Sabato 5 aprile, ore 18.00 “Civiltà delle macchine: significato e attualità di una rivista” – Luigi Zanda
Negli anni Cinquanta il miracolo economico si volse alla promozione della cultura scientifica come fenomenologia propria dei tempi nuovi. L’industrializzazione più avanzata produsse in proprio specifici prodotti culturali portatori di un linguaggio che si accompagnò al formarsi di un pensiero culturale di una classe dirigente di diversa estrazione politica. Fu la stagione delle grandi riviste, da “Politecnico”, “Comunità” e “Civiltà delle macchine”, la cui lettura andrebbe riproposta e studiata dalle nuove generazioni. Quarant’anni fa, Leonardo Sinisgalli fondava la rivista Civiltà delle macchine, che diresse per un quinquennio: un raro incontro nella nostra cultura tra scienza, tecnologia ed arte. Sinisgalli ebbe subito una buona idea che caratterizzò i primi numeri di civiltà delle macchine. Chiese a sette scrittori di grande prestigio di scrivere una lettera (da pubblicare nella rivista) sul ruolo e il significato della “macchina” nella società e nella organizzazione del lavoro di quegli anni. In sostanza, sul rapporto fra le culture umanistica e scientifica. Il volumetto, che viene presentato, raccoglie le lettere (pubblicate nel 1953, nel 1954 e nel 1956) di Giuseppe Ungaretti, Carlo Emilio Gadda, Alberto Moravia, Giansiro Ferrata, Arturo Tofanelli, Giuseppe Luraghi, Dino Buzzati.
Invito omaggio a sinisgalli.pdf
Coco locandina giugno 2015.pdf
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