Consiglio Comunale del 29 gennaio 2009

Sala Consiliare della Provincia di Potenza – Piazza Mario Pagano – ore 09.00

ORDINE DEL GIORNO

1) Sistema Socio-Assistenziale. Proposta nuovo Regolamento Centro Socio Educativo Diurno.

2) Elezioni dei Comitati di Quartiere del 29 e 30 novembre 2008: proclamazione ufficiale dei risultati.

RESOCONTO DELLA SEDUTA

Il Consiglio comunale si apre alle 10,15 con il presidente del Consiglio comunale Pietro Campagna che comunica di aver ricevuto da 5 consiglieri comunali, Angelo Laieta, Rocco Continolo, Vito Mitro, Paolo Galante e Rocco Ciriello la volontà di costituire un nuovo gruppo denominato ‘Uniti nell’Ulivo’. Il presidente Campagna assegna quindi la parola a colui che è stato indicato dai 5 consiglieri quale capogruppo, Angelo Laieta. Il consigliere dopo essersi lamentato per l’assenza del Sindaco sottolinea i motivi che “ci hanno condotto alla scelta odierna. Un partito nuovo, quale il Pd deve essere capace di unire e non di escludere. Il segretario politico deve credere nelle ragioni di tutti, utilizzando il dialogo e non lo scontro quale strumento privilegiato. Il palazzo si è allontanato sempre di più dal territorio unico terreno nel quale dar vita alla vera democrazia. Si può essere utili alla politica se si lotta per i cittadini in difficoltà e non per le poltrone.  Il Pd è una nave senza comandante, fatta di poltronisti. C’è bisogna di una grande scossa, perché la politica possa servire a risolvere i problemi di questa regione e di questa città. Saremo impegnati costantemente nel cercare ogni possibile soluzione contro ogni forma di imperialismo”. Rivolto al Sindaco conclude affermando che “da soli non si va da nessuna parte”. Il presidente Campagna apre il dibattito “pur non essendo supportato in tal senso dal regolamento, che non norma specificamente il comportamento assembleare successivamente a una dichiarazione politica”. All’inizio dell’intervento del consigliere Laieta il presidente del gruppo consiliare di Rifondazione Comunista Marcello Travaglini distribuisce alcuni volantini attraverso i quali esprime il proprio disappunto nei confronti della nuova legge per le elezioni europee. Con il suo intervento nel salutare il nuovo gruppo ricorda che invece la scelta europea priverà “della propria voce oltre 2.000.000 di cittadini europei” e chiede che tutti i consiglieri che ritengono giusta questa denuncia si alzino in piedi mostrando il volantino. Rispondo all’invito i consiglieri Donato Pace e Nicola Mussuto oltre all’assessore Messina. A seguire prende la parola il presidente del gruppo di Alleanza Nazionale Luciano Petrullo che esordisce come “finalmente si è di più, e si sta meglio, nell’affermare come Laieta ha fatto che nella maggioranza che comanda in città ci siano ‘cito testualmente’ affaristi, poltronisti, oligarchisti. Sui media locali odierni si parla di una divisione in tre del Pd lucano a tutti i livelli è dovuto a interessi economici. Se è vero è una vergogna. Se non si tratta di un assestamento dello scacchiere che si va a delineare in vista delle prossime elezioni e se invece si tratta veramente di un gruppo nuovo che vuole apportare nuova linfa al diritto di sana critica ben venga. Avete dichiarato di rimanere nel centro sinistra, bene. Ma siete in maggioranza o no? Votare i provvedimenti ritenuti giusti è qualcosa che fa anche l’opposizione. E’ al tramonto la democrazia dei poteri e non delle responsabilità come qualcuno ha detto su facebook”. Il capogruppo dei Verdi Nicola Mussuto interviene dichiarando il suo abbandono dell’aula, così come già preannunciato nel consiglio del 12 dicembre scorso per la mancata risposta positiva all’interrogazione riguardante l’attivazione dei semafori a chiamata in via degli Oleandri. “E’ mancata la democrazia se non quella dei numeri. Anche in occasione della precedente richiesta del collega Travaglini.”. Dai banchi dei Popolari Uniti il consigliere Antonio Triani ricorda che “qualche settimana fa mi sono sentito stretto da chi si sentiva forte del numero di 21 consiglieri che non ci consentivano di esprimere liberamente il proprio pensiero critico. Oggi mi sento più libero anche grazie alla scelta effettuata dal neogruppo. Sono concorde anche con la relazione di Laieta quando parla di un’oligarchia non illuminata, soprattutto a livello nazionale che porta a una giusta protesta quale è quella promossa dal consigliere Travaglini. A livello locale ci mancano dei riferimenti certi per decidere verso quale futuro possiamo andare”. Per il Pd interviene Vincenzo Santangelo “la scelta regionale che ha riverberi oggi a livello municipale è la peggiore che ci possa essere. Abbiamo già assistito a scelte simili tanto nel centrodestra che nel centrosinistra. Le scelte politiche non devono ricadere su questioni amministrative, anche perché chi parla oggi di affarismo e oligarchia fino a ieri era nello stesso partito. Mi auguro che comunque si prosegua invece con un atteggiamento responsabile, così come è stato da parte di tutti fino a oggi e constatata l’importanza dei provvedimenti che l’assise comunale si appresta a discutere nei prossimi giorni. Le vicende politiche vanno discusse nelle sedi appropriate. Rispetto al Pdl, ritengo che le scelte assunte non vadano proprio nella direzione della democrazia già dalla sua fase costitutiva. Il Pd svolge la sua funzione di partito più grande all’interno della coalizione ma mai è venuto meno al suo dovere di favorire il dialogo”. Dal gruppo misto Giulio Spadafora afferma che “il centrosinistra ha fallito, abbiamo perso 20 punti dal 75 al 55% delle preferenze che i sondaggi ci attribuiscono. Apprezzo l’iniziativa dei 5 consiglieri per un atto di profonda democrazia. La politica deve tornare a porre al centro della propria attenzione il cittadino”. Sempre dal gruppo misto il consigliere Matteo Trombetta sottolinea “la scelta coraggiosa dei 5 consiglieri, che dimostra come sia giusto non accettare supinamente le decisioni piovute dall’alto. Manca la democrazia all’interno dei partiti. Per la prima volta questa città è all’avanguardia in qualche cosa. Mi riferisco al tavolo politico. Il Pd nasce da realtà troppo diverse”. Il capogruppo di Forza Italia Antonino Imbesi definisce “bravo chi ha il coraggio di alzare la testa.