Nicola Becce (Popolo della Libertà): Ronde per vigilare in centro

Abbiamo potuto verificare in questi ultimi anni come il degrado del nostro centro storico, sia continuo e progressivo. Via d’uscita? Le ronde. Strade principali e vicoli impraticabili, lastroni e sanpietrini instabili e che si muovono al passaggio di pedoni e veicoli. Buche sempre più profonde, specie in via Vescovado e in via Due Torri, con il bus ‘turistico’ Pretoria che allieta con il suo arancione le grigie giornate invernali, utilizzato esclusivamente dal conducente, e che forse sarebbe meglio prevedere scoperto, aspettando i turisti giapponesi di Roma, o i vincitori del campionato di calcio. Cittadini costretti a potarsi da soli gli alberi, a ripararsi le panchine, sporco ovunque, tempietto di San Gerardo di marmo, che non è più l’edicola sacra dedicata alla venerazione del nostro Santo Patrono, ma un ritrovo dove consumare birra, pizza e crepes, lasciando sull’altare i rifiuti in bella mostra e scrivendo sulle pareti. Scritte e ‘graffiti’ ovunque sui muri, che contribuiscono a deturpare ulteriormente un panorama che definire desolante sarebbe poco. Tesserini ai writers, tessera agli ispettori ambientali, telecamere per la videosorveglianza, paiono dimenticati, inutilizzati, sicuramente inutili. Penso a ispettori ambientali che non abbiamo visto se non nella foto della consegna da parte del Sindaco dell’agognato cartellino con tanto di foto. Penso a telecamere che dovevano individuare, consentire di risalire, almeno ipotizzare gli autori di atti di vandalismo e che puntualmente tornano a ripetersi rimanendo impuniti. Penso soprattutto alla triste novità di questi ultimi giorni, con delinquenti, altro che writers, che si sono accaniti sulle pareti degli edifici che si affacciano su via Pretoria, lasciando la firma del loro gruppo. E sì perché non servirebbe Sherlock Holmes per risalire, al ‘gruppo’ e quindi all’autore di queste porcherie ‘firmate’ che costringono operatori commerciali già in grande difficoltà a doversi preoccupare anche di far ritinteggiare gli immobili, e nei casi peggiori, quando vittime dello spray sono pareti in pietra, a usare addirittura la sabbiatura, operazione che ha costi davvero elevati.  Constatata l’assenza, l’inefficienza o comunque l’inefficacia dei provvedimenti che pure si è pensato, evidentemente sbagliando, di porre in essere, l’unica strada percorribile, visto che quelle del centro oramai non lo sono più, rimane quella dell’istituzione di ronde. Sono a disposizione per organizzarle chiedendo ai volontari che volessero farne parte, di dotarsi né di manganelli né di spray urticanti, ma solo di telefonini e macchine fotografiche, per segnalare in tempo reale e documentare i comportamenti incivili di pochi che rendono più brutta la città, che invece è di tutti. Se ci si continua a preoccupare per le contrade e si lascia morire il centro, se si afferma che la Regione dovrebbe preoccuparsi del suo cuore che è Potenza e ci si dimentica del cuore antico del capoluogo, non è lontano il giorno nel quale come Brescia ci troveremmo in una città che per metà è popolata di stranieri, cosa dalla quale ci mette al riparo solo il fatto e che anche le persone extracomunitarie non abbiano Potenza tra le mete appetibili.