Il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Santangelo, apre i lavori dell’assise alle 10 chiedendo all’assemblea di osservare un minuto di silenzio in ricordo del senatore a vita Emilio Colombo. Il Sindaco di Potenza prende la parola per comunicare alcune notizie in merito alla scomparsa del presidente Colombo “presidente di valore assoluto italiano e mondiale. La sua Potenza,che l’ha visto anche Sindaco, perde una persona al quale e sarà indelebilmente legata. Da un punto di vista organizzativo dopo la cerimonia a Roma, prevista per la mattinata di domani, il feretro raggiungerà domani pomeriggio Potenza, dove i gonfaloni e i Sindaci dei 131 Comuni lo accoglieranno per accompagnarlo processionalmente verso l’atrio del Palazzo di Città in piazza Matteotti, dove sarà allestita una camera ardente. Nella mattinata di giovedì la cerimonia funebre in Cattedrale”. Il capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta chiede una sospensione dei lavori per decidere la modalità di prosecuzione degli stessi nell’ambito di una Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari, richiesta che viene supportata dal capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza che sostiene come, “l’occasione possa essere propizia anche per definire il percorso che possa condurre al varo di un regolamento al quale fare riferimento in tema di ‘cerimoniale’.”. I lavori sono sospesi alle 10,18. Alla ripresa il presidente Santangelo comunica che “ciascun gruppo consiliare interverrà sulla scomparsa del senatore Colombo, a seguire i lavori saranno aggiornati”. Per il Pdl Antonino Imbesi sottolinea come “è scomparso l’ultimo dei grandi padri costituenti. Una delle persone che ha saputo porre al centro dell’attenzione comune la politica”. Il consigliere Carretta per il Pd sostiene come “ si tratti di un evento storico, per la scomparsa di una persona che, al di là delle cariche ricoperta, rappresenti questa città e questa regione, la storia del progresso economico di questa regione a partire dalla riforma agraria. Europeista convinto che ha molto operato per la creazione della Comunità europea. Questo il ricordo formale di uno Statista. Maestro di politica per molti di noi. In uno delgi ultimi incontro politici, svoltosi al Principe di Piemonte, incontrò tutti gli esponenti della Democrazia cristiana di Potenza. Il percorso di transizione non si è ancora ultimato – sosteneva – questo momento di lutto e di dolore, e la sua elaborazione deve spingerci a proseguire in un percorso da lui iniziato, da lui tracciato e che dobbiamo essere degni di continuare. Ritengo sia opportuno così come asserito in Conferenza dei capigruppo l’indizione di una giornata di lutto cittadino”. Il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza, “evitando di cadere nella retorica – ricorda di averlo conosciuto come membro del giovanile lucano della Dc, che mi ha consentito di goderne della sua presenza anche in quel di Roma. Per lui la politica era servizio, era fatta per passione. ‘Gli Statisti pensano alle future generazioni i politici alle future elezioni’, faccio mia la citazione degasperiana, anche perché oggi di statisti non ne vedo, soprattutto della levatura di Colombo. Chiedo che una delle principali piazze cittadine siano intitolate al presidente Colombo e mi impegno affinché in Prima commissione si possa definire un protocollo apposito per il cerimoniale. Propongo anche di devolvere il gettone di presenza prevista per la seduta odierna in beneficenza”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta comincia ricordando Colombo “come primo presidente del Parlamento europeo. In lui grande senso del dovere, disponibilità all’impegno e ad aiutare la sua Potenza. Concordo con la volontà di intitolare un’importante piazza cittadina alla sua memoria”. Il consigliere del gruppo misto Emilio Libutti definisce il senatore come “colui il quale ha dato una prospettiva all’Italia e all’Europa. Protagonista in tutte le fasi della storia italiana e lucana. Un politico disponibile ad accogliere e capace di rapportarsi in maniera più che positiva con i suoi cittadini e con la sua città. E’ importante che Potenza gli tributi il giusto valore”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra parla di Emilio Colombo come “il meglio che questa terra sia riuscito ad esprimere, figlio di questa terra nel bene e nel male. Penso al fatto che i figli di questa terra per vedere riconosciuti i propri valori, e anche Colombo ha avuto la necessità che le sue capacità gli fossero riconosciute da chi le ha scoperte, monsignor Bertazzoni. Tra i suoi indiscussi meriti, l’essere un meridionalista, e l’avere saldo al centro del suo vivere e operare il valore cristiano della persona, la persona alla quale deve essere riconosciuta la centralità dell’esistenza. E’ stato tra quelli che hanno individuato i valori su cui fondare la nostra storia, la nostra Costituzione il nostro Stato”. Il consigliere prosegue con alcuni ricordi personali e famigliari che riguardano il rapporto con il senatore scomparso”. Per il capogruppo di ‘Con Santarsiero per Potenza’ Roberto Logiudice “sostiene che pur essendo un uomo di levatura europea e mondiale, non ha mai messo in secondo piano la sua città, la sua regione, la sua gente. Oggi tutti siamo tristi”. “Emilio Colombo è stato un grande lucano – sostiene il coordinatore dei gruppi di opposizione Giuseppe Molinari – ieri sera è andato via uno dei pezzi migliori della Basilicata. Colombo era legato profondamente a questa terra e alla sua gente. Tutte le settimane era qui da noi e riceveva persone e partecipava a iniziative. Nel ’71, quando era Presidente del Consiglio, organizzammo un convegno del movimento giovanile il lunedì di Pasquetta, per averlo con noi. Il giorno dopo aver partecipato al funerale di Sadat con i grandi del mondo era con noi a Ruvo del Monte per un conveno. Ogni volta, in ogni occasione, salutava uno per uno i presenti. Anche quando c’era un malessere raccoglieva la classe dirigente per affrontare il tema. In occasione della visita del Papa un giovane pronunciò accuse precise nei confronti dei politici, lui ci convocò all’indomani, analizzando l’episodio. L’Europa di Emilio Colombo era l’Europa della pace, della crescita condivisa comune. Emilio Colombo è stato un grande atlantista, insieme con De Gasperi è stato tra i fautori dell’adesione alla Nato. Lo sviluppo della Val Basento, la riforma agraria. Mancherà a questa Regione. Ha fatto crescere generazioni di amministratori e di politici, ha dato la possibilità di un ricambio generazionale, pur con tutti i suoi limiti. Era una grande democristiano che ha vissuto con grande dolore la fine del partito dello Scudo crociato. Con la morte di Colombo siamo un poi tutti orfani in questa regione”. Alle 11,30 si chiudono i lavori dell’assise.