Rocco Fiore 8Partito Democratico): Primarie dei renziani open PD

Apprendiamo dagli organi di stampa di concitate iniziative e corse all’organizzazione di convention, incontri, meeting e assemblee da parte di renziani che, proliferando come funghi improvvisamente annunciano il lancio di un proprio candidato alle primarie per la scelta del candidato Governatore della Regione.

Pur apprezzando l’attivismo politico di taluni ed il positivo aumento dei sostenitori del Renzi pensiero in Basilicata è quanto meno singolare la spudorata assenza da tali “manifestazioni” di tutti coloro i quali, sin dal luglio dell’anno scorso hanno costantemente prodigato sforzi ed energie per diffondere anche in Basilicata l’esigenza di rinnovamento ed il sostegno al sindaco di Firenze organizzando, purtroppo in totale solitudine, la prima visita di Renzi in terra lucana il 30 agosto del 2012 ed hanno avuto formali responsabilità nell’avvincente sfida delle primarie “Italia bene comune”.

Le fughe in avanti non hanno mai portato alcun giovamento in politica come altrove, e non si costruiscono pseudo leader a tavolino magari annunciandoli velatamente tramite fantomatiche pagine facebook o immaginando di nascondere, dietro iniziative apparentemente volte alla condivisione, il tentativo di imporre soluzioni precostituite.

Abbiamo redatto un manifesto politico, “l’#openPD che vogliamo” il cui obiettivo, tra gli altri, era proprio quello di unire, fortificare e rendere coesa un’intera area politica sorta attorno alla figura di Matteo Renzi e che rappresentasse la bussola dell’agire politico nei mesi a venire. Ma proprio da alcuni degli stessi sottoscrittori del manifesto politico sono immediatamente iniziate fughe in solitaria e “segrete” iniziative volte solo ad appagare il narcisismo politico di qualcuno ed una precisa volontà “ad escludendum”  di qualcun altro.

Non vi è stato alcun ragionamento allargato e condiviso, per tempo,  sull’opportunità di partecipare a queste “incerte” primarie, di come arrivarci né tantomeno su eventuali nomi tra i quali individuare il candidato presidente  renziano e risulta davvero difficile e complicato immaginare di riuscire in tali obiettivi a poche ore dalla scadenza per la presentazione delle candidature.

Dovremmo tornare a chiedere al PD con fermezza la celebrazione delle primarie, annunciate, regolamentate ma improvvisamente messe in discussione da presunti e tentati accordi frutto dei soliti artisti della mediazione invece di rincorrere investiture di candidati renziani per competizioni elettorali che a quanto pare appaiono sempre più improbabili.  Le primarie sono uno strumento di partecipazione e di apertura alle scelte di un partito o, come in questo caso di una intera colazione, ed i cittadini si invitano a partecipare alla scelta a prescindere da una eventuale convergenza tra pochissimi eletti in qualche segreta stanza. Ben vengano momenti di sintesi all’interno di un partito, ma quella sintesi assieme alle altre proposte va offerta agli elettori del centro sinistra affinché esercitino la possibilità di scegliere.

I promotori del manifesto politico “l’#openPD che vogliamo” ribadendo l’imprescindibile esigenza del ricorso alle primarie per la scelta del candidato presidente della Regione Basilicata invitano tutti i comitati pro Renzi della Basilicata a ritrovarsi sulla necessità delle primarie, sulle questioni programmatiche e prioritarie per il futuro della nostra regione, e da queste verificare l’esistenza di un eventuale candidato con il quale partecipare alla scelta del candidato alla presidenza della Regione che non può certo essere l’emblema dell’incoerenza e dell’inaffidabilità politica.