Il mondo cattolico continua ad interrogarsi su quanto stia accadendo e sugli scenari possibili per il futuro, e questa volta il monito giunge proprio dall’arcivescovo di Potenza Agostino Superbo, che, in occasione dei festeggiamenti in onore della Madonna di Viggiano, ha ricordato alla classe dirigente lucana la grande responsabilità che ha nei confronti dei giovani e di tutti coloro che vivono quotidianamente le difficoltà della sopravvivenza.La crisi economica che riguarda l’Italia, infatti, sta ormai investendo anche il ceto medio, schiacciato dalla mancanza o dalla perdita del lavoro e soprattutto dall’assenza di prospettive future.I segnali sono distinguibili ovunque, dalle mense, fino a poco tempo fa frequentate solo da stranieri e senzatetto e adesso anche da impiegati, signore borghesi e divorziati, alle aumentate cessazioni di imprese e attività commerciali, a causa di un fisco oppressivo, un eccessivo costo del lavoro e una carenza di infrastrutture.I dati preoccupanti sugli indici di crescita della regione Basilicata per quanto riguarda il lavoro, generano una grave situazione occupazionale dalla quale appare difficile poter uscire nel breve periodo.L’invito alla politica è quello di operare con pacatezza ed equilibrio, di mettere fine al clima di rissa continua, di tensione costante e di conflittualità permanente che si registra nella vita pubblica del Paese e ai cattolici, in particolare, di assumere una nuova posizione che generi nuove idee e un nuovo centro dal quale far ripartire l’Italia, aprendo una nuova stagione fatta dalla gente comune e da una nuova legge elettorale che sia l’inizio di una fase politicamente innovativa.È doveroso, dunque, che in questo periodo di crisi di rigore amministrativo, si finalizzino le risorse in modo chiaro, verso pochi obiettivi strategici, che sicuramente devono essere il completamento infrastrutturale e le misure destinate all’occupazione.Affinché il “grido di dolore” del mondo cattolico non rimanga inascoltato, vi è la necessità di costruire una nuova identità, o meglio, di riappropriarsi di quella che si aveva un tempo, prima che ci si appiattisse tralasciando la vera politica, fatta tra la gente comune e per le strade.Quando si riconquisterà il contatto con la gente e si ritornerà a discutere del problemi veri che attanagliano il nostro Paese, si avvierà un vero processo di rinnovamento, improntato alla qualità e all’autonomia di pensiero, in grado di gestire tutte le questioni rilevanti elevandole a priorità politica nel sistema Italia e, nel nostro specifico, nel sistema Basilicata.