta comunale, della maggioranza che governa questa Città, ma anche attraverso i continui stimoli  dell’Opposizione che, quando condivisibili, hanno rappresentato motivo di riflessione e condizionato le scelte amministrative” conclude l’assessore Federico Pace. Primo intervento quello del consigliere del gruppo misto Rocco Coviello, presidente della Seconda commissione consiliare permanente, quella che per competenza ha esaminato la pratica oggetto della discussione odierna. “L’insussistenza dei residui attivi è un tema sul quale ci siamo spesi, ma che non ci ha portato ai risultati che auspicavamo, penso, per esempio, alle multe comminate ai commercianti ambulanti. Senza il contributo regionale sulla spesa corrente di 6 milioni di euro, non so se ci saremmo trovati nella medesima posizione. A Potenza si registra uno spopolamento, il nostro Bilancio resta sotto la lente d’ingrandimento. Si tratta comunque di un Bilancio che di politico ha poco. Le politiche giovanili già contavano zero. Oggi la stessa situazione sembra poter sempre più riguardare anche quelle legate ai servizi sociali. L’aumento delle tasse è spropositato, di contro, gli impianti sportivi sono in uno stato precario e così la maggior parte degli altri settori”. Il consigliere del Pdl Antonino Imbesi prende la parola: “Continua l’atteggiamento di tutti gli assessorati a non voler fornire ai consiglieri comunali una relazione che rendiconti l’operato dei singoli assessori, fatta eccezione per l’assessore al Bilacio che è obbligato a farlo. Da un lato i revisori dei conti chiedono una modifica all’emendamento per stanziare una somma pari al 25% dei residui attivi al Fondo di svalutazione, l’emendamento non viene fatto, malgrado la richiesta fosse stata formulata 32 giorni orsono. Dall’altro a Potenza nell’ultimo anno abbiamo perso 861 abitanti. Dal 2005 abbiamo ogni anno sistematicamente abitanti in meno nella nostra città, di contro nei paesi viciniori la popolazione è in aumento. Tralasciando alcune discrasie rispetto al personale effettivamente in servizio presso il Comune di Potenza, la pressione fiscale e quella tributaria si sono incrementate mediamente di circa il 20% per ciascuna di entrambe. Si notano entrate di quasi 18 milioni inferiori rispetto a quelle preventivate con il documento del bilancio preventivo. Si evidenziano problemi rispetto al rilascio dei ‘Permessi di costruire’, con un introito per le casse comunali che passa dai 5,8 milioni del 2011 ai circa 2 milioni del 2012. E’ vero che ci sono stati tagli statali per 18 milioni di euro negli ultimi tre anni, ci sono anche però maggiori trasferimenti per circa 7 milioni di euro. Il saldo tra i proventi e i costi dei musei è di meno 263.000 euro circa. I proventi dei nostri mudei sono di poco superiori ai 2.000, lo 06 %, cioè il nulla assoluto Si deve investire sulla cultura, ma quei costi non si devono riversare sulla comunità. Quindi chi ha visitato le mostre, tra virgolette, è stato costretto, penso ai bambini delle scuole, visto che proventi non se ne registrano. Riguardo alle sanzioni amministrative si registrano 500.000 euro in meno, probabilmente per controlli non proprio efficaci. Cifre esagerate per Sat e Acta. Rispetto alle opere pubbliche, 55 opere vengono iscritte dal 2002 al 2012, soltanto una ventina sono state in qualche modo eseguite. Le altre rimangono sulla carta”. Il coordinatore dei gruppi di opposizione Giuseppe Molinari interviene definendo il “bilancio un po’ stressato, ma povero. Il bilancio di Potenza si colloca in uno scenario di crisi complessiva, che oltrepassa i confini regionali e nazionali. Superata la sbornia del federalismo. In tema di controlli è venuto il principio della responsabilità degli Enti locali. La Corte dei Conti sarebbe dovuto rimanere un momento successivo. L’altro decreto quello sull’incompatibilità dei dirigenti rispetto alla loro eleggibilità politica, un ulteriore elemento che va verso un decadere complessivo della qualità di chi è chiamato a un ruolo istituzionale così delicato. Ringraziamo per il secondo anno la Regione che con un contributo straordinario, ha consentito al comune di affrontare il Bilancio ordinario. Va rimpinguato il Fondo di riserva, per quel che attiene ai residui, bisogna fare di più rispetto all’8,54% recuperato. Bisogna intervenire ancora sui fitti, meno del 30% del dovuto, sulle mense scolastiche, sulla Tarsu, che rimane sotto il 50%. Continuano ad aumentare i residui anche rispetto alle multe. Il Bilancio consuntivo è anche un bilancio politico. Quali obiettivi, cosa ci saremmo aspettati. La nostra opposizione non è stata pregiudiziale, lontana dagli estremismi. Continuiamo a chiedere la rivisitazione degli oneri di urbanizzazione. La questione rifiuti: come mai questo stallo rispetto all’accordo siglato con il Conai, perché non parte la raccolta differenziata? Perché non si trovano soluzioni al problema dei rifiuti? Riguardo al piano trasporti, a fronte di una riduzione prevista, per chilometri percorsi e spesa, nell’ultimo piano presentatoci, si registra un aumento di chilometraggio e di costi. Parlando della vendita degli immobili comunali, come mai i bandi continuano ad andare deserti. L’odg approvato con il quale gli assessorati passavano da dieci a sei, non ha trovato la sua applicazione. Attendiamo con fiducia qualche segnale positivo nella replica del Sindaco”. Il consigliere del gruppo misto Vito Mitro parla di una relazione “puntuale. Si registrano comunque situazioni di estremo disagio per la città. L’indebitamento dell’Ente è passato da un picco di 176 milioni di euro agli attuali 106. Di questo va riconosciuto il merito all’Amministrazione e agli uffici. Importante anche la stabilizzazione di 126 lavoratori precari. E’ pare assurdo che malgrado questo, non ci sia la possibilità di costituire una squadra di manutenzione. Domani il Consiglio provinciale approva il Piano di Forestazione che riguarda la città di Potenza. E’ importante che l’Amministrazione comunale concordi con quella provinciale le priorità e le modalità d’intervento. Torno sulla revisione degli importi previsti per gli ‘oneri di urbanizzazione’, ritengo sia irrinunciabile per dare nuovo impulso all’economia cittadina, per cui invito l’Amministrazione a intervenire con urgenza, portando la proposta di deliberazione all’attenzione del Consiglio. Il trasporto pubblico registra criticità che vanno affrontate con la massima urgenza, e non è più procrastinabile il regime sperimentale. I rifiuti rappresentano un tema sul quale muoversi con estrema rapidità ed efficacia, la complanare da Vaglio fino a Potenza è invasa dai rifiuti, sede stradale inclusa. Per cui si chiede di intervenire con la massima sollecitudine per dare decoro alla città. Le due questioni in precedenza evidenziate vanno affrontate con il massimo senso di responsabilità e collaborazione da parte di tutto il Consiglio. Nel rivolgermi all’assessore Pace chiedo di porre rimedio e collaborare ricercando le necessarie somme per addivenire a una veloce soluzione delle questioni poste, confermo non più rinviabili”. Il consigliere del gruppo misto Francesco Fanelli torna sul tema dei residui attivi, “troppi e senza che, in larga parte, possano essere in alcun modo riscossi. Il trasporto pubblico non funziona, pur essendo ancora oggi gratuito, pensiline e paline restano, dove esistenti, inadeguate. Non avendo registrato miglioramenti tra bilancio preventivo e consuntivo il mio voto sarà contrario”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra introduce il suo intervento sostenendo che la relazione avrebbe dovuto rispondere ai rilievi mossi dai revisori dei conti e a quelli suggeriti dai consiglieri in sede di Bilancio preventivo. Non mi pare che l’assessore Federico Pace abbia centrato questi due obiettivi. Nessuno auspicherebbe un nuovo dissesto del Comune. La  mia valutazione al di là dei numeri, è incentrata sulla bontà della spesa sostenuta dal Comune rispetto al fine sociale che dovrebbe guidare l’operato dell’Amministrazione. La situazione della città è in forte regressione, certo in una situazione critica per tutti. Sentirsi dire che paesi della provincia sono puliti e Potenza non lo è non ci fa bene. Stesso discorso per il trasporto pubblico, per gli impianti sportivi. Qual è la politica sociale che l’Ente persegue, proponendo l’utilizzo di impianti sportivi allo stesso costo di un impianto privato, che corrisponde anche oneri rilevanti alla pubblica amministrazione. Non conosco il bando sul Dancing di Montereale, forse si sarebbe potuti intervenire perché risultasse più appetibile, con l’unico obiettivo di migliorare la qualità della vita dei cittadini. Mi sarei aspettato risposte ai rilievi mossi dai Revisori dei conti. La verifica sui residui è solo cartacea, ma manca una valutazione sulla possibilità di riscossione. Criticità sull’aumento delle anticipazioni. Avrei preferito un miglior impiego del personale stabilizzato. Nessuna azione virtuosa riguardo alla riduzione del numero dei dirigenti, diminuiti per pensionamenti non reintegrati. Grande è la volontà di dare sostegno al lavoro della macchina amministrativa”.

La seduta viene sospesa alle 13,15, per riprendere nel pomeriggio. Alle 16,10 riprendono i lavori con l’intervento del presidente mediante il quale Santangelo, propone il rinvio della delibera di surroga del dimissionario consigliere Rocco Liccione. Il capogruppo dei Pu Sergio Potenza, si dice favorevole al rinvio, “a patto che alla data del rinvio, in caso di mancate novità, venga predisposta una clausola sollecitatoria, per evitare che, anche in quella occasione il Consiglio rimanga composto da 40 consiglieri, piuttosto che dei 41 previsti”. La delibera viene rinviata alla prossima seduta del Consiglio, in programma il prossimo 21 maggio, con voto unanime dei consiglieri. Il consigliere del gruppo ‘Con Santarsiero per Potenza’ Roberto Lo Giudice: “il Bilancio non è più purtroppo un atto politico, ma quasi esclusivamente tecnico. Ho trovato poco, nella relazione, sull’urbanistica della città, fenomeno imposto dall’abbandono totale dello Stato. L’urbanistica richiede una cultura della città, cultura che purtroppo si sta perdendo. In ultima riunione sul tema delle ‘zone aperte’ denuncia questa scarsa conoscenza. Quanto costa alla città, al cittadino che vive nel condominio, la gestione delle ‘zone aperte’?”. Mi auguro che il prossimo bilancio preventivo possa essere un atto politico e non meramente tecnico”. “La relazione, – esordisce il capogruppo del Pdl Fernando Picerno – gli uffici, e i revisori dei conti hanno redatto documenti che attestano l’estrema difficoltà nella quale versa l’Ente. Il giudizio complessivo non può che essere negativo. Commercio: mercato non più esistente in piazza Bonaventura. Commercio naturale di via, una catastrofe lo spostamento del mercato mensile di viale del Basento. Passando ai Comitati di quartiere altro fallimento. Stessa cosa dicasi per trasporto pubblico e impianti sportivi. Autobus, aumentati costi e problematiche. Aumentate le tariffe per l’utilizzo degli impianti sportivi diminuiti la qualità. I piccoli artigiani si sono trasferiti tutti fuori dal capoluogo, capoluogo che non ha una zona artigianale. Le case continuano a costare molto in città, quindi si preferiscono i centri dell’hinterland. Situazione più che critica nel settore dell’ambiente a cominciare dall’Acta. Si dovrebbe intervenire anche in tema di consumo e di miglior utilizzo dell’energia. Riguardo ai parcheggi a pagamento perché non indire una gara. Quanto paghiamo la pulizia per gli edifici comunali? Passando al personale, se diminuiamo quello interno e facciamo lavorare ditte esterne, i conti non diminuiscono ma aumentano. Importante anche immaginare una razionalizzazione della Cosap”. Per il consigliere del Pd Rocco Fiore “quello consuntivo è un atto che certifica, fotografa una situazione di difficoltà determinata da scelte del governo centrale, da una congiuntura estremamente negativa, e da una mancata condivisione con i nostri concittadini delle difficoltà che comporta l’amministrare il capoluogo. Le mense scolastiche sono partite puntualmente, tanti servizi sono stati assicurati anche se alcuni altri potevano esserlo. E’ giusto ripensare gli oneri di urbanizzazione per dare impulso al settore. Altra questione importante è quello dei rifiuti, che al momento ha un metodo di raccolta ‘preistorico’. Su alcune questioni va fatta un supplemento di sforzo. Il piano di trasporto pubblico, merita al pari un impegno ulteriore. Questa Amministrazione ha prodotto in questi nove anni uno sforzo ‘disumano’ per giungere a un bilancio sano e trasparente. E’ importante che nel prossimo bilancio di previsione si faccia un ulteriore sforzo”. Il Sindaco Vito Santarsiero nella replica parla “di nemesi storica per l’Ente, in grado di rispettare i limiti imposti dal Bilancio sperimentale. Possiamo alzare la testa e tenere la schiena dritta. Rispettiamo i nuovi parametri europei, che saranno estesi nei prossimi due anni a tutti i Comuni d’Italia. Il Bilancio sperimentale ci dice che siamo riusciti a intervenire su parametri strutturali. Abbiamo consolidato azioni strutturali. Avevamo l’obiettivo di dover incidere in maniera definitiva su un bilancio dissestato. Nel 2004 avevamo un pignoramento in tesoreria. Siamo giunti a un picco di 176 milioni di euro, oggi siamo prossimi ascendere sotto i 100 milioni di euro. Si è risparmiato dai fogli di carta per i fotocopiatori, alle lampadine nelle strade. Non spendiamo più un euro per oneri di urbanizzazione, espropri per ‘Nodo complesso’ e ‘Polo ospedaliero’ non hanno prodotto alcun contenzioso. Rispetto al personale, duecento in meno sono i dipendenti, e 11 in meno i dirigenti. Siamo un’Amministrazione povera, ma che ha un bilancio sano, gravata da un debito annuo di 12,5 milioni di euro. Nella lotta all’evasione tanto si è fatto. Oltre il 98% del preventivato che viene speso è risultato importante, attesta anche una spesa estremamente ingessata. C’è un elemento che unisce gli ottomila Comuni italiani: i tagli determinano incertezze nei Comuni. L’Imu differita a luglio, la Tares ancora non chiara, questo lo status quo. Dobbiamo chiedere che si adotti una politica che torni a prendere nella dovuta considerazione i Comuni. Il nostro Comune sul ‘Patto di stabilità’ soffre molto meno degli altri. Sappiamo che abbiamo sofferenza nell’ambito dei rifiuti, del mercato mensile, della gestione dell’ambiente. La valutazione di ciò deve però essere proposta all’interno di un contesto molto più ampio, che tenga presente quale fosse il programma del percorso che ci eravamo dati. Mille alloggi di edilizia sociale sono stati la risposta all’emergenza numero uno che si registrava, quella abitativa. Giusto il richiamo a un governo del territorio rigoroso, che punti alla tutela dell’ambiente e del territorio. Abbiamo bisogno di trasferire un’adeguata cultura urbanistica alla città, a cominciare dalle zone rurali. Passare a costruire dove l’Amministrazione decide e non dove i singoli dovessero avere un singolo pezzo di terra. Gli ultimi dati riguardo alla dichiarazione dei redditi, dal 2005 al 2011 attestano che il reddito è salito, di più di tutte le altre città del sud. Diventiamo la prima città capoluogo di regione e terza tra quelli di provincia per entità del reddito dichiarato, anche rispetto a percentuale di persone che dichiarano il reddito rispetto al totale. Il numero degli abitanti a oggi è di 68.060 con un dato che è in crescita negli ultimi due anni. Lunedì presenterò il Piano di investimenti al mondo produttivo e ai sindacati che ne hanno fatto richiesta: un totale di 140 milioni di euro. Un sistema poderoso di investimenti sulla città nell’ottica del ciclo di programmazione 2014-2020. Per noi sarà l’occasione di attuare pienamente ‘Potenza 2020’. Il percorso dovrà portare a completare il Regolamento urbanistico in un’ottica metropolitana. Il personale incide con i suoi costi per il 24% sulla spesa complessiva, altri Comuni esponenzialmente più grandi hanno sfondato la quota del 50%. Siamo all’interno di una barca che non troverà soluzione nello scontro politico locale: il problema della prospettiva si risolve rimuovendo tutti insieme, maggioranza e opposizione, tutti quegli ostacoli che impediscono ai Comuni di svolgere pienamente il proprio ruolo”. Cominciano le dichiarazioni di voto con Imbesi del Pdl che annuncia il voto contrario. Il presidente del gruppo ‘Con Santarsiero per Potenza’ Antonio Smaldone definisce “il consuntivo 2012, consuntivo di confine. Recupero dei residui, decremento della dotazione organica, conti in ordine sono un biglietto da visita davvero apprezzabile. Buoni risultati anche sulla gestione di competenza, con un avanzo di oltre 800.000 euro. Ulteriore chiarezza ci è richiesta nella definizione dei prossimi programmi. Il nostro voto sarà favorevole”. Il capogruppo dei Pu Sergio Potenza definisce il rendiconto qualcosa che “consente al Consiglio di controllare l’operato di giunta e uffici che hanno redatto il documento. Se da un lato dobbiamo dire che le informazioni fornite dall’assessore non possiamo che riconoscere l’opera di risanamento avviata e dall’altro l’apporto professionale e professionalmente di qualità degli uffici coinvolti. Alcuni settori meritano maggiori attenzione, quello dei rifiuti e quello del trasporto pubblico, le due voci più grandi di questo bilancio, che meritano prese di posizione forti, fortissime anche rispetto agli organi a noi sovraordinati. Concordo con il Sindaco sul fatto che la politica deve tornare a programmare. Per quanto riguarda la tutela del territorio e ambientale, ho grande rispetto per il territorio potentino e per i cittadini che vivono nelle aree rurali. Proponiamo una revisione della disciplina, penso per esempio al cosiddetto ‘lotto minimo’. Vanno evitati scontri e conflittualità. Il piano particolareggiato per il recupero del centro storico è scaduto, ma nessuno ne parla. Chiediamo un impegno in più rispetto a quanto fatto. Se qualcuno suggerisce qualcosa non è contro questa Amministrazione e questa maggioranza. Annunciamo il nostro voto favorevole”. Il consigliere Lacerra: “C’è differenza tra chi ha già amministrativo e chi non l’ha ancora fatto. L’impegno comune dovrebbe e deve essere teso al miglioramento comprensivo della qualità della vita dei cittadini. A Potenza il disagio si percepisce, ti bussa alla porta, ti chiede aiuto. L’appello del Sindaco è per trovare tutti insieme soluzioni. Abbiamo sempre voluto partecipare attivamente per guardare al bene di tutti. A Potenza manca un progetto che manca nei piccoli e nei grandi numeri. Annuncio il mio voto contrario pur offrendo la mia disponibilità per operare affinché questa città possa vere un futuro migliore”. Il capogruppo dei Dec Laieta annuncia il voto favorevole. Il consigliere Molinari annuncia il voto contrario che afferma che oggi “non stiamo facendo una buona azione. La non presenza di molti, un dibattito monco e acqua al mulino dell’antipolitica. Dopo il voto politico del 24 febbraio forse ci sentiamo tutti un po’ delegittimati. Questo dibattito, che doveva essere prettamente politico, non mi pare che sia stato tale. C’è ancora una maggioranza politica? Mi auguro che tutti gli interventi programmati, nei Pisus trovino concretizzazione. Stesso auspicio per gli interventi a sostegno delle imprese. I rifiuti sono emergenza numero ‘1’ della città.  140 milioni per la città sono preziosi, cerchiamo di utilizzarli al meglio evitando interventi pleonastici e non necessari alla città e ai cittadini. Il mio voto è contrario”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta annuncia il suo voto favorevole sottolineando “la bontà del lavoro svolto in tema di residui e di accertamenti. E’ un voto politico che parte da lontano, dal programma attorno al quale ci si è ritrovati dalla campagna elettorale in poi. L’obiettivo etico che ci si era posti prevedeva un risanamento dei conti pubblici, del debito storico del Comune. Ci si è riusciti”. Il consigliere comunale del gruppo misto Rocco Coviello annuncia il voto contrario suo e del consigliere Fanelli. Il Rendiconto esercizio finanziario 2012 viene approvato a maggioranza e la seduta si chiude alle 19,15.