Consiglio Comunale del 6 luglio 2010

Sala Consiliare della Provincia di Potenza – Piazza Mario Pagano – ore 15.00.

ORDINE DEL GIORNO: 

Problematiche zona Bucaletto, esame e dibattito.

RESOCONTO DELLA SEDUTA:

Il presidente del Consiglio comunale Vincenzo Santangelo apre i lavori alle 16,25 salutando i numerosi cittadini presenti e spiegando le modalità con le quali i lavori proseguiranno. Primo intervento è quello del coordinatore dei gruppi d’opposizione Giuseppe Molinari. “Ci troviamo dinanzi a un emergenza per la città di Potenza e, dunque la questione Bucaletto non può non essere affrontato nella massima assise del capoluogo. Bucaletto sin dal suo sorgere ha avuto la finalità di dare una risposta al problema casa. Bucaletto ha avuto la funzione di valvola di sfogo. Oggi dopo 30 anni dobbiamo avere la consapevolezza che questo problema va affrontato in tutta la sua drammaticità. Non diciamo che l’Amministrazione non sia intervenuta, ma pensiamo che da sola non può farcela, c’è la necessità di impiantare un tavolo di confronto permanente con la Regione. La riqualificazione è cominciata attraverso la realizzazione di case, anche se le stesse potevano essere realizzate in maniera diversa, migliore, e comunque i prefabbricati non sono ancora stati liberati. I restanti immobili sono fatiscenti, così come le strade e le fogne. Ci sono stati dei furti, sembra quasi terra di nessuno, spero che il nuovo comandante della polizia municipale possa dare nuovo impulso. Polveri della ferriera, presenza di amianto, randagismo, scarsa illuminazione sono i problemi sul tavolo che rientrano nell’ordinaria manutenzione. Serve un piano di edilizia sociale per i legittimi assegnatari degli alloggi di Bucaletto, dare una casa dignitosa ai cittadini di Bucaletto. Chiedo anche che sia vagliata l’ipotesi di aprire un centro sociale nella ‘Cittadella’.”. A seguire interviene l’ex assessore alle Politiche abitative, Roberto Mancino (Sinistra per la Basilicata). “Per evitare che Bucaletto continui a essere un quartiere ghetto, c’è la necessità di reperire 60 milioni di euro per intervenire in maniera radicale con un progetto specifico che elimini una volta per tutte i prefabbricati che oramai, a trent’anni dalla loro installazione sono giunti al termine naturale”. Per il Pdl il consigliere Rocco Coviello “è importante dare un segnale di collaborazione tra opposizione e maggioranza per giungere alla soluzione del ‘problema Bucaletto’. Da questa giornata vorremmo un impegno politico bipartisan per invertire un processo che è incappato spesso in speculazioni”. Per il gruppo ‘Con Santarsiero’ il consigliere Filippo Gesualdi “tra le tante criticità conviene cominciare da quella che è l’emergenza socio-abitativa, con Bucaletto che è stata sempre valvola di sfogo per le famiglie meno fortunate. Bisogna porre particolare attenzione alle occupazioni abusive in quartiere che conta circa 2.500 abitanti. Constatata la graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari tra i residenti di Bucaletto risulta una percentuale notevole di soggetti indigenti. Dunque le politiche abitative devono essere in grado di conciliare la domanda con l’offerta. La realizzazione dei 30 alloggi parcheggio, la prossima realizzazione di altri 68 appartamenti di edilizia pubblica sono alcuni degli interventi concreti che l’Amministrazione sta portando avanti. Certo la manutenzione dei prefabbricati va migliorata così come la sicurezza attraverso una maggiore presenza della polizia municipale”. Dai banchi di ‘Potenza dei cittadini’ il capogruppo Giuseppe Laviero chiede “fondi specifici per risolvere i tanti problemi che affliggono il quartiere di Bucaletto. Dare risposte alla fatiscenza dei prefabbricati, attivare sistemi di videosorveglianza, rafforzare e migliorare il servizio di raccolta dei rifiuti, così come sono necessari interventi riguardo alla viabilità”. Interviene il sindaco Vito Santarsiero “Con Bucaletto non si scherza, non si scherza con il disagio dei cittadini, così come non si scherza con i professionisti e i tecnici di Ater e Comune che si stanno impegnando. Nasce con oltre 700 prefabbricati per rispondere alle esigenze dei terremotati, già dal 1982 è diventato altro e da tempo vede esaurito il suo ruolo principale. Tra il 1990 e il 2005 a Potenza sono stati realizzati meno alloggi popolari a città della nostra regione che hanno un terzo della popolazione del capoluogo di regione. Oggi la riqualificazione è concretamente avviata con 45 prefabbricati smantellati e 34 alloggi realizzati così come è stata realizzata la scuola. Tra 20 giorni iniziano i lavori per la realizzazione di altri 100 alloggi, sono fatti non chiacchiere. A Potenza abbiamo un programma di 600 alloggi di edilizia tra convenzionata e popolare. Il ‘contratto di quartiere 2′ non ha avuto ancora nessuna risposta dai ministeri competenti, contratto con i quali si chiedevano 15 milioni di euro per risolvere i problemi di Bucaletto. Ci vogliono 12 milioni di euro per l’adeguamento dei prefabbricati. Negli ultimi anni sono stati impiegati 1,2 milioni di euro per la bonifica dall’amianto. Sappiamo bene che somme del genere non possono trovare risposte a livello locale ma che devono trovare finanziamenti da enti sovraordinati. Sono pronto a dimettermi in questo momento se questo serve a far arrivare i 100 milioni di euro che alcuni hanno promesso. I cittadini chiedono a noi sindaci le risposte, chiedono a noi le case, ma i parlamentari dove sono? Miriamo alla soluzione totale del problema Bucaletto. L’ultimo finanziamento che è arrivato di 5 milioni di euro, 4 anni fa. Vogliamo andare tutti a Roma a fare una battaglia e incatenarci tutti insieme, vogliamo fare una battaglia tutti insieme e incatenarci davanti alla sede della regione di via Anzio. Il programma è di giungere a risolvere definitivamente il problema abitativo entro i prossimi dieci anni. Con un bilancio di spesa corrente pari a 80 milioni di euro meno 12,6 milioni di euro di rata mutuo per pagare il dissesto di 144 milioni di euro e con la manovra Tremonti ne avremo ulteriori 5 in meno.  Per la disinfestazione siamo passati da 300 a 150.000 euro eppure il servizio proseguirà a cominciare da stanotte. Abbiamo operato per lasciare aperto il presidio di Poste italiane e torneremo ad aprire un presidio fisso del Comune, oltre ad aver operato di concerto con la Caritas per garantire il buon funzionamento della porta sociale. Rispetto alla strada che passa alle spalle del Park Hotel siamo arrivati alla chiusura del procedimento anche se la via non è risultata di proprietà comunale”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta esordisce criticando il “comportamento di una giunta che non ha previsto l’esposizione di un programma da parte dell’assessore competente all’inizio della seduta“. Il dibattito in aula e tra il pubblico si accende particolarmente e i lavori vengono sospesi per 15 minuti. Alle 18.15 riprende asserendo che “nel suo libro dei sogni, ha scritto cose che non ha mai fatto. Lei Sindaco non ha fatto nulla per Bucaletto. In quest’aula nulla ci è stato illustrato, tutto è stato deciso fuori da quest’aula. La fontana a Bucaletto continua a non essere completata, la palestra Rotary idem. Problemi persino alla toponomastica. Le promesse vanno mantenute soprattutto riguardo ai problemi di salute, penso alla denuncia Asl sulla non salubrità dei prefabbricati. I 40 prefabbricati liberati sono stati abbattuti? A me non risulta. La manutenzione normale non viene fatta”. Il consigliere del Pd Rocco Fiore a seguire ricorda “che Bucaletto è un problema che esiste da trent’anni, che si trascina da troppo tempo. Il governo, anche di Matteoli, ha risolto il problema L’Aquila in 48 ore e ha dimenticato colpevolmente la vicenda Potenza-Bucaletto. L’Amministrazione ha fatto tutto il possibile, più di quanto fosse possibile. Nessuna proposta concreta è giunta dai tavoli dell’opposizione. E’ importante che chiunque abbia la possibilità aiuti questa amministrazione attivare un tavolo di confronto con il ministero competente”. Il consigliere Fiore conclude dicendosi favorevole a che vengano prese iniziative concrete nei confronti del ministero. Il consigliere del Pdl Michele Napoli afferma “che c’è tanto e tanto da fare. Quello che è stato fatto non è evidentemente sufficiente. Bisogna cercare di trovare soluzioni condivise ma maggioranza e opposizione. L’opposizione pone tra le proposte alle quali pensa per risolvere il problema quella di ricorrere a una revisione delle royalties rivenienti dal petrolio. Di chi la responsabilità se chi amministra lo fa anche in continuità con chi l’ha preceduto? Dobbiamo però insieme guardare al presente e al futuro di Bucaletto. Abbiamo il dovere di confrontarci e se possibile trovare soluzioni condivise sui diversi tavoli istituzionali”. Il consigliere del Pd Giuseppe Messina evidenzia che “il Sindaco ha titolarità a intervenire anche rispetto a temi che potrebbero essere illustrati dai suoi collaboratori, tali sono gli assessori. Ricordo quanto successe nell’80. Si lottava perché i diritti dei cittadini colpiti più duramente dal terremoto vedessero riconosciuti i propri diritti. Da allora tante sono state le lotte comprese quelle sostenute dalle diverse amministrazioni per liberare ‘i campi containers’. Facciamo oggi lotte, facciamole tutti insieme anche nei confronti di un governo nazionale che non sembra disponibile a finanziare l’edilizia popolare del capoluogo lucano”. Nei lavori del Consiglio, in una dinamica di alternanza è la volta del Pdl con Antonino Imbesi. “La legge regionale che in trent’anni non ha risolto i problemi è una legge fallimentare. Ci vuole una legge speciale per risolvere Bucaletto, altrimenti il problema durerà per altri trent’anni.  La Regione deve esigere la restituzione dei fondi che le Amministrazioni locali non sono stati in grado di impegnare e spendere e destinarli a emergenze quali quella di Bucaletto”. “Bucaletto vive delle difficoltà oggettive – esordisce il consigliere del Pd Rocco Liccione – rivenienti prima dalle difficoltà della ricostruzione poi da altri aspetti. La legalità comunque deve essere il filo conduttore, l’unico in grado di garantire gli stessi residenti di Bucaletto. Dobbiamo proseguire il percorso di riqualificazione che abbiamo intrapreso nel 2004, attraverso il riconoscimento di finanziamenti di scopo vincolati per la soluzione  del problema Bucaletto”. Il consigliere del gruppo misto Vito Mitro definisce “sconcertante l’imbarazzo della maggioranza nel discutere di Bucaletto. Come presidente della Prima commissione consiliare permanente ricordo che siamo stati la prima commissione a ricevere e ascoltare i cittadini di Bucaletto. Su Bucaletto è mancata un’attenzione particolare e una politica organica che guardasse al cuore del problema. Bisogna verificare puntualmente chi ha i requisiti per abitare a Bucaletto. Alla prima ricognizione 150 famiglie non hanno risposto. Bisogna individuare un bando per l’assegnazione di alloggi popolari riservato esclusivamente ai residenti di Bucaletto. Per il Pd Beniamino Straziuso “immaginare Bucaletto come risposta alla carenza abitativa che si registrava all’epoca della sua nascita, che oggi risulta sbagliata, poteva essere il male minore. Bucaletto è un problema sovracomunale“. Prende la parola il capogruppo del Pdl Fernando Picerno apre ricordando per sommi capi la storia “di trent’anni di Bucaletto. La città in questo periodo è sempre stata amministrata dal centrosinistra. Perché continuiamo a spendere denaro pubblico per effettuare la manutenzione a prefabbricati che, secondo quanto riportato dall’Asl, non sono idonei a ospitare persone. La mia proposta è una perequazione di suoli per chi decide di realizzare alloggi nell’area di Bucaletto. I fondi delle royalties sono un’altra strada percorribile e da percorrere”. Il consigliere del Pd Antonio Pesarini ritiene che “questo Consiglio comunale è risultato oltremodo utile. Nel 1980 fu fatto un investimento per la realizzazione di Bucaletto, una ‘cittadella’ che doveva essere provvisoria. Così non è stato. Molti dei residenti di Bucaletto sono certo che troveranno un alloggio dignitoso constatato che il ‘Contratto di quartiere 2″ ha cominciato a produrre i suoi frutti”. Per il consigliere del gruppo misto Emilio Libutti i “temi essenziali sono che Bucaletto è una vera e propria emergenza, una vera e propria priorità. Nel quotidiano persone vivono il disagio e situazioni pericolose e di oggettiva precarietà. Lo Stato e la regione devono fare dei passi concreti. Paradossalmente in un periodo di “vacche magre” è più facile che l’utilizzo delle risorse sia attentamente verificato e dunque le stesse vengano reindirizzate verso vere priorità quali quella delle politiche abitative a carattere sociale”. Dagli scranni del Pd Sebastiano Papa esprime “la solidarietà agli abitanti di Bucaletto che non vivono in quei prefabbricati par scelta, ma per esigenza. Ci sono cittadini che vivono in una situazione scabrosa. Non saremo una città civile fino a quando non saremo riusciti ad abbattere l’ultimo prefabbricato. La graduatoria per l’assegnazione degli alloggi popolari è al capolinea, bisogna dare dignità e speranze giuste a queste persone”. Il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza comincia l’intervento “evidenziando che la questione Bucaletto non ha una connotazione politica. Le Amministrazioni succedutesi hanno tentato la via della riqualificazione affrontato svariate difficoltà. Bisogna immaginare oggi un percorso che miri all’abbattimento delle strutture che si liberano, evitando che nei prefabbricati abiti chi non ha diritto. Dobbiamo assumere formali impegni, quello delle royalties rientra in quest’ambito. Nell’immediato l’assessore competente e l’intera giunta devono adoperarsi per dare risposte concrete alle esigenze manifestate dai cittadini, alcune anche facilmente risolvibili”. Intervento conclusivo tra i consiglieri è quello del presidente del gruppo del Pd Gianpaolo Carretta: “Un dibattito lungo e che auspicavo potesse produrre proposte piuttosto che analisi. Una comunità aspetta una proposta concreta e seriamente bipartisan. La precondizione per risolvere i molti problemi che pure assillano i residenti di Bucaletto: è il fattore economico. Da una parte si deve impegnare la Regione Basilicata sia attraverso le royalties, sia attraverso i canali che riterrà più opportuni, dall’altra il governo nazionale che però non deve attingere ai fondi Fas per risolvere i problemi legati al sisma de L’Aquila e non li deve prendere in considerazione per la soluzione del problema Bucaletto”. L’assessore Donato Pace, con delega a Bucaletto, in sede di replica sostiene “che tutti i cittadini di Bucaletto che hanno fatto richiesta di incontrare l’Amministrazione hanno trovato la mia porta sempre aperta. Bucaletto è un problema sociale che ha sofferto negli anni anche il trasferimento di quelle realtà che vedevano ospitare i containers in altre zone della città. Un programma l’Amministrazione ce l’ha per Bucaletto e le diverse attività che sono in programma e sono già operanti nella ‘Cittadella’ sono una concreta risposta. C’è il progetto per verificare la possibilità di realizzare nuovi alloggi. A Bucaletto c’è chi ha diritto a risiedere, perché vive in molti casi in uno stato di bisogno, e chi invece ha scelto di abitarci pur non avendone diritto. A questi ultimi questo Consiglio comunale e questa Amministrazione devono dire che non saranno tollerati abusi“. Dopo una sospensione richiesta dal consigliere Messina “per fare sintesi su due proposte di ordine del giorno” presentate al presidente del Consiglio Comunale quest’ultimo illustra la proposta alla quale è pervenuta la Conferenza dei capigruppo: “Nessuna sintesi è stata raggiunta, quindi leggiamo i due ordini del giorno”, il consigliere Napoli legge il primo che lo vede tra i firmatari e con il quale si chiede che “tra i canali di finanziamento attivabili per la soluzione dell’emergenza abitativa di Bucaletto venga considerata la rinegoziazione delle royalties rivenienti dal petrolio la cui quota parte possa essere utilizzata per la ‘questione Bucaletto'”. L’altro ordine del giorno, quello presentato direttamente dal Primo cittadino, prevede che il Sindaco chieda 60 milioni di euro a Regione e governo nazionale per dare una risposta concreta e definitiva a tutte le esigenze di Bucaletto. E’ lo stesso Sindaco a illustrarlo che tra l’altro spiega che a Potenza “ci sono circa 900 famiglie potentine che hanno bisogno alloggio, 600 famiglie a Bucaletto e la realizzazione di altri 500 alloggi nell’area di Bucaletto. Questo ordine del giorno perché abbiamo bisogno di risolvere il problema Bucaletto in toto. Non siamo stati fermi, incapaci di progettare. Non possiamo indicare come risolverlo ma chiedere solo di risolverlo”. Si apre la discussione sugli ordini del giorno con il consigliere del Pu Roberto Galante che afferma che l’idea del Sindaco “di non mettere in contrapposizione territori, così come potrebbe apparire secondo il primo ordine del giorno”. Anche il consigliere Libutti sostiene che “l’individuazione di un monofinanziamento risulterebbe controproducente”. Secondo il consigliere Messina “il secondo ordine del giorno è equilibrato e individua con precisione le risorse”. Laieta si pronunci a favore del primo perché lo ritiene più preciso. Il consigliere Molinari si dice favorevole all’approvazione di entrambi gli ordini del giorno. Il capogruppo dell’Mpa Salvatore Lacerra si dice contrario all’ordine del giorno presentato dal Sindaco perché lo ritiene “una contraddizione in termini, perché il suo invito Sindaco è rivolto alla maggioranza – dopo un intervento chiarificatore del Sindaco con il quale Santarsiero spiega di non essersi spiegato bene perché era sua volontà rivolgersi all’intero consiglio – e non all’intero Consiglio in questa occasione e in tutto il suo operare” Lacerra conclude asserendo di preferire il primo emendamento. Il capogruppo del Pu Potenza nota “da entrambe le parti il far prevalere la strategia politica rispetto all’interesse dei cittadini”. Si pronuncia  a nome del suo gruppo a favore di entrambe gli ordini del giorno. Il capogruppo del Pd Carretta interviene dicendosi “non convinto dall’ordine del giorno dell’opposizione. Perché limitare la fonte del finanziamento alle royalties del petrolio, quanto riguardo a queste tematiche Potenza si è detta contraria. Potenza non è una città di serie B. Tutti devono essere coinvolti su un emergenza sociale quale è quella di Bucaletto, Regione ma anche il governo nazionale. Chiedere i 60 milioni può portarci alla soluzione definitiva del problema. Non così il primo ordine del giorno”. Il consigliere del Pdl Nicola Becce si dice “favorevole all’approvazione di tutti e due gli ordini del giorno”. Il consigliere Imbesi si dice favorevole all’approvazione dei due ordini del giorno, “così come mi è parso di capire voglia fare il Sindaco e il capogruppo dei Popolari uniti”. Sempre per il Pdl Francesco Fanelli dice che “quella segnata dal primo ordine del giorno consiste solo nell’individuazione di una strada percorribile. Per il consigliere Luciano De Rosa “è importante che il Consiglio si chiuda con un provvedimento unitario”. Dagli scranni del Pdl Rocco Coviello “è importante individuare un canale di finanziamento specifico per non rischiare di lasciare tutto nel vago. Invito a votare il primo ordine del giorno”. Il consigliere Michele Napoli conclude gli interventi dicendosi favorevole al primo ordine del giorno. Il primo ordine del giorno viene approvato (si procede al voto nominale) a maggioranza (19 favorevoli e 14 contrari) con il voto favorevole dei gruppi di opposizione e dei Popolari uniti e il voto contrario del Pd e degli altri gruppi di maggioranza presenti. Il secondo ordine del giorno viene approvato (anche in questo caso voto nominale) a maggioranza, con il voto favorevole dei gruppi di maggioranza e quello contrario dell’opposizione. Un terzo ordine del giorno che prevede l’adesione dei consiglieri comunali alla manifestazione sull’Acqua pubblica prevista il prossimo 10 luglio a Piazza don Bosco. L’ordine del giorno viene approvato all’unanimità. Il Consiglio comunale si chiude alle 23,25.