Filippo Gesualdi, consigliere comunale di Potenza, in una nota sostiene che “il settore commercio, meritava più attenzione da parte dell’amministrazione, invece è quasi stato abbandonato a se stesso . I futuri amministratori devono necessariamente approvare, il nuovo Piano commerciale per rispondere meglio alle esigenze sia degli operatori del settore sia dei cittadini, quello esistente è datato 2001. Un Piano che deve prevedere il riordino, la valorizzazione e la rifunzionalizzazione di alcuni siti mercatali come il mercato coperto di via Milano, prevedendo l’installazione di box, più funzionali anche dal punto di vista igienico-sanitario, a vantaggio degli stessi operatori e in ragione dei nuovi bisogni dei cittadini .Un piano che deve portare al riassetto complessivo della rete dei mercati esistenti, che presentano in alcuni casi forti problemi localizzativi (via Vespucci, viale del Basento), in altri di tendenziale caduta della domanda (via Ionio) e la creazione di nuovi appuntamenti minori, nei rioni di nuova espansione (Macchia Romana e Poggio Tre Galli) , la regolamentazione dei posteggi e la regolamentazione del commercio itinerante. L’abusivismo commerciale continua a essere un fenomeno in aumento, implementato anche da chi, ‘ingolosito’ dai prezzi bassi, continua ad acquistare. Arginarlo è possibile anche cheidendo ai cittadini di evitare di acquistare da ambulanti abusivi. Pere rendere il settore più fruibile e competitivo andrebbero creati più posteggi – continua Gesualdi – a cominciare dalla trasformazione di quelli stagionali, attualmente previsti, in posteggi fissi e soprattutto riducendo l’area interdetta, laddove è vietata la vendita. Andrebbero messi a disposizione della polizia locale strumenti legali più efficaci, constatato come molto spesso non è possibile il sequestro della merce trattandosi di commercianti in possesso di adeguato titolo autorizzatorio. C’è anche da dire che la difficoltà maggiore è la carenza legislativa in merito alla questione dei commercianti abusivi o irregolari che non viene risolta dall’attuale legge 23/2008, è quindi necessaria una nuova revisione della legge regionale sul commercio così come auspicato dal presidente dell’Anci, dalla Conf-commercio e Conf-esercenti. Bisogna seguire l’esempio della Regione Emilia Romagna che ha introdotto nella legge in materia, la sanzione della confisca obbligatoria della merce nei confronti di chi esercita il commercio sia su aree private che pubbliche senza autorizzazione. Auspico pertanto che il presidente della Terza commissione consiliare regionale Francesco Pietrantuono, molto attento e sensibile alle problematiche che investono il settore, esamini il tema per proporre soluzioni adeguate” conclude il consigliere comunale.