Bella la canzone dei Beatles: revolution, canzone dirompente, con quell’attacco di chitarra elettrica e quell’aaaaaaaaah urlato. E’ possibile a Potenza una rivoluzione? Di che tipo? Quando? Ultimamente ho letto di un disamore dei potentini per la loro città, di una presenza ormai sparuta di veri potentini, di una annunciata organizzazione dell’Azienda di Promozione Turistica, di una serie di impegni di spesa regionali, della denominazione da dare alla nostra regione. Notizie che hanno un filo logico, “rivoluzionario” cerco di rappresentarlo.
Parlare di potentini veraci a Potenza ha senso? Si, se si parlasse di un paese, no se si parla di una Città. E Potenza è una Città, una Città da sempre, una Città Lucana, indicata già dal geografo greco Stabone e dallo storico romano Plinio come “Una fra le più antiche città libere ed indipendenti della Lucania..”. Una Città che racchiude nel suo DNA la quint’essenza dell’essere Città: lo spirito libero. Una Città che attrae ed include e non esclude. Una Città che ha adempiuto ed adempie al suo ruolo, ma ne sconta lo scotto,perché naturalmente generosa, quando si trova di fronte a realtà abituate a rivendicare, avvezze alla lamentazione, alla pretesa ancorché ingiustificata. Vedete la cartografia dell’epoca, Potenza c’è, altre città mancano. Certo, negli ultimi anni Potenza è stata governata da chi conosceva più la campagna che l’Urbs, ma dire che i potentini non sono orgogliosi della propria Città è eresia. Non sono orgogliosi di com’è stata governata!
Ho letto anche della duplice denominazione Basilicata o Lucania, e mi pare che, venute meno pregiudiziali ideologiche, l’orientamento è ritornare a Lucania: ne rafforza il senso di coesione. Evito superflue precisazioni storico geografiche, certo però che pensare a rivoluzioni, fatte a danno della Città dei servizi, per favorire altri, mi sembra sciocco. Prima il tentativo di trasferire la sede della Provincia, ora quello di trasferire la direzione dell’APT , (l’Azienda di Promozione Turistica), di insediare la sede della nascente Music Commission, dopo aver messo lì la sede della Film Commission, mi sembra una ingordigia senza limiti per una realtà che non mi pare abbia brillato per senso di coesione, tutt’altro. Se le direzioni degli uffici statali chiudono, se chiudono le caserme, se continuamente viene messa in discussione la funzione di direzione e di servizi, da sempre caratteristica della Città Capoluogo di Regione:Potenza, se si rivendica su tutto e tutto viene duplicato, se si pretende di chiudere uffici a Potenza per trasferirli a Matera e contestualmente se ne aprono di altri li, se finanche nella finanziaria regionale si parla e si finanzia solo e sempre Matera, allora Presidente Pittella questa non è rivoluzione, questo è altro, allora qui si sta saccheggiando! Non si può parlare di sviluppo togliendo ad alcuni per dare ad altri, anche perché Presidente Lei così facendo toglie l’unica risorsa della Città Capoluogo di Regione.
Se vuole, Presidente, la Rivoluzione, quella vera, la faccia accentrando le direzioni ove queste devono avere sede (Potenza) ed eventualmente rafforzando, se necessario, gli uffici periferici, eviti duplicazioni inutili e finanche dannose, nomini direttori e dirigenti competenti, mobiliti la popolazione per la difesa del territorio e delle risorse. Presidente le ricordo che il motto sul turismo aveva quattro M e non solo una (Monti, Monticchio, Maratea e Matera), come le ricordo Presidente che la candidatura di Matera 2019 prevede al punto 4 di coinvolgere il territorio, non di saccheggiarlo.
Certo, la città di Potenza è grata a tutti quei consiglieri regionali, che pure hanno fatto incetta di voti a Potenza e che a parole dicono di rappresentarla, a quelli che hanno promesso la rivoluzione ed a quelli che hanno promesso altro, tutti silenti per l’occasione!
La rivoluzione…….. non arriva in silenzio!