Consiglio Comunale del 5 novembre 2010

Sala del “Grande Albergo”- corso 18 Agosto, 46 – ore 08.30.

ORDINE DEL GIORNO: 

1. Approvazione verbali seduta precedente.
2. Immobili ed aree della città che versano in condizioni di abbandono.
Esame e dibattito.

RESOCONTO DELLA SEDUTA:

La seduta si apre alle 10,20 e, subito dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, posta in votazione dal presidente Vincenzo Santangelo e approvata all’unanimità, si procede alla discussione del tema principale sul quale è chiamata a confrontarsi l’assise: gli immobili che versano in condizioni di abbandono nella città di Potenza. L’argomento proposto dagli esponenti dell’opposizione viene illustrata attraverso la relazione del consigliere del Mpa Salvatore Lacerra. “Intendiamo parlare dei ‘buchi neri’ della nostra città, situazioni critiche che fagocitano tutto e tutti, quei contenitori vuoti che non servono a nulla se non appunto a inghiottire disapprovazioni, analisi e anche danaro. Alcune zone sono avvertite addirittura come estranee alla città. La caserma della polizia rurale della Pallareta, che da sempre è stata una risorsa per la città oggi è abbandonata. Non bisogna vendere o dismettere i gioielli di famiglia. L’area della Cip Zoo, oggi discarica, va sottratta alla capacità programmatoria di altri e acquisita a quella del Comune. Va garantita dignità all’area fluviale, e non lasciandola all’incuria. L’ex edificio che ospitava l’Istituto di ‘Igiene e profilassi’ in prossimità di uno svincolo ospedaliero, critico già dai tempi della sua prima realizzazione. Dimenticate le caserme di Santa Maria e quella che a San Rocco ospitava i vigili del fuoco. Abbandonate scarpate, aiuole e tutte quelle aree che con poco potrebbero diventare autentici polmoni verdi. Perché non tornare a piantare un albero per ogni nato. Vuoti il palazzo degli uffici, il palazzo delle ex Poste e telagrafi, piani della scuola Torraca, la ex biblioteca provinciale, spazi della Provincia, gli ex cinema Ariston e Fiamma, l’abbandono in cui versa purtroppo la chiesa della Trinità, chiesa per la quale nessuno spende una sola parola, palazzo d’Errico, la palestra Coni, la villa del Prefetto, il Dancing di Montereale. Il verde tra Montereale, villa del Prefetto, e Torre Guevara potrebbero costituire autentiche risorse per la città. Le strutture sportive così come la viabilità sono settori nei quali bisogna adoperarsi per rendere la città più vivibile. I tre mega-parcheggi realizzati risultano sottoutilizzati. Riguardo al tema cultura, tornando sulle sale cinematografiche del centro che oggi non ci sono più, si dovrebbe pensare a volumetrie presenti che potrebbero essere utilizzate. La città non deve espandersi urbanisticamente oltre i confini odierni. C’è la necessità di arrestare la cementificazione, per evitare che ai ruderi storici di Potenza se ne aggiungano di tanti di troppi nuovi”. La replica dell’Amministrazione è affidata al sindaco Vito Santarsiero che “rivendica con orgoglio quello che sta facendo per la città. Dopo decenni si è aperto un parco urbano, i fatti parlano. Appena insediatomi nel 2004, in una solitudine totale, chiesi che l’Asi tornasse di proprietà del Comune. In quella solitudine trovai la collaborazione dell’assessore Rondinone con il quale cominciammo un percorso che ha già avuto momenti significativi. Sull’area della Cip Zoo nessun Ente sta prendendo posizione proprio perché si lascerà al Comune la competenza attraverso il Piano strutturale metropolitano. Guardando al centro storico, ritengo che i cinematografi non siano il più importante crogiuolo per la cultura cittadina. Il nostro progetto culturale ha portato a realizzare una pinacoteca e un museo archeologico nazionale nel palazzo più importante della città ‘Palazzo Loffredo’, Palazzo d’Errico  si sta lavorando, lo Stabile è un teatro che è tornato a splendere con stagioni teatrali di grande rilievo, come l’ultima ormai al via. Le sette sale di Tito, che ritengo parte integrante della città di Potenza, drenano e raccolgono utenza da tutta la provincia. Mai come in questi anni la vicenda storica cittadina è stata messa al centro dell’attenzione locale e nazionale. Un milione di euro è stato impiegato per l’area archeologica venuta alla luce nel corso dei lavori di realizzazione del Nodo complesso del Gallitello. Riguardo ai beni comunali, stiamo tenendo duro per non venderli penso alla caserma della Pallareta e a quella dei vigili del fuoco di San Rocco, peraltro Acta, anche se il debito storico e tagli governativi ci ha costretto a vendere 700 alloggi. Abbiamo avviato una trattativa con l’Asp per l’acquisizione dell’immobile al centro dello svincolo ospedaliero, che al momento non è nostra. Siamo in trattativa anche per acquisire la palestra Coni, con la quale e sulla quale poi si dovrà decidere il da farsi. Sulla caserma di Santa Maria il sottosegretario del Ministero della Difesa competente mi ha anticipato la possibilità che la caserma potrebbe essere riaperta per ospitare un presidio ministeriale. Non c’è nessun abbandono. Chiesa della Trinità, c’è un’indagine della magistratura, non entro nel merito, mi auguro che l’intera vicenda possa trovare soluzione. Per concludere, mi meraviglio come mai Bucaletto non sia entrato nella relazione, quella è la vera piaga della città. Un problema che esige un’attenzione vera, è un patrimonio da far sparire dalla nostra città. Ho interpellato il ministero competente, convocherò gli esponenti di Stato e regione attorno a un tavolo. Non stiamo a guardare, gli alloggi veri sono stati realizzati a Bucaletto e altri cento lo saranno a breve. Con la legge sull’housing sociale, siamo riusciti a inserire la realizzazione di edifici di edilizia popolare, cooperativistica e la possibilità di creare ulteriori interventi dei privati, per risolvere ad esempio il problema della zona delle Pagliarelle”. Primo intervento dagli scranni comunali è quello del rappresentante del Popolo della Libertà Antonino Imbesi che riprendendo il problema Bucaletto ricorda “che l’opposizione ha cercato di sollevare il problema attraverso l’indizione di un’apposita seduta, la più partecipata degli ultimi. Rispetto al tema ‘Turismo’, il Comune non ha determinato un percorso turistico, non abbiamo un aeroporto, non abbiamo un ostello della gioventù. Perché non pensare al project finacing. Il Palazzo in vicolo Luigi Lavista riconosciuto dall’Amministrazione come pericoloso, non è ancora stato abbattuto. Certo molte responsabilità non sono ascrivibili al Sindaco, ma lamentiamo che per le altre l’Amministrazione non fornisca le risposte che riteniamo opportune. Riguardo alla Cip Zoo le proposte l’opposizione le ha formulate, ma ancora nulla si è mosso. Le condizioni di cassa sappiamo bene che non ci consentono di acquisire tutti i fabbricati abbandonati e ristrutturarli come meriterebbero, ma chiediamo con forza al Primo cittadino, che rispetto a queste situazioni si compiano scelte decise”. Per il Pd Mario Cerverizzo precisa che “il Consorzio Asi ha delle proprietà nella zona industriale, vedi ponte Musmeci o raccordo ferroviario e quindi non sarà così facile determinare l’acquisizione delle aree da parte del Comune. Bisognerà porre grande attenzione anche a quelle che saranno le spese che si dovranno sostenere per gestire quelle medesime aree. L’Asi comunque ha fatto tanto per l’area due cose tra le altre, la prima il depuratore tra i più avanzati del Mezzogiorno e la seconda la sistemazione idraulica dell’area del Basento. Avendo notato un impoverimento del centro storico, o meglio un arricchimento della periferia a detrimento della parte antica della città, chiedo al Sindaco e alla giunta tutta di attivarsi perché si inverta questo processo e, per esempio, il Ponte attrezzato venga utilizzato anche per andare dai rioni periferici verso il centro e non solo viceversa”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta interviene per “non dire che tutto va male. A noi interessa un progetto che voglia e sappia rilanciare la città. Pagliarelle è stato un grave errore, perché doveva essere deciso l’abbattimento di quegli edifici, altrimenti i benefici derivanti dalle opere del Nodo complesso del Gallitello, vengono a essere inficiati in buona parte. Centro storico: si deve avere il coraggio, così come il Sindaco ha dimostrato lodevolmente di avere nella vicenda del Palazzo che ospitava Penitente, in molte altre situazioni del borgo antico. Bucaletto: va sviluppato un fitto dialogo con la Regione e, successivamente, con lo Stato. Il consigliere del gruppo ‘Con Santarsiero per Potenza” Roberto Lo Giudice ritiene “che il tema da affrontare in consiglio è il tema della qualità urbana e non quello riduttivo dei singoli contenitori. Le politiche urbane vanno organizzate. Vanno evitati gli errori commessi ad esempio con i collegamenti pedonali, di via Di Giura, di via Parigi, o anche penso al progetto di riqualificazione di piazza delle Regioni, progetti che risultano avulsi dal contesto, pur essendo progettualmente pregevoli. Riguardo al passaggio di immobili Asi-Comune, con la Regione va pensata una legge di accompagnamento, che riguardi spese e coordinamento. Il nostro sforzo deve essere quello di rendere Potenza una città che produca sviluppo e di conseguenza attiri investimenti, diventi appetibile”. Secondo il coordinatore dei gruppi di opposizione Giuseppe Molinari “questo tipo di Consigli comunali monotematici è richiesto da noi unicamente per finalità costruttive. Questione contenitori: molti sono presenti nel centro storico. Vanno monitorati quelli pubblici e privati, penso alla relazione dell’ex assessore Singetta che penso abbia condotto compiutamente uno studio. Accolgo con favore la manifestazione di volontà del Sindaco di voler recuperare il cinema Fiamam per stabilire l’aula consiliare del Consiglio comunale. Non so se la strada dell’esproprio per i palazzi abbandonati sia la più corretta o la più percorribile, ma ritengo che ci si debba muovere su questa strada, per esempio attraverso l’istituzione di un ufficio comunale apposito. Consiglio al Sindaco di accettare le critiche costruttive affinché siano di stimolo per il suo operato e perché insieme ci si adoperi per il bene della città”. Dai banchi del Pd Rocco Fiore ferme sono le critiche mosse all’indirizzo “della relazione formulata dal consigliere Lacerra. Ritengo non si debba parlare di una mera riappropriazione per quel che riguarda l’aria Asi, con il Consorzio che ha svolto un ruolo importante in questi anni per la città. Probabilmente la strada della cogestione potrebbe essere la più corretta. Un unico riferimento al senso unico di Poggio Tre Galli: lo stesso è stato solo il ripristino di una situazione precedente”. Il capogruppo del Pd Gianpoalo Carretta parla “a titolo personale, essendo io dimissionario e dimissionato del gruppo del Pd. Annuncio la mia prossima non partecipazione a questo tipo di Consigli, perché non li ritengo utili al bene della città, con una opposizione approssimativa e non presente in aula così come non presente è la maggioranza, assessori compresi. Gioielli di famiglia ormai nel patrimonio comunale non mi sembra si possano annoverare”. Il consigliere Carretta abbandona il pulpito lamentando un’interruzione causata dall’intervento lontano dal microfono di cui si è reso protagonista consigliere Laieta. Nel prendere la parola il Sindaco definisce il Consiglio odierno “utile. Sollecitazioni e chiarimenti sono comunque emersi, al di là dei distinguo dei singoli”. Dietro invito del Sindaco il consigliere Carretta riprende la parola chiedendo solo che “nella forma si arrivi a una regolamentazione diversa dei lavori, con il rispetto degli oratori”. Il presidente Santangelo dichiara chiusi i lavori alle 13,15.