Tutto ciò che riguarda l’attività di ricerca clinica necessita dell’approvazione degli studi da parte di un comitato etico. Ciò non rappresenta un mero esercizio teso al fine di soddisfare ed affermare il proprio io, ma una DOVEROSA attività che ogni medico dovrebbe assolvere per aggiornamento professionale, progresso della medicina, bene degli ammalati.
Il comitato etico è un ente che per legge deve quindi essere predisposto in ogni ospedale e università su tutto il territorio nazionale. E per legge ogni comitato etico dovrebbe dare le sue risposte al massimo entro 30 giorni dalla presentazione di uno studio da parte di un qualsivoglia sperimentatore.
Il comitato etico deve anche assolvere ad altre funzioni. Per esempio, esaminare con la dovuta celerità le domande di approvazione ad uso compassionevole di un farmaco quando questo può essere messo a disposizione gratuitamente da un’azienda farmaceutica per un paziente che ne ha bisogno in attesa della sua definitiva commercializzazione.
Il comitato etico dell’Ospedale S. Carlo ha sempre funzionato male. Le riunioni sono state indette sempre in maniera discontinua, mediamente ogni 3 mesi. E questo da sempre. Quando poi uno studio aveva la possibilità di essere esaminato, in alcune situazioni la sua definitiva attuazione veniva poi ulteriormente ritardata da una burocrazia infinita. Basti pensare che un solo amministrativo è da tempo responsabile di tutte le pratiche a valle prima che finalmente la Direzione possa dare l’ok ai medici per partire con le singole sperimentazioni.
Perchè tutto questo? Boh…le varie Direzioni che si sono succedute negli anni al S. Carlo non hanno MAI preso a cuore la ricerca. Spesso ritenuta un’attività secondaria. Patrimonio di pochi volenterosi medici. Soprattutto di alcuni bravi preparati medici del San Carlo, dell’Oncologia in generale, dell’Ematologia e della Reumatologia.
E per quanto riguarda alcuni meritevoli medici la ricerca non è stata solamente quella determinata pigramente dall’adesione a qualche studio promosso da terzi, ma è stata anche e SOPRATTUTTO personale con tanti studi che sono stati pubblicati a prorpio nome su tantissime riviste internazionali del settore ad elevato impact factor. Cosa che hanno fatto di questi, onestamente, professionisti noti a livello nazionale ed internazionale. E non parlo di primari.
Cosa è successo ultimamente? La situazione è ulteriormente peggiorata. Nel senso che è entrato in vigore dal 1° Luglio il cosiddetto decreto Balduzzi che stabilisce l’istituzione per legge dei comitati etici regionali. Prendendo al balzo tale decreto, il Direttore Maruggi ha pensato bene di sciogliere inopinatamente il comitato etico dell’ospedale paralizzando di fatto la ricerca in ospedale. Perchè? Perchè il comitato etico regionale, sebbene in fase di costituzione, non ha ancora iniziato la sua attività. Il Direttore avrebbe dovuto aspettare. Dall’assessore alla sanità nessuna notizia. Quando inizieranno i lavori di tale nuovo comitato? Boh..E’ normale sciogliere l’attività di un ente quando il nuovo che lo dovrebbe sostituire non è ancora funzionale? Non credo. Questo non solo blocca l’attività dei ricercatori con grave nocumento anche per i pazienti, ma ha posto la parola fine alla possibilità che alcuni pazienti potessero avere l’autorizzazione ad uso compassionevole di un nuovo anticorpo monoclonale per la loro malattia e che sarebbe stato fornito gratuitamente da una casa farmaceutica.
Come risolvere la questione? L’assessore alla sanità, sebbene la giunta regionale sia caduta, dovrebbe darsi una mossa. E con lui il Dr. Tripaldi, direttore generale in regione per quanto riguarda la Sanità. Non sono più tollerabili altri ritardi. Il comitato etico regionale DEVE entrare in attività. DEVE funzionare e immediatamente a Settembre fare ciò che da Aprile stiamo aspettando (perchè da allora che l’attività del comitato etico è sospesa in ospedale).