Nicola Becce (Popolo della Libertà): Vicenda acqua con idrocarburi

La vicenda è seria e malgrado le rassicurazioni fatte è necessario fare tutti gli accertamenti del caso ed anche oltre per togliere il benchè minimo sospetto che dal rubinetto di casa sgorghi acqua non sicura. La vicenda dell’acqua al petrolio che i giornali ci raccontano da qualche giorno e che interessa alcune famiglie di Tito pone domande serie a cui i responsabili dell’Arpab e Acquedotto lucano devono rispondere nella maniera più scientifica possibile, per tranquillizzare in primis le famiglie titesi e per togliere dubbi di sorta anche a Potenza. In tutta questa vicenda ci sono delle zone d’ombra evidenti. Anzitutto: o Aquedotto lucano, ente preposto al controllo della rete idrica ha eseguito degli accertamenti con superficialità e dunque aprendo scenari sconcertanti per tanti altri comuni oppure avendo accertato delle anomalie ha preferito informare l’amministrazione di Tito ed il sindaco Scavone, circoscrivendo il problema e provando a fornire rassicurazioni a questo punto fasulle. Sta di fatto che l’Arpab ha confermato l’inquinamento e adesso è il caso di monitorare e con urgenza tutta la rete idrica, eliminando anche il benchè minimo sospetto. Il problema dell’acqua “potabile” e dell’accertata presenza di idrocarburi lascia infatti dei dubbi a cui occorrerà rispondere e non esonera gli amministratori del capoluogo a dormire sonni tranquilli. Va infatti considerato che anche a Potenza arriva acqua dalla Camastra da dove si pensa che ci sia l’inquinamento delle acque. Un campanello d’allarme rispetto al quale il sindaco Santarsiero non può far finta di nulla e di interessarsi solo del Consiglio regionale. Tutti i cittadini di ogni angolo della regione hanno il diritto a sapere se l’acqua che bevono è sicura, per quello che mi compete invece rivolgo un appello al sindaco di Potenza affinchè chieda un monitoraggio all’Arpab per verificare se esiste o meno lo stesso problema nell’acqua che fuoriesce dai rubinetti delle case potentine? Auspicando sin dai prossimi giorni risposte certe, anzitutto all’interrogativo per cui se davvero dai rubinetti sgorgano anche idrocarburi sarebbe il caso che qualcuno spiegasse  come ci sono finiti, resto in attesa – pur senza voler creare inutili allarmismi – di risposte rassicuranti e certe.