Consiglio Comunale straordinario su ACTA del 10 febbraio 2014

Il Consiglio comunale si apre alle 10,25 con il presidente Vincenzo Santangelo che,  dopo l’approvazione dei verbali della seduta precedente, illustra l’ordine del giorno per il quale è stata convocata la seduta odierna del Consiglio comunale, seduta straordinaria convocata a seguito della richiesta di un quinto dei consiglieri comunali: ‘l’Acta spa: quali iniziative e strategie aziendali. Investimenti, livelli occupazionali, attività e servizi. I costi sostenuti per la raccolta e lo smaltimento dei rifiuti. Obiettivi per il loro futuro’. Il presidente Santagelo, propone di “sospendere l’assemblea e contestualmente convocare una riunione dei presidenti dei gruppi consiliari per decidere come far procedere i lavori, mancando parte dei componenti della giunta e del Sindaco”. Il consigliere del gruppo misto Rocco Coviello, annuncia di voler abbandonare l’aula “essendo assenti importanti esponenti del governo cittadino, dimostrazione di poca sensibilità nei confronti del tema” Si dice inoltre contrario alla sospenzione. Il capogruppo dei Popolari uniti Sergio Potenza si dice “favorevole a che il Consiglio comunale sull’Acta abbia luogo anche in assenza di Sindaco e assessori”. Il capogruppo di ‘Con Santarsiero per Potenza) Antonio Smaldone si dice favorevole alla proposta del presidente Santangelo. Il presidente ritira la proposta di sospensione. Il consigliere del Pd Sebastiano Papa prende la parola per ripresentare la proposta di sospensione del Consiglio: “per rispetto di tutti i presenti è giusto che si decida in sede di riunione dei capigruppo”. Il presidente Santangelo pone in votazione la sospensione che viene approvata a maggioranza alle 10,45. Alle 10,55 i lavori riprendono con la relazione del capogruppo Potenza. “Dal 2009 a oggi – esordisce il rappresentante dei Popolari uniti – diversi degli obiettivi posti non sono stati raggiunti. Ancora manca una gestione razionale dei rifiuti. Le novità che in questo ambito riguardano i Comuni. I piani provinciali e regionali che vigono dal 2001 pongono ancora al centro della gestione dei rifiuti l’incenerimento. Ritengo si debba cambiare questa visione e indirizzarsi decisamente verso al raccolta differenziata. In provincia di Potenza 16 %, in città 27 %, queste le quantità di raccolta raggiunte nei rispettivi territori, oggettivamente percentuali ferme da troppo tempo. Manca una tariffa unica regionale per lo smaltimento dei rifiuti. Attualmente il capitale dell’Acta è totalmente pubblico. L’azienda dispone di mezzi, personale, attrezzature necessarie a gestire la raccolta. I 131 addetti, 84 impegnati all’esterno, sono sufficienti a fornire quanto indicato e sottoscritto nel contratto siglato. Nei mesi prossimi si dovrebbe passare alla raccolta porta a porta, cosa che comporterebbe l’impegno di 83 persone. Se oggi 84 di loro sono impiegati per raccolta e spazzamento, domani chi svolgerà lo spazzamento. Analoga situazione per lavori quali la derattizzazione, la manutenzione del verde e altri servizi analoghi. Il costo complessivo di 15,4 milioni di euro siamo sicuri che non aumenterà in futuro?. Abbiamo già assistito a un aumento di 776.000 euro tra il 2011 e il 2012. Essendo il Comune socio unico, è lapalissiano che aumenti di spesa comporterebbero aggravi per le già precarie casse comunali. Un milione di euro nell’ultimo Bilancio è stato impiegato per l’adeguamento dell’inceneritore di Montegrosso – Pallareta, finalmente si è giunti a un parziale utilizzo di quella struttura che a breve dovrebbe diventare stazione di trasferenza. Anche qui, se e quando si vorrà effettivamente attivarla anche come impianto i grado di selezionare i rifiuti provenienti dalla raccolta differenziata, saranno necessarie ulteriori spese. Quale sarà il piano industriale che vorrà essere messo in atto e quando”? Il direttore dell’Acta Silvio Ascoli prende la parola per evidenziare come “dei 15 milioni di spesa indicati 10 rappresentino il costo imputabile ad ‘Acta spa’ e 5 milioni di euro la spesa per il conferimento. Dei 10, 6 milioni servono per il personale, 1 milioni per imposta sul valore aggiunto. Dei 3 milioni restanti bisogna considerare fitti, costo di carburante e altro, va da sé che i margini per intervenire non siano così ampli. Anche i costi per il Consiglio d’amministrazione sono stati praticamente azzerati. In dieci mesi il risparmio è stato di 300.000 euro. Trasferendoci da via della Siderurgica 1 in via della Siderurgica 9, si risparmieranno ulteriori 200.000 euro, operazione per la quale saremo impegnati i primi 6 mesi del 2014. Riguardo alla vicenda inceneritore, finalmente il Comune ha nuovamente le chiavi dell’impianto, cosa che consente di utilizzare una prima parte di macchinari che consentono il pretrattamento dei rifiuti. Il 27 gennaio l’Ente ci ha consegnato l’immobile che utilizzeremo per la parte meccanico-biologico. 6.000 tonnellate di rifiuti vanno a recupero, 24.000 tonnellate all’anno vanno in discarica, con una spesa di 5 milioni di euro. Vogliamo far sì che il trasporto dei rifiuti con i camion che costa 700 euro l’ora, possa essere considerevolmente ridotto se non annullati, grazie all’utilizzo della struttura di Vallone Calabrese. Rispetto alla raccolta differenziata concordata con il Conai si procederà a centri concentrici. In quello più esterno, 25.000 abitanti residenti nelle contrade, si proseguirà con la raccolta stradale anche se con cassonetti più differenziati. 5.000 utenze, circa 15.000 abitanti saranno interessati effettivamente dalla raccolta porta a porta, con giorni specifici per umido, secco e altri tipi di rifiuti. Per la restante utenza, in una città oggettivamente che ha marciapiedi e strade non amplissimi, bisognerà mediare tra le diverse esigenze, in un percorso che complessivamente ci vedrà impegnati almeno fino a metà di 2015. Per far questo abbiamo avuto un finanziamento regionale che ci ha consegnato 5 milioni di euro, 1,5 per contenitori, 3,5 per automezzi. Il tutto ci consentirà di avere anche ridottissime spese riguardo alla manutenzione. Siamo in termini di prorogatio con il contratto di servizio, riteniamo che si debba siglarlo, la legge impone di farlo entro il 30 giugno 2014, per cambiare anche l’ottica con la quale i potentini guardano all’Acta. Non un’azienda che pesa sulla comunità, ma un’azienda efficiente che offre servizi di qualità all’utenza. Se dovesse servire un incremento di personale la cosa non ci spaventa”. Il presidente dell’Acta, il dirigente comunale Luisa Scavone ricorda che  “l’azienda è il braccio operativo dell’Amministrazione per questo si chiede l’affidamento ‘in house’. L’azienda ha l’obbligo di efficientarsi di rendere il servizio più economico, più efficace. Stiamo tentando anche un efficientamento interno al personale. Siamo in attesa di una migliore definizione da parte della Regione delle modalità con le quali saranno assegnati i finanziamenti. La raccolta differenziata grazie al progetto Conai, passerà dal 27% attuale al circa 50%. Il risparmio che ne deriverà, diminuendo la quantità di rifiuto che viene conferito in discarica a un costo di 213 euro/tonnellata, potrebbe consentire di far fronte anche all’eventuale impiego di personale, interno o esterno all’azienda. C’è la necessità di sapere, per questo motivo, se abbiamo o meno l’affidamento, per far sì che si possa essere preparati alle sfide che il futuro ci sottoporrà”. Il capogruppo del Mpa Salvatore Lacerra ricorda che “lo scopo unico di questo Consiglio comunale è quello di capire quelli che sono i problemi di questa città e quello di agire, tutti insieme per la soluzione degli stessi problemi. I rifiuti sono una grande risorsa per la città di Potenza. L’Acta ha grande capacità tecniche, professionali, una grande dotazione di attrezzature che la pone come potenziale azienda d’avanguardia per la città e per l’intera regione. Propongo che alla fine di questo Consiglio comunale si potrebbe approvare una delibera attraverso la quale chiedere alla Regione l’istituzione della ‘tariffa unica’ per il conferimento dei rifiuti in discarica”. Il consigliere del Pd Francesco Villani esordisce asserendo che “è importante sempre effettuare analisi ex ante e bilanci ex post. Appena possibile affidiamo questo servizio, per determinare da dove siamo partiti e dove siamo arrivati”. Il capogruppo dei Dec Angelo Laieta afferma che “la politica deve farsi carico di un problema che riguarda i cittadini. Non voler approvare quel contratto significa non voler risolvere i problemi della città. Bisogna mettere l’Acta in condizioni di partire. Il consigliere del Pd Rocco Fiore sostiene che “si è abusato dell’utilizzo della tipologia di Consiglio comunale straordinario, uscendo spesso fuori tema. L’Acta non è un soggetto estraneo, terzo. L’Acta siamo noi. Qualche sforzo in più rispetto all’efficientamento di questa azienda poteva essere fatto. Una serie di incomprensioni interne alla governance per fortuna sono state superate. Il metodo di raccolta che utilizziamo a Potenza lo ritengo alquanto vetusto. Il progetto con Conai ci lascia ben sperare a patto che si innesti e abbia seguito una vera e propria rivoluzione culturale. C’è quindi la necessità di operare in tal senso. L’Acta è figlia della politica di questa città degli ultimi trent’anni. E’ arrivata alla posizione nella quale si trova non solo per scelte tecniche. Abbiamo lo strumento del contratto d’esercizio che, colpevolmente, non è stato approvato il 31 dicembre scorso”. Il consigliere del Pdl Antonino Imbesi ricorda “che il deliberato che riguardava il contratto di servizio non rispettava nessuno dei canoni richiesti, soprattutto non indicava come si sviluppava il servizio. Il piano d’esercizio dell’azienda è fondamentale eppure non è mai stato consegnato. Chiedo che il Piano sia stilato entro aprile così che questo Consiglio possa essere messo nelle condizioni di conoscerlo”. Il consigliere Giuseppe Molinari sottolinea “che i maggiori problemi della città di Potenza sono i rifiuti e i trasporti. Pur essendo una città piccola e che produce pochi rifiuti, non riusciamo noi, come la Basilicata tutta, a risolvere il problema rifiuti. Sulla discarica di Pallareta attendiamo una parola definitiva dalla Regione, così come sull’inceneritore. Per l’Acta state facendo bene. Piano d’esercizio, contratto di servizio, per tutto abbiamo necessità di conoscere date certe”. Il capogruppo del Pdl Fernando Picerno chiede di “entrare nell’ottica del considerare i rifiuti una ricchezza. L’inceneritore che ha bruciato tanto denaro pubblico auspico rimanga solo un ricordo. Piano industriale, contratto di servizio devono diventare realtà”. Il consigliere del Pd Sebastiano Papa sostiene che “anche grazie a iniziative come questa, l’Amministrazione dimostra che il problema rifiuti non è ignorato. Sono soddisfatto del lavoro svolto dalla presidente Scavone e dal direttore Ascoli. Anche il rinvio è stato foriero di ulteriori input che sono giunti al cda Acta. Per il futuro credo che il discorso possa essere in discesa. Invito i cittadini a partecipare attivamente a queste scelte”. Il vicesindaco Pietro Campagna nella replica sostiene che le prospettive sono assolutamente positive, sia in termini di costi, sia in termini di efficienza. Non si naviga a vista. La programmazione a livello sovraccomunale è datata e ciò determina una gestione dei rifiuti a livello comunale che registra talvolta problematicità. L’Amministrazione lavora di concerto con l’Acta e quello che si sta ponendo in essere è frutto della comune volontà di scegliere e attuare le decisioni che favoriscano la città. La raccolta differenziata porta a porta ha registrato ritardi non imputabili al Comune, la sua attivazione, però, garantirà indubbi benefici, anche in una città articolata dal punto di vista urbanistico. Ottimo il lavoro svolto e la nuova governance dell’Azienda è assolutamente in linea con la volontà dell’Amministrazione. Ritengo che la delibera che contiene il Contratto possa essere approvata a breve per dare la potenzialità all’Azienda di rafforzarsi”. Alle 13,30 si conclude la seduta.