Come se nulla fosse, la città di Potenza continua a “sopportare” una gestione del trasporto pubblico che definire anomala è poco. Una storia iniziata circa otto anni fa e rispetto alla quale non c’è un pizzico di chiarezza né sulle cifre né sui progetti. Dopo una lunga e complessa trattativa la Cotrab, azienda titolare di un contratto di servizio per il trasporto pubblico ha sottoscritto – così ha fatto sapere l’Amministrazione comunale – l’intesa secondo cui si impegna a non ricorrere più a contratti di lavoro precari per garantire la corretta erogazione dei servizi. Tutto questo dopo un tira e molla durato alcuni giorni, in cui l’azienda aveva persino ventilato la sospensione del servizio. Sul perchè Cotrab pagato profumatamente grazie al metodo “a piè di lista”, avrebbe deciso un simile aut aut resta ancora oggi un mistero gaudioso. Quel che è certo è che dopo quasi dieci anni il Comune non ha ancora bandito la gara per l’appalto del servizio continuando nel regime di proroga al Cotrab.I ricavi – secondo quanto letto sui giornali da alcune dichiarazioni – sarebbero persino superiori ai costi sostenuti senza contare che il contratto per il 2013 fisserebbe ulteriori utili. Ma a quanto ammontano gli utili del Cotrab? Perchè i bilanci non vengono resi pubblici al fine di valutare gli effettivi introiti da parte del Comune di Potenza? Su tutta la vicenda va fatta chiarezza. Andrebbe anzitutto ricostruito come e perchè otto anni fa – non appena diventato sindaco – Santarsiero affidò l’appalto per la gestione dei trasporti pubblici della città alla COTRAB, oggi in mano al dirigente, Ing. Giulio Ferrara, con l’impegno che l’affidamento sarebbe durato per soli 6 mesi, termine dopo il quale sarebbe stato indetto un bando di gara a cui avrebbero dovuto concorrere diverse società. I numeri dicono che qualcosa non torna. Nel 2004, con l’Amministrazione Fierro, a vincere la gara d’appalto fu la S.T.I., per 5 milioni di euro. Due anni dopo – per cause non del tutto chiare – l’appalto passò alla COTRAB per 12 milioni di euro, che tra spese del personale e spese di gestione arrivano oggi a superare i 14 milioni. Un esborso non indifferente, visto che il Comune paga i compensi con fatture a piè di lista, senza nessun organo di controllo. E la città deve fare i conti con un servizio di scarsissima qualità per un capoluogo di provincia, più volte denunciato anche dai sindacati. E’ forse arrivato il momento di fare chiarezza su tutto, iniziando dai conti e dal ruolo di chi dovrebbe controllare sui soldi pubblici che vengono erogati alla società.