Consiglio Comunale del 6 novembre 2008

Sala Consiliare della Provincia di Potenza – Piazza Mario Pagano – ore 08.30

ORDINE DEL GIORNO

1) Interrogazione del consigliere Petrullo su “Apertura impianti trasporto meccanizzato”.

2) Interrogazione del consigliere Petrullo su “Lavori alla piscina comunale”.

3) Interrogazione del consigliere Petrullo su “Costi di gestione provvisoria servizio di trasporto pubblico”.

4) Relazione del Presidente del Consiglio di Amministrazione dell’ACTA su “Andamento del bilancio preventivo economico 2008”.

5) Area denomina C5 – C6 di Macchia Romana. Approvazione del progetto preliminare del tratto A-B di viabilità interna adiacente alla via Consolini. Applicazione procedure semplificate previste dall’art. 19 del D.P.R. 8 giugno 2001 n. 327″.

6) Approvazione del Regolamento per la vendita e l’uso da parte di terzi dei beni immobili rientranti nella disponibiltà dell’Amministrazione Comunale.

7) Legge 24 dicembre 2007, n° 244 – Disposizioni per la Formazione del Bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008) – art. 1, comma 240-Modifica della Deliberazione del Consiglio Comunale n. 15 del 18.02.2008.

8) Variante Urbanistica finalizzata alla trasformazione di un’area agricola/pierurbana in C.da Marrucaro-Bucaletto per la realizzazione di una Chiesa Avventista del Settimo Giorno. Localizzazione ai sensi dell’art. 27 della L.R. 23/1999 – Adozione.

9) Ricognizione delle Società partecipate dal Comune di Potenza. Autorizzazione al mantenimento delle attuali partecipazioni ai sensi dell’art. 3 comma 28, della legge n. 244 del 24 dicembre 2007 (Finanziaria 2008).

 10) Legittimazione mediante alienazione del terreno demaniale di uso civico ubicato in Potenza alla Contrada Pascon Grande.

11) Cessione di terreno sito in Potenza, vico Romaniello esteso mq. 3,01.

12) Ordine del giorno presentato dalla IV^ Commissione Consiliare Permanente relativo a “Iniziative per il contrasto della povertà e della disuguaglianza sociale”.

13) Ordine del Giorno presentato dal consigliere Travaglini su “Provvedimenti in materia di Istruzione”.

14) Ordine del Giorno presentato dal consigliere Travaglini su “Promozione delle Tesorerie etiche e disarmate, collaborazione su basi etiche con enti di rilievo economico”

RESOCONTO DELLA SEDUTA

Il Consiglio comunale si apre alle 10 con il presidente del Consiglio comunale Pietro Campagna che assegna la parola al consigliere del gruppo misto Michele Napoli per l’illustrazione di una interrogazione urgente presentata nella stessa giornata odierna. L’iniziativa del consigliere riguarda la richiesta di chiarimenti inerenti la realizzazione di alloggi di edilizia popolare in città, con particolare riguardo a quelle in realizzazione in via Mar Egeo. Secondo punto in discussione è quello riguardante l’approvazione del progetto preliminare del tratto A-B di viabilità interna adiacente alla via Consolini in area denominata C5-C6 di Macchia Romana. L’assessore all’Assetto del Territorio Alessandro Singetta  spiega che essendo lo stesso oggetto di un “più ampio piano di zona, attendiamo che gli uffici competenti varino lo stesso. Tutto ciò considerato ritengo che, anche in virtù del parere contrario espresso dal dirigente competente, si possa ritirare il provvedimento in discussione”. Il consigliere del Partito democratico Vito Lomonaco chiede tempi certi in merito all’approvazione del nuovo piano di zona e che “si voti il deliberato, altrimenti mi vedrò costretto ad adottare i provvedimenti che riterrò più opportuni in ambito politico, all’interno della formazione alla quale appartengo”. Il presidente Campagna assegna la parola al presidente della terza commissione consiliare permanente, competente in materia, Angelo Raffaele Rinaldi. “La commissione, a seguito di un sopralluogo, aveva ritenuto di migliorare l’accessibilità all’aria in oggetto chiedendo una delibera che prevedesse la realizzazione del tratto di strada A-B, avendo stralciato lo stesso dal progetto originario che prevedeva la realizzazione del medesimo tratto e di quello C-D (la realizzazione del quale la commissione non ritenne opportuno), la cui spesa era già prevista nel Peg 2008 e nella Programmazione delle opere pubbliche 2008 – 2010. Ritengo che la delibera vada approvata”. Il consigliere di Alleanza Nazionale Rocco Coviello chiede chiarimenti al dirigente che ha espresso parere negativo in merito alla proposta di deliberato. Il Sindaco interviene sottolineando come “si stia discutendo di una semplice variante a un piano particolareggiato. Ritengo che si possa votare la sola parte urbanistica, mentre la parte economica può così essere considerata non oggetto dell’attuale discussione”. Il consigliere Napoli chiede di ascoltare il dirigente evidenziando “che in ogni caso, quanto si sta verificando oggi in aula, è il sintomo di come sia mancata e continui a mancare una capacità di programmazione urbanistica in questa città, sintomo anche di una mancanza di chiarezza di rapporti politici all’interno della maggioranza”.  Il presidente del gruppo del Pd Angelo Laieta sostiene che “è possibile arrivare a una posizione di sintesi tra la posizione espressa dal dirigente e quella pronunciata dalla commissione competente. Chiedo al Consiglio di approvare l’emendamento che dà mandato alla giunta di definire il quadro economico estimativo così da approvare successivamente il deliberato”. Il consigliere del gruppo misto Donato Pace chiede di approvare la delibera “per una strada che è necessaria per oltre 2000 abitanti che gravitano nella zona”. Il capogruppo di Forza Italia Imbesi chiede che venga “letto con attenzione il parere del dirigente competente per evitare di adottare provvedimenti che non rispettino la legge”. Il capogruppo dei Verdi Nicola Mussuto chiede che la “questione torni in commissione per l’approfondimento che in questo caso mi pare necessario”. Il consigliere del Pd Vincenzo Santangelo sposa la tesi del Sindaco e del capogruppo del Pd Laieta e chiede che il provvedimento si voti. Ancora un intervento dai banchi del Pd con il consigliere Nicola Lovallo che precisa come “si tratti di un’approvazione di un progetto preliminare”. Il capogruppo dei Popolari Uniti Michele Graziadei chiede “al segretario generale se si tratta di una variante urbanistica o di un progetto previsto dallo strumento urbanistico vigente”. Il Sindaco ritiene che ci sia la possibilità “di approvare il progetto preliminare dell’opera con relativo calcolo sommario della spesa. Siamo in condizione di approvare un preliminare progettuale di un opera pubblica rimandando la definizione di dettaglio al progetto esecutivo”. Il consigliere del Pd Rocco Continolo interviene affermando di “intervenire più da tecnico che da politico: “La normativa, trattandosi di un’opera comunale e di un progetto preliminare non serve la conferenza di localizzazione”. Il presidente Campagna annuncia una sospensione di 15 minuti per verificare se sussistano le condizioni per un’adozione del provvedimento in seno all’assemblea consiliare municipale”. Alla ripresa il presidente Pietro Campagna assegna la parola al sindaco Vito Santarsiero: “Riteniamo di ritirare l’atto deliberativo e riproporlo in maniera più chiara secondo dei documenti già in possesso dell’amministrazione è già a conoscenza del Consiglio. Mettendo ordine all’intero percorso riusciamo ad approvare definitivamente l’atto nel prossimo consiglio dopo un passaggio in commissione. Rispetto a quanto accaduto in Consiglio sono dispiaciuto perché il lavoro che si sta portando avanti in tema urbanistico è davvero enormemente corposo, complesso e per il quale tutti politici, dirigenti e uffici si stanno impegnando a fondo. Mi sembra che il percorso individuato sia il migliore possibile, ed è importante esserci giunti a seguito di un’approfondita discussione nella sede più opportuna, quella del Consiglio comunale, nella quale il dibattito anche l’opposizione ha assunto un comportamento responsabile”. Il consigliere Lomonaco spiega che “in alcun modo il mio intervento voleva essere contro qualcuno, men che mai gli assessori. Un provvedimento che però a furia di essere rinviato ha provocato in me questa reazione. I cittadini interessati dalla vicenda hanno votato questa maggioranza ed è giusto che questa maggioranza fornisca le risposte idonee. Approvo la richiesta di ritiro avanzata dal Sindaco a patto che la medesima non comporti ulteriore dilazione dei tempi”. Il provvedimento viene così ritirato. Si passa quindi alla legge 24 dicembre 2007, n.244 – Disposizione per la formazione del bilancio annuale e pluriennale della stato (legge finanziaria 2008) inerente le agevolazioni economiche per il pagamento del gas nelle contrade non servite dal metano. Delibera approvata all’unanimità. Si passa a discutere di iniziative per il contrasto della povertà e della disuguaglianza sociale ordine del giorno proposto dalla quarta commissione consiliare permanente il cui presidente Roberto Speranza illustra all’assemblea. “Riceviamo in merito all’ordine del giorno ogni giorno dati drammatici, soprattutto riguardo all’occupazione. Il federalismo fiscale in via di definizione deve obbligatoriamente tenere nella debita considerazione una perequazione che eviti di aggravare ancor di più il disagio che il Meridione e la Basilicata stanno vivendo. Un ordine del giorno che grazie ad Anci giovani porteremo anche in molti altri consigli comunali”. L’ordine del giorno viene approvato all’unanimità. Successivo punto in discussione è quello del capogruppo di Rifondazione comunista Marcello Travaglini inerente la riforma Gelmini.

Questo il testo dell’Ordine del giorno:

Considerato che

  • la scuola costituisce per tutti i cittadini italiani un elemento fondamentale del vivere sociale, garanzia dell’attuazione dei principi di uguaglianza sanciti dalla Costituzione;

  • con questi provvedimenti, che vanno ad aggiungersi alle riduzioni contenute nella Legge Finanziaria 2008, nell’arco di un triennio si prevede la riduzione di 87.341 posti del personale Docente e di 44.500 posti del personale ATA, per un totale di circa 132.000 posti di lavoro;

  • l’art. 64 della Legge 133/08 recita: devono derivare per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per l’anno 2009, a 1.650 milioni di euro per l’anno 2010, a 2.538 milioni di euro per l’anno 2011 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall’anno 2012, per un totale di circa 8 miliardi di euro in quattro anni;

  • nel Bilancio dello Stato sono state effettuate, in questi anni, rilevanti riduzioni degli stanziamenti per il funzionamento amministrativo e didattico delle scuole, passando dai 331 milioni di Euro assegnati nel 2001, ai 60 milioni stanziati per il 2008 (-81.9%) e per le supplenze brevi, passando da 889 milioni di Euro nel 2004 a 246 milioni di Euro nel 2008 (-72,4%);

  • la riqualificazione della scuola pubblica passa necessariamente da un incremento degli investimenti nell’istruzione, attualmente ben lontani dalla media europea, in relazione al PIL; al contrario, sembra che i provvedimenti adottati non derivino da una coerente riflessione sui processi formativi, didattici ed educativi, quanto piuttosto da esigenze di ulteriori tagli di spesa (come dimostra il fatto che l’art. 64 è inserito nel Capitolo “Contenimento della spesa per il Pubblico Impiego”, della Legge 133/08);

  • il disegno di ridimensionamento degli istituti con meno di 500 alunni e la chiusura dei plessi con meno di 50 alunni, appare discriminante soprattutto per realtà come quella lucana, caratterizzata da una difficile situazione geomorfologica e infrastrutturale e con gravi problemi di spopolamento;

  • l’articolo 4 del Decreto Legge n.137 del 01 settembre 2008 prevede, per la scuola primaria, la costituzione di classi con orario di 24 ore settimanali affidate ad un unico insegnante;

  • le scelte del Governo nazionale porteranno, se attuate, ad un impoverimento della qualità dell’istruzione, attraverso la riduzione delle ore di lezione in tutti gli ordini di scuola;

  • la volontà del ministro Gelmini di reintrodurre il “maestro unico” nella scuola elementare è gravissima, perché da circa trent’anni questa figura è stata superata definitivamente, estendendo a tutta la scuola l’esperienza di collaborazione e condivisione di responsabilità tra docenti che era maturata nel Tempo Pieno e nell’organizzazione modulare e perché la pluralità docente ha permesso alle maestre e ai maestri di approfondire le conoscenze disciplinari e ha rafforzato lo spirito di collaborazione, rendendo la scuola elementare una comunità di conoscenze.

  • la mozione Cota nel passaggio in cui impegna il Governo: “…a rivedere il sistema di accesso degli studenti stranieri alla scuola di ogni ordine e grado, autorizzando il loro ingresso previo superamento di test e specifiche prove di valutazione;
    a istituire classi ponte che consentano agli studenti stranieri che non superano le prove e i test sopra menzionati di frequentare corsi di apprendimento della lingua italiana, propedeutiche all’ingresso degli studenti stranieri nelle classi permanenti…”, tende a ripristinare le cosiddette classi “differenziali” di antica memoria, in palese contraddizione con quanto affermato dalla legge n. 517 del 1977, che sancisce il carattere inclusivo della scuola italiana aperta a tutti e di tutti insieme nella stessa scuola e nelle stesse classi, dapprima rivolto agli alunni con disabilità e via via rivolto agli alunni con cittadinanza non italiana e che tale modello accelera e agevola l’apprendimento della lingua italiana;

Ritenuto

  • che l’introduzione del “maestro unico” costituisce un ritorno al passato al solo fine di ottenere nuovi risparmi ai danni della già tartassata scuola pubblica, mortificando la complessità del sapere e dell’approccio didattico;

  •  che tutto ciò, nella scuola primaria, insieme al ritorno al voto, cancella trent’anni di un’eccezionale esperienza didattica e pedagogica che ha fatto della nostra scuola elementare una delle più qualificate non solo a livello europeo, ma addirittura la quinta scuola per qualità al mondo;

  • che affidare le classi ad un unico insegnante comporterà:

1. l’impossibilità di programmare ed impostare il lavoro dei docenti in classe sulla collaborazione e sul confronto, specialmente in riferimento ai bambini con difficoltà, alle scelte didattiche, agli stili di apprendimento;

2. l’impossibilità ad effettuare le uscite didattiche nel territorio e di istruzione (per evidenti questioni di sicurezza il singolo insegnante non potrà uscire dalla scuola con la classe, fino ad oggi questa didattica era possibile per la presenza di più insegnanti e delle compresenze);

3. l’impossibilità per i genitori a rapportarsi ad un team di insegnanti, il riferimento diverrebbe unico, senza appello, senza possibilità di un confronto a più voci;

4. l’impossibilità ad effettuare una didattica di recupero e di arricchimento dell’offerta formativa perché spariranno le compresenze e quindi la possibilità di organizzare percorsi specifici per alunni in difficoltà o attività di arricchimento che prevedano lavori di gruppo;

  • che gli obiettivi di riduzione della spesa pubblica non debbano essere attuati colpendo un settore fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico del Paese, andando, di conseguenza, a penalizzare i cittadini più deboli e le nuove generazioni;

Tenuto conto

  • delle iniziative promosse dalla Città Educante e dall’Amministrazione Comunale

Il Consiglio Comunale di Potenza

  • IMPEGNA il Sindaco a chiedere al Governo nazionale il ritiro dei provvedimenti in materia di istruzione;

  • CHIEDE che si apra, invece, con tutti i soggetti coinvolti, un’ampia consultazione sulla qualità dell’istruzione e sui modi di perseguire tale qualità, anche nella prospettiva dell’attuazione degli obiettivi europei di Lisbona che prevedono di giungere in tempi brevi all’80% dei giovani diplomati;

  • SOSTIENE le iniziative assunte dalle organizzazioni sindacali della scuola, dai comitati dei genitori e dalle associazioni degli studenti e la proposta, avanzata da più parti, di indire un referendum abrogativo della Legge Gelmini approvata in parlamento il 29 ottobre 2008.

Il presidente Campagna cede la parola al consigliere Rocco Coviello, sottolineando “che c’è la volontà del Consiglio di indire un’assemblea apposita sul tema dell’istruzione pubblica”. Il consigliere Coviello interviene asserendo che “contestualmente all’indizione degli scioperi di insegnati e studenti l’indice di gradimento del ministro Gelmini e schizzato verso l’alto fino all’87%. Quando al governo del Paese c’era l’altra parte politica, l’opposizione in quest’aula ebbe un atteggiamento costruttivo e non distruttivo aprioristicamente”. L’ordine del giorno viene approvato a maggioranza con il voto contrario di Alleanza Nazionale. Ultimo punto in discussione è ancora del consigliere Travaglini.

Questo il testo:

Promozione delle tesorerie etiche e disarmate, collaborazioni su basi etiche con enti di rilievo economico.

Il Consiglio Comunale di Potenza

PREMESSO

  • che non considera eticamente e moralmente sostenibili il finanziamento alla produzione/importazione/transito/esportazione di armi;

  • che il Comune di Potenza nell’ambito delle proprie competenze ed in coerenza con i principi di pace, di giustizia e di ripudio della guerra quale mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, come sancito nella Costituzione della Repubblica Italiana ha già da tempo promosso numerose iniziative nel campo della pace, del disarmo e dell’accoglienza.

  • che le campagne mondiali “ControlArms”, “Banche Armate” e “Tesorerie disarmate” sono condivisibili.

CONSIDERATO

  • che nei bandi di tesoreria è interesse dell’amministrazione disincentivare gli istituti di credito dallo svolgere un ruolo chiave sia nel finanziamento delle industrie produttrici di armi sia nella fornitura di servizi (come domiciliazione di incassi, anticipazione di pagamenti, transazioni e conversioni di valuta) correlati al commercio delle armi e dai quali ricavano specifici “compensi di intermediazione”;

  • che la L. 185/90 attualmente riguarda solo l’import – export di “sistemi di arma” mentre da essa rimangono esclusi: il commercio di armi leggere ed il loro import – export, le normali attività di finanziamento all’industria delle armi (mutui, linee di credito, ecc…) ed i nominativi di tutti i soggetti protagonisti delle transazioni (broker, acquirenti, venditori);

SI IMPEGNA 

  • a sollecitare il Governo ed i rappresentanti del Parlamento Italiano affinché la L. 185/90 sia ampliata nella sfera di sua pertinenza soprattutto in merito al commercio delle armi leggere e alla pubblicità di tutti i soggetti delle transazioni finanziarie;

  • a favorire e sensibilizzare le comunità nel territorio di sua competenza affinché sempre più comuni approntino servizi di tesoreria, bandi, appalti e ad ogni altra ipotesi di collaborazione con enti terzi secondo principi etici,

  • ad appoggiare e sostenere iniziative e campagne volte a far prendere coscienza ai cittadini di come le loro scelte di consumo e di risparmio abbiano conseguenze concrete per la vita propria e per quella dei cittadini del resto del mondo;

  • ad ospitare incontri e convegni sulle banche armate e la finanza etica, con la partecipazione di esperti, associazioni, enti locali ed esponenti del mondo universitario, politico e finanziario;

IMPEGNA

il Sindaco, la Giunta e gli Uffici preposti

  • a sottoporre le collaborazioni con enti di rilievo economico al rispetto di principi etici, che prevedano precise e vincolanti normative che gli enti economici e privati devono rispettare per poter accedere ai bandi, agli appalti e ad ogni altra ipotesi di collaborazione;

  • a prevedere nei bandi pubblici un percorso preferenziale per quegli istituti di credito che autocertifichino:

1. di non far confluire i fondi di tesoreria o gli utili derivanti dalla gestione del servizio in oggetto nel canale del commercio degli armamenti ed  in attività gravemente lesive alla salute, all’ambiente e non rispettose dei diritti del lavoro o delle libertà civili;

2. un non coinvolgimento, in affari, con Paesi considerati paradisi fiscali dall’OSCE o dalle altre istituzioni;

3. il rispetto delle convenzioni internazionali e dei più alti standard e linee guida in materia di diritti umani, sociali, dei lavoratori e di tutela dell’ambiente o l’adozione dei codici etici e linee guida di condotta soddisfacenti proposti dai diversi soggetti internazionali. Come primi esempi, ai fini dell’attribuzione del punteggio o per decidere della collaborazione si dovranno prendere in esame le linee guida e gli standard proposti da organismi quali la World Commission on Dams – WCD; il Forest Stwardship Council FSC; la Risoluzione 2003/16 -“Norme sulla Responsabilità delle Compagnie Transnazionali ed Altre Imprese Riguardo ai Diritti Umani”- della sotto commissione ONU per i diritti umani, approvata il 13 Agosto 2003.

Il provvedimento viene approvato a maggioranza con il voto contrario di An.

La seduta viene aggiornata al giorno 19 novembre 2008 – Sala Consiliare della Provincia – Piazza Mario Pagano – ore 08.30.