“La Sat (Servizi di assistenza tecnica, una delle società controllata dall’Amministrazione per il 51% (l’altro socio individuato con procedura di evidenza pubblica è l’Ecosfera) opera dal 2001 nell’ambito degli obiettivi del Comune di Potenza, con lo scopo di fornire servizi di assistenza tecnica nella elaborazione e nello sviluppo del Prusst. A cosa serva di preciso è difficile comprenderlo, ma salvo trovate dell’ultim’ora dovrebbe scomparire entro fine anno, consentendo un risparmio non indifferente (si parla di 200 mila euro annui) tra organi sociali e collegio sindacale.” Lo afferma il consigliere del Pdl Nicola Becce aggiungendo che “il Consiglio di amministrazione – espresso per metà dal Comune e il resto per parte privata, costa un bel pò di quattrini. Ultimi in ordine di tempo quelli per la stesura del piano urbano dei trasporti comprensive delle attività di consulenza tecnica, supporto alle decisioni, mobility management, grafica e comunicazione, da svolgersi entro il mese di novembre. Un piano però, che a detta di tanti cittadini è un vero fallimento visto che non intercetta minimamente le esigenze dei potentini, che pure vorrebbero muoversi (alcuni sono costretti) con i mezzi pubblici. Disservizi, critiche e mancanze per i cittadini non si contano, ma la nostra Amministrazione cosa fa? Liquida alla società la somma di 100 mila euro a saldo dei complessivi 200 mila per le attività svolte in attuazione del Progetto Strategico della Mobilità. Il giusto “premio” per attività di consulenza/assistenza tecnica all’Amministrazione comunale di Potenza sui temi della mobilità e del trasporto pubblico locale. Insomma una società creata ad hoc, che costa quanto uno dei tanti carrozzoni politici a capitale pubblico, profumatamente retribuita per redigere un piano di cui non si comprendono ancora i benefici. E allora: a cosa serve la Sat? Non è meglio coinvolgere l’Unità Mobilità del Comune, dirigenti e personale interno all’Amministrazione che certamente sarebbero capaci anche di far meglio della Sat? Inoltrerò subito un ordine del giorno per accelerare la chiusura di questa società e per mettere fine – dopo l’Acta – ad uno sperpero irresponsabile di risorse.”