Il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Santangelo, apre alle 9,50 la seduta straordinaria dell’assemblea chiamata ad affrontare il tema ‘Progetto città resilienti’. La relazione di presentazione è affidata al capogruppo del Pd Gianpaolo Carretta che nell’introduzione ringrazia l’assessore Braia e il dirigente Cerverizzo del settore regionale delle settore Infrastrutture per l’apporto fornito a questo importantissimo tema. “Il concetto di ‘resilienaza’ è legato a eventi drammatici a cominciare dai terremoti. La resilienza può essere sintetizzato come la capacità di un materiale di resistere a sollecitazioni senza distruggersi. Un termine che viene utilizzato anche in psicologia e n protezione civile. La città resilienti rappresentano un sistema urbano capace di adattarsi alla sollecitazioni al cambiamento sollecitate dall’ambiente a esse circostanti. Una città resiliente è in grado di pianificare e realizzare una strategia di lungo periodo in tema di ambiente, energia, pianificazione. Una città come Potenza è resiliente se riesce a creare un tessuto connettivo tra i diversi quartieri e con le città dell’hinterland. Obiettivi devono essere una mobilità sostenibile, comprende uno sviluppo ecosostenibile, abbattendo il consumo di suolo e di risorse, favorendo la miglior sinergia, tra territorio, istituzioni a cominciare dall’università e cittadini. Il progetto ‘Città resilienti’ è l’occasione per coinvolgere i Sindaci della Provincia per attivarsi affinché si possa puntare alla sensibilizzazione sul tema della resilienza, aderendo al programma del ‘Making cities resilient’, un progetto inclusivo, portato avanti dalla campagna Onu. E’ importante prevedere un budget che possa garantire anche i cittadini meno abbienti affinché possano adottare tutte le misure utili a evitare di vivere all’interno di strutture non sicure. La Basilicata è area a forte rischio sismico e rischio idrogeologico, un progetto, scientifico ed economico, molto tecnico che riguarda la sicurezza della nostra città e dell’intera regione, deve tornare a restituire al capoluogo di regione il ruolo centrale che le compete. L’evoluzione concettuale del termine resilienza deve portare a un rinnovamento e a una revisione delle formule di programmazione e pianificazione degli interventi da porre in essere” conclude il capogruppo Carretta. La parola passa a Mario Cerverizzo dirigente del Dipartimento regionale Infrastrutture. “E’ un’iniziativa di rilevanza europea, di notevole importanza, l’adesione è una scelta politica già compiuta da 24 Comuni in Basilicata. La resilienza prevede di avere una città ‘elastica’, cioè in grado di tornare nel più breve tempo possibile allo stato nel quale si trovava prima del verificarsi di un evento calamitoso (terremoto, frana e simili). Si è verificato come sia molto più efficace ed economicamente vantaggioso effettuare interventi preventivi, piuttosto che muoversi con lavori straordinari a valle dell’evento che si va a verificare. La città di Potenza in tema di resilienza non è ferma all’anno zero. Il capoluogo lucano si è distinta in tema di Protezione civile, con un piano preso a esempio a livello nazionale. Un piano che ha bisogno di continui aggiornamenti, penso alle ‘life line’ per esempio l’ospedale”. Al capogruppo dei Dec Angelo Laieta è affidato il primo intervento dagli scranni comunali. “E’ fondamentale che Potenza entri in quell’elenco di città resilienti, per il ruolo e per le peculiarità che le sono proprie. Matera ha un ruolo imprescindibile in tema di cultura e quest’aula non ha avuto difficoltà a riconoscerlo. La Regione, politicamente attraverso l’assessore competente, deve riconoscere e portare sintesi quanto proposto dal capogruppo Carretta e dal dirigente regionale Cerverizzo. Il fabbisogno economico, necessario a rendere più sicure le strutture a cominciare dalle scuole, deve essere dal comune con il supporto imprescindibile della Regione. Chiedo al direttore Cerverizzo di sostenere i progetti che riguardano il capoluogo, sostegno che chiedo all’assessore Braia, per quello che attiene l’aspetto politico della vicenda”. Il consigliere del gruppo misto Emilio Libutti al microfono sottolinea “l’importanza dell’argomento, che ha risvolti di tipo sociale molto rilevanti. Un filone nazionale con una declinazione a livello regionale. Questo programma potrebbe essere uno stimolo a governare i territori con il sistema della programmazione, un invito al Comune di Potenza e a tutte le amministrazioni a effettuare interventi di prevenzione a cominciare dai lavori che si effettuano quotidianamente o comunque con grande frequenza. E’ questo il momento di programmare e intervenire per evitare che si torni a dover operare quando ci si trova con l’acqua alla gola”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra chiede al presidente del Consiglio di verificare “se in seno al Consiglio sussistano condizioni di incompatibilità per alcuni componenti l’assemblea. Quello odierno è un tema intrigante che ci viene proposto dalle Nazioni unite e che in una realtà come la nostra, con un gruppo di Protezione civile che risulta il primo a livello nazionale, riveste una importanza ancora maggiore. Chiedo che in questo percorso il Comune di Potenza venga affiancato dall’encomiabile gruppo lucano di Protezione civile. Tornando al tema, una città diventa resiliente a cominciare dalle piccole cose, penso ai tombini del centro storico che non smaltiscono acqua piovana e fanno sì che si formino fiumi lungo le strade che dal centro scendono a valle. Quando si parlava di Pisus non era stato proposto di portare a Lavangone il ‘centro di ammassamento’, centro che oggi ai Piani del Mattino, zona climaticamente inospitale per dieci mesi all’anno. Lavangone potrebbe essere fornita da due ferrovie. La principale ricchezza di questa regione è il capitale umano, dobbiamo evitare che si prosegua a disperdere. Speriamo che questa esperienza possa rappresentare l’occasione, attraverso l’università di Basilicata, per fornire risposte concrete e positive in questo ambito”. Il presidente Santangelo risponde alla sollecitazione del consigliere Lacerra su “presunte incompatibilità: la normativa vigente ha chiarito che in questo consesso non sussistono casi di incompatibilità”. Il consigliere del Pdl Antonino Imbesi auspicava “che nella giornata odierna la Regione e il suo assessore oggi assente, avrebbe chiarito obiettivi e progetti del palazzo di via Anzio sul tema. Il concetto di resilienza è abbastanza ampio e restringere il campo sarebbe stato non solo opportuno, ma quasi doveroso. Peculiarità ne ha Potenza, ma peculiarità le hanno Policoro, Metaponto, dove l’erosione marina sta cambiando il territorio. Dobbiamo lavorare a un mondo che sia più rispettoso dell’ambiente, e Potenza per esempio in tema di inceneritore e di rifiuti, mi pare si trovi in una situazione di immobilità preoccupante. Le scuole a Potenza e nella regione, gli edifici a Potenza e nella regione non sono assolutamente sicure. Per esempio la Regione ha intenzione di attivare un programma ‘Life’? ”. Il consigliere del gruppo ‘Con Santarsiero per Potenza’ Roberto Lo Giudice si dice “estremamente deluso, perché la città resiliente non è la città dei ‘piani di emergenza’, ma è una città che adotta una politica in grado di garantire la resilienza. Da un punto di vista tecnico, l’attenzione agli aspetti del rischio, sismico, incluso, si fonda a leggi già presenti almeno dal ’68. La città resiliente non è un fatto tecnico, ma politico. La mia delusione, dipende dal fatto che essendo questo un argomento politico, noi oggi non abbiamo un interlocutore politico. I Sindaci non possono produrre programmi in questo settore, se mancano interlocutori a livello nazionale, passando per la Regione. Se la norma non si può attuare perché mancano i fondi, la norma diventa un vincolo. Il nostro Consiglio comunale troppo spesso si è trovato ad affrontare argomenti senza che gli interlocutori della Regione siano presenti. Si rischia che si rimanga a livello di slogan, ‘città resilienti’ tra questi, e non si passi ai progetti concreti. La rigenerazione che prevede l’aderire a questo progetto dovrebbe rappresentare la l’obiettivo prioritario. In Basilicata se s vuole uscire dalla crisi basta aprire in due direzioni: quello delle politiche energetiche e quelle di protezione del territorio, aspetti che implicano da parte di chi governa la Regione di una piena consapevolezza per giungere alla programmazione necessaria. Mi auguro ci possa essere in questo consesso la presenza dell’assessore per conoscere la sua idea sul tema”. Il dirigente regionale Cerverizzo prende nuovamente la parola spiegando “la presenza della Regione in quest’aula. Ma il progetto riguarda i Comuni. L’oggetto di questa mattina insieme era quello di spiegare i termini del progetto, cosa che è stata fatta dal Dipartimento e dall’Assessorato che comunque qui sono rappresentati”. Per il Pd Francesco Villani sostiene che “l’espressione ‘città elastica’, ha stimolato in me alcune riflessioni. Si tratta di un fatto tecnico, politico, ma anche e soprattutto educativo. Dovremmo educarci a ottenere un pianeta resiliente, in grado di ‘rimbalzare’ mutuando il significato etimologico di resiliente. Sono stato ieri a L’Aquila, e ho visto un centro storico spettrale, e cinquantamila abitanti che vivono ai margini di quella città. Il mondo d’ora in poi potrà solo peggiorare se non si terranno presenti i progetti che costituiscono la spina dorsale della ‘città resiliente’. Il consigliere del Pd Rocco Fiore esordisce affermando che “pur non volendosi dichiarare diversamente democratico, a qualche appunto sull’organizzazione di un argomento, di importanza stratosferica, che purtroppo anche molti di noi non conoscono e non hanno colto. La città resiliente è una città sostenibile, in grado di costruire una serie di condizioni per affrontare le vulnerabilità che possono riguardare una città. Andavano invitati tutti i protagonisti che a questo tema sono o dovrebbero essere interessati. E’ chiaro che la resilienza è un tema che non riguarda solo le opere infrastrutturali, ma anche i servizi pubblici che incidono in maniera ‘spaventosa’ sulle politiche cittadine, tra gli altri il trasporto pubblico e i rifiuti. Le discussioni non devono essere disconnesse dalla realtà; ben venga il bando della Regione, una sfida avvincente che si può vincere ponendosi obiettivi concreti, così come hanno fatto da Bologna e Venezia per esempio. C’è poi la necessità che il tema coinvolga le diverse Amministrazioni in maniera osmotica sappiano interrelazionarsi tra loro. Prima di tornare a discutere di resilienza spero si possano creare le precondizioni affinché la trattazione possa avere risvolti concreti”. L’assessore alla Protezione civile Nicola Lovallo interviene rimarcando la rilevanza di “avere un Piano di Protezione civile, riconosciuto e apprezzato a livello nazionale, che fonda il suo essere e progettare anche su iniziative come quella delle ‘città resilienti’. L’area di ammassamento di carattere regionale prevista a Potenza è stata individuata anche in funzione del ruolo che il capoluogo può svolgere in ambito regionale. Il Piano ha già subito 12 aggiornamenti, tra gli altri i centri di cottura delle scuole individuati come centri nei quali produrre pasti in caso di calamità”. A concludere il dibattito il vicesindaco e assessore comunale all’Urbanistica Pietro Campagna: “I lavori di questo Consiglio comunale sono stati di profilo molto alto e costituiscono una buona base di partenza per proseguire il lavoro nelle Commissioni competenti, per tornare in questa sede per dare concretezza agli impegni assunti. Il tema affrontato è importantissimo. Sarebbe un’esagerazione affermare che Potenza è una città resiliente. E’ un auspicio visto che il concetto comprende tutta una serie di aspetti che coinvolgono anche il modo di pensare dei cittadini. Non siamo una città resiliente, ma non siamo neppure all’anno zero. Se da un punto di vista strutturale, tecnico, c’è necessità di camminare ancora molto, pur avendo affrontato la fase post-sisma ’80, in maniera migliore rispetto ad altri, per quel che attiene l’aspetto sociale ancora tanto resta da fare, penso a un centro storico che ha scontato una mutazione, con il ricambio di quei residenti che di quello stesso centro storico costituivano l’anima, il cuore pulsante. Il Piano di Protezione civile è all’avanguardia e l’area di ammassamento è stata voluta in base a scelte logistiche di livello regionale. E’ necessario che la resilienza del capoluogo sia inserita in un ambito territoriale allargato fino a comprendere il suo hinterland. La micro zonizzazione, seppur di primo livello è necessario che ricomprenda più realtà e non solo uno sparuto numero di Comuni. Molto è stato fatto, molto resta da fare, è un problema di risorse e di fondi, che riguarda innanzitutto le scuole, ma anche l’edilizia pubblica e di ‘genere’ non può non essere presa nella giusta considerazione. Stiamo tentando la rigenerazione degli ambiti cittadini anche attraverso l’applicazione del Piano della Città, penso per esempio a Bucaletto. Ritengo che dopo gli approfondimenti nelle Commissioni il Comune possa aderire al progetto”. Il presidente Santangelo chiude i lavori alle 12,15.