Giuseppe Molinari (Coordinatore gruppi opposizione)

Oggetto: Cooperativa L’Aquilone.

Il Coordinatore dei gruppi di opposizione in seno al Consiglio comunale di Potenza Giuseppe Molinari è convinto che “basterebbe solo la risposta all’interrogazione presentata da me e dal consigliere Angelo Laieta per ritirare la convenzione sottoscritta dall’amministrazione comunale con la Cooperativa L’Aquilone le cui inadempienze hanno privato la città di un servizio davvero importante”.
“Sarebbe opportuno- sottolinea Molinari- invitare strutture di fama nazionale, più esperte nel settore del recupero degli ex tossicodipendenti, ad istituire una sede nel capoluogo lucano”.
Dopo aver chiesto di conoscere i motivi della chiusura della comunità terapeutica per ex tossicodipendenti Molinari sottolinea che “la risposta comunicata dall’assessore comunale ai Servizi Sociali Donato Pace evidenzia alcuni importanti aspetti che rendono giustificabile il ritiro della convenzione con la Cooperativa L’Aquilone.”.
“Non è possibile- evidenzia Molinari- che un servizio così importante sia stato sospeso più volte in una città come Potenza dove il problema delle tossicodipendenze è molto avvertito. Non è possibile preoccuparsi di più di Vincenzo Martinelli e della fine che farà la sua cooperativa e meno delle famiglie e dei ragazzi che hanno bisogno di sostegno nella lotta alla tossicodipendenza”.
Nella risposta all’interrogazione sono descritte le fasi del rapporto tra la cooperativa e l’amministrazione comunale. La struttura di Via del Gallitello concessa in comodato d’uso alla cooperativa per dieci anni fino al prossimo 1 luglio 2010 ha funzionato fino al 2008 con un numero di presenze che è andato sempre diminuendo negli anni. La cooperativa è stata inadempiente anche per quanto riguarda la seconda struttura a Betlemme dove il servizio è stato sospeso senza alcuna comunicazione al Comune di Potenza. Il presidente della cooperativa Vincenzo Martinelli si è impegnato a riaprire il servizio entro il 10 gennaio del 2010 se ciò non dovesse verificarsi il Comune procederà ad una formale diffida ad adempiere, con l’assegnazione di un termine trascorso il quale senza esito l’amministrazione pronuncerà unilateralmente la risoluzione del contratto. Prima di arrivare a prendere la decisione si è aspettato troppo a discapito – conclude Molinari- di chi aveva la necessità di un servizio che gli sarebbe dovuto essere garantito con costanza”.